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Documenti ai russi, Biot in carcere. Figlio: "Come campiamo noi?"

Il militare arrestato con l'accusa di spionaggio resta in carcere. Dietro il suo gesto ci sarebbero le difficoltà economiche della famiglia

Walter Biot, il militare arrestato per l’accusa di spionaggio in flagranza di reato mentre vendeva documenti classificati a un agente russo, resta in carcere. È questa la decisione del gip di Roma che, come riporta l’Ansa, ha sciolto la riserva dopo l’udienza di convalida. Durante l’interrogatorio, il militare della Marina ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere ma ha affidato all’avvocato la sua difesa.

Documenti venduti ai russi, le motivazioni di Walter Biot

Come riporta il Corriere della Sera, al legale Biot ha affermato di non aver avuto “alcun interesse politico o ideologico. Non ho mai messo a rischio la sicurezza dello Stato, non ho fornito alcuna informazione di rilievo. Non ho dato alcuna informazione classificata. Non ho mai fornito documenti che potessero mettere in pericolo l’Italia o altri Paesi”.

Dall’ordinanza di custodia cautelare emerge che Walter Biot, sulla scheda di memoria sequestrata, possedeva 181 foto di documenti cartacei classificati: di questi, 9 erano classificati come “riservatissimi“, e 47 di tipo “Nato Secret”. Sempre secondo quanto si legge nell’ordinanza, l’ufficiale si occupata di gestire documenti coperti da segreto, preordinati dalla sicurezza dello Stato.

Il giudice ha sottolineato che le “accurate modalità nell’agire” sono “elementi sintomatici dello spessore criminale dell’indagato che non si è posto alcuno scrupolo nel tradire la fiducia dell’istituzione di appartenenza al solo fine di conseguire profitti di natura economica”.

Le dichiarazioni della moglie

Al gip, Biot ha dichiarato di essere “frastornato e disorientato ma pronto a chiarire la mia posizione”. Intanto, sempre al Corriere della Sera, la moglie di Biot ha rivelato che il militare “era veramente in crisi da tempo, aveva paura di non riuscire più a fronteggiare le tante spese che abbiamo. L’economia di casa. A causa del Covid ci siamo impoveriti”.

A fronte di uno stipendio di 3mila euro, la donna ha comunque segnalato le difficoltà che stava attraversando la famiglia, “con 4 figli, 4 cani, la casa di Pomezia ancora tutta da pagare, 268mila euro di mutuo, 1.200 al mese. E poi la scuola, l’attività fisica, le palestre dei figli a cui lui non voleva assolutamente che dovessero rinunciare”.

Le parole del figlio

Anche il figlio di Biot, in un’intervista di Repubblica, ha difeso il papà: “L’unica cosa che credo è che se mio padre ha fatto quello che ha fatto è stato per mantenere la famiglia, per mantenere la casa, non per andare contro lo Stato, contro la Patria, perché lui per 35 anni ha servito la Patria e lo Stato: ha fatto la seconda Guerra del Golfo, è stato in Iraq, in Afghanistan”.

Raggiunto da alcuni cronisti innanzi alla sua abitazione, il figlio 25enne di Biot ha dichiarato: “Siamo all’oscuro, abbiamo scoperto tutto dai giornali. Sono tre giorni che non sappiamo niente. Dobbiamo trovare un avvocato ‘bono’ che se ne intende di giustizia militare, perché se a mio padre pigliano un avvocato d’ufficio può essere che non lo vediamo più. Se lo congedano con disonore, come campiamo noi? Non campiamo più. Io non so dove andare a sbattere la testa, devo andare a rubare?”

VirgilioNotizie | 01-04-2021 19:07

carabinieri Fonte foto: 123rf
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