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Guerra in Ucraina, le ultime notizie di oggi: il sindaco di Kiev ipotizza l'evacuazione parziale della città

La guerra tra Russia e Ucraina è arrivata al suo 278esimo giorno: tutti gli aggiornamenti in diretta di lunedì 28 novembre

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato il: - Ultimo aggiornamento:

Un giorno di guerra ne vale trenta di quella in Afghanistan“: è il concetto contenuto nell’inchiesta del New York Times che lancia l’allarme sugli armamenti rimasti all’Alleanza atlantica dopo 9 mesi di guerra in Ucraina. Secondo il quotidiano statunitense i Paesi occidentali starebbero progressivamente terminando le munizioni e cominciano a porsi il problema su come continuare a sostenete e finanziare Kiev nel conflitto contro la Russia. In totale la Nato ha fornito aiuti per 40 miliardi di dollari, che è quasi quanto la sola Francia spende per la difesa in un anno. I Paesi più piccoli come Polonia e quelli del Baltico sono arrivati al limite.

Lo svuotamento degli arsenali in Occidenti arriva quando Zelensky chiede agli alleati uno sforzo in più. Nell’ultimo messaggio alla nazione il presidente ucraino ha detto di prevedere nei prossimi giorni nuovi attacchi russi della stessa intensità di quelli arrivati la scorsa settimana, che stanno lasciando milioni di persone senza luce, riscaldamenti e acqua.

Il racconto della giornata

  1. Usa: Putin usa l'inverno per mettere in ginocchio gli ucraini

    “Vladimir Putin sta sfruttando l’inverno per mettere in ginocchio gli ucraini”. Lo ha detto il portavoce del consiglio per la sicurezza nazionale americana, John Kirby, in un briefing con la stampa alla Casa Bianca.

  2. La moglie di Zelensky è arrivata a Londra

    Olena Zelenska, moglie del presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky, è arrivata a Londra per partecipare a una conferenza internazionale per prevenire le violenze sessuali durante i conflitti. La “first lady” è stata accolta a Downing Street dalla moglie del premier britannico Rishi Sunak, Akshata Murty.

  3. Zakharova critica l'intervista del Papa

    L’intervista di Papa Francesco alla rivista gesuita ‘America’ ha mosso da Mosca anche pesanti critiche. Le parole del pontefice sulla crudeltà dei buriati e dei ceceni “non sono più russofobia, ma una perversione della verità“, ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, citata dalla Tass. Bergoglio in merito alla guerra in Ucraina aveva detto che “i più crudeli sono forse quelli che sono della Russia ma non sono della tradizione russa, come i ceceni, i buriati e così via”.

  4. Kiev, danneggiato ponte ferroviario contro i russi

    L’esercito ucraino ha danneggiato un ponte ferroviario nei pressi di Starabohdanivka, nella regione di Zaporizhzhia, che i russi hanno utilizzato spesso per consegnare armi nei territori occupati. Lo ha reso noto lo Stato Maggiore delle Forze armate di Kiev citato da Ukrainska Pravda.

  5. Peskov: "Ok alla mediazione col Vaticano, ma l'Ucraina non vuole"

    Nel corso della giornata, a seguito delle recenti dichiarazioni di Papa Francesco sulla volontà di mediare per la pace, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha reso noto di accogliere con “favore” la proposta. Tuttavia ha spiegato che nonostante la disponibilità di Mosca, “al momento non vi è la possibilità di concretizzare una proposta negoziale”. Questo perché a sua detta “la parte ucraina non è favorevole”.

  6. Stoltenberg: "Putin userà l'inverno come arma"

    Putin vuole usare l’inverno come arma e dobbiamo prepararci a nuovi attacchi, ecco perché abbiamo dato all’Ucraina sistemi di difesa aerea addizionali”. Così il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg a Bucarest, della riunione dei ministri degli Esteri dell’Alleanza atlantica.

  7. Saltati i colloqui Usa-Russia sul nucleare

    La Russia ha deciso di rinviare a data da destinarsi i colloqui con gli Stati Uniti sul nucleare che erano in programma da domani al 6 dicembre. Lo ha reso noto Ria Novosti citando il ministero degli Esteri russo: “La sessione della Commissione consultiva bilaterale sul Trattato Start russo-americano, precedentemente prevista al Cairo dal 29 novembre al 6 dicembre, non avrà luogo nelle date indicate“.

  8. Sindaco Kiev, oltre 150 civili uccisi in città da inizio guerra

    A Kiev, più di 150 civili, tra cui quattro bambini, sono stati uccisi e 678 strutture sono stati danneggiati o distrutti dagli attacchi con bombe e missili russi dall’inizio della guerra. Lo ha reso noto oggi Il sindaco di Kiev Vitaliy Klitschko all’apertura del Kyiv Investment Forum, che si svolge a Bruxelles, citato da Ukrinform. “L’Ucraina ha combattuto e ha vinto per più di nove mesi nonostante la superiorità numerica e militare del nemico, nonostante il terrore totale che la Russia ha scatenato contro i civili ucraini”, ha detto il sindaco di Kiev. In particolare, 678 strutture sono state danneggiate o distrutte nella sola Kiev a seguito degli attacchi con bombe e razzi. Si tratta di più di 350 edifici residenziali, 77 scuole, 80 alloggi e servizi pubblici, 25 infrastrutture di trasporto e 26 strutture sanitarie.

  9. Ucraina: ministri Esteri Paesi Baltici e Scandinavi in visita a Kiev

    I ministri degli Esteri di Estonia, Lettonia, Lituania, Norvegia, Svezia, Finlandia e Islanda sono in visita a Kiev, come riporta Kiev Independent. “Oggi siamo a Kiev in piena solidarietà con l’Ucraina”, ha dichiarato il ministro degli Esteri della Lettonia, Edgars Rinkevics. “Nonostante le bombe della Russia e la barbara brutalità, l’Ucraina vincerà!”, ha aggiunto il ministro degli Esteri lituano, Gabrielius Landsbergis

  10. Papa: "L'Ucraina è martirizzata"

    “Quando parlo dell’Ucraina, parlo di un popolo martirizzato. Se hai un popolo martirizzato, hai qualcuno che lo martirizza. Quando parlo dell’Ucraina, parlo della crudeltà perché ho molte informazioni sulla crudeltà delle truppe che entrano”, ha detto ancora Papa Francesco in un’intervista alla rivista dei gesuiti “America”.” La posizione della Santa Sede è cercare la pace e cercare una comprensione” tra le parti, “la diplomazia della Santa Sede si sta muovendo in questa direzione e, ovviamente, è sempre disposta a mediare“.

  11. Kiev, oltre 50 mila donne al fronte

    Sono oltre 50mila le donne ucraine al fronte nella guerra contro la Russia. “Sono orgogliosa che un terzo del nostro esercito sia composto da donne forti e coraggiose – ha detto la vice presidente del Parlamento di Kie, Olena Kondratyuk, durante il suo discorso al 6° Congresso delle donne ucraine – Più di  50.000 donne ucraine nei ranghi delle Forze armate ucraine combattono oggi per la pace e la sicurezza in tutta Europa”.

  12. Il sindaco di Kiev valuta l'evacuazione parziale della città

    Il sindaco di Kiev, Vitaliy Klitschko ha rivelato l’ipotesi di un’evacuazione parziale della città a causa dei continui black out che stanno lasciando senza luce e riscaldamenti quasi tutta la capitale ucraina: “Dobbiamo essere pronti a vari scenari e non escludo lo scenario peggiore. In quel caso non ci sarà un’evacuazione completa, forse parziale, ma non si può chiamare evacuazione. Si tratta di un trasferimento temporaneo di alcune categorie di persone in periferia, dove potrebbero essere disponibili servizi” ha detto il primo cittadino.

  13. Madri soldati russi lanciano una petizione contro la guerra

    Le madri dei soldati russi chiedono il ritiro delle truppe di Mosca dall’Ucraina, lanciando una petizione online, lanciata in occasione della festa della mamma in Russia dal gruppo di resistenza femminista russa contro la guerra. La petizione pubblicata su Change.org è indirizzata ai parlamentari delle commissioni competenti della Duma di Stato e del Consiglio della Federazione. “Da nove mesi va avanti la cosiddetta ‘operazione militare speciale’, che porta distruzione, dolore, sangue e lacrime”, si legge

  14. New York Times: la Nato sta finendo le munizioni

    Secondo un’inchiesta del quotidiano statunitense New York Times, gli armamenti della Nato starebbero cominciando a scarseggiare. “Un giorno di guerra ne vale trenta di quella in Afghanistan” è la sintesi espressa dal NYT che riporta come l’Alleanza atlantica avrebbe speso finora 40 miliardi di dollari e che gli arsenali si starebbero piano piano svuotando, soprattutto quello dei Paesi più piccoli come quelli baltici e la Polonia, già in difficoltà.

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