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Come difendersi dall’elettrosmog

Limitare gli effetti dell’inquinamento elettromagnetico è possibile adottando accorgimenti e prodotti innovativi

Il termine elettrosmog fa riferimento al fenomeno dell’inquinamento elettromagnetico derivante da un eccesso di radiazioni provenienti da campi statici, raggi laser o luce incoerente.

Questa tipologia di radiazioni elettromagnetiche è definita di tipo non ionizzante e negli ultimi anni stanno aumentando gli studi che sembrerebbero dimostrare un concreto pericolo per la salute nel caso nel caso in cui si sia esposti a una prolungata esposizione.

Le radiazioni emesse naturalmente dal fondo elettromagnetico terrestre a partire dal 1900 sono cresciute in modo significativo a seguito delle tecnologie sviluppate e utilizzate in modo sempre più massiccio dall’uomo.

Queste tecnologie comprendono i radar, le onde emesse dalle infrastrutture di telecomunicazione (radio e televisione), le reti per la telefonia cellulare, le reti domestiche Wi-Fi e gli elettrodotti della rete elettrica.

L’imminente lancio delle reti per la telefonia mobile 5G ha scatenato immediatamente polemiche sui potenziali rischi per la salute ma quando si approfondisce la questione sembra che questa nuova tecnologia nel medio lungo periodo possa addirittura migliorare la situazione.

Infatti, se è vero che nel breve periodo le nuove antenne 5G andranno ad aggiungersi a quelle già esistenti, è anche vero che la nuova tecnologia di trasmissione prevede celle di copertura di dimensioni più piccole che necessitano di potenze di emissione più basse di quelle attuali.

Inoltre grazie alla nuova tecnologia del beamforming, sarà possibile direzionare e concentrare il segnale delle reti 5G verso la posizione fisica dei dispositivi utenti evitando una trasmissione in tutte le direzioni.

L’emissione diventerà così di tipo adattivo, variabile in base al numero di utenti da servire, alla loro posizione e alla quantità di banda richiesta dai singoli servizi.

I rischi maggiori relativi all’inquinamento elettromagnetico potrebbero così derivare non tanto dagli apparati posti all’interno delle nostre abitazioni ma da tutto quanto si trova all’interno.

Il sito del Ministero della Salute afferma che ad oggi, in base agli studi effettuati dall’Organizzazione Mondiale per la Salute (OMS) non è stato dimostrato alcun effetto sanitario avverso causato dall’utilizzo di telefoni cellulari. Tuttavia nuove ricerche sono in corso per approfondire ogni possibile lacuna di conoscenza e per individuare eventuali nuove controindicazioni all’utilizzo degli smartphone.

Ha fatto scalpore la sentenza del 14 gennaio 2020 della Corte d’appello di Torino che per la prima volta ha riconosciuto il risarcimento per malattia professionale a un dipendente Telecom affetto da neurisma del nervo acustico, potenzialmente causato dall’utilizzo intensivo del telefono cellulare imposto da esigenze lavorative prolungate nel corso degli anni.

Questo provvedimento ha confermato la precedente sentenza del 2017 da parte del Tribunale di Ivrea.

Per premunirci contro i potenziali effetti dannosi connessi a un utilizzo intensivo degli smartphone è possibile mettere in atto alcuni comportamenti virtuosi per limitare quantità e intensità delle radiazioni.

Un primo esempio è il semplice utilizzo degli appositi auricolari durante le telefonate.

Un secondo esempio è l’accortezza di tenere il telefono cellulare leggermente scostato dal nostro orecchio quando non possiamo utilizzare l’auricolare.

Ovviamente, sempre al fine di diminuire le emissioni di campi magnetici a cui siamo soggetti, sarebbe sempre consigliabile utilizzare un telefono fisso al posto di uno smartphone ogni volta che possiamo farlo.

È inoltre sempre consigliabile cercare di limitare la durata e la frequenza delle telefonate da smartphone al minimo indispensabile.

Grazie al costante sviluppo della tecnologia oggi è possibile proteggersi dall’elettrosmog anche utilizzando appositi prodotti ideati per contenere la trasmissione di onde elettromagnetiche.

Un esempio di questi prodotti è una sofisticata carta da parati in grado di bloccare fino al 99% delle radiazioni elettromagnetiche all’interno di un’abitazione. Si tratta di una vera e propria  tappezzeria scudo contro l’elettrosmog contenente fibre di carbonio in grado di trasformare le radiazioni ad alta frequenza in calore, sfruttando una proprietà fisica del carbonio.

Le radiazioni elettromagnetiche generate da campi in alta frequenza da cui può proteggerci questa innovativa carta da parati comprendono quelle derivanti dagli smartphone, dai telefoni cordless, dalle reti Wi-Fi, da TV e radio o da device wireless.

Integrando una striscia di rame all’area rivestita da carta da parati e una messa a terra si riesce anche a isolare la parete dai campi a bassa frequenza, come quelli creati ad esempio da cavi elettrici che passano nelle pareti o a linee di alta tensione.

VirgilioNotizie | 02-04-2020 16:21

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