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Cina, carcere per chi diffonde voci infondate sul coronavirus

Pena di morte per chi è scoperto a diffondere intenzionalmente il coronavirus

I tribunali cinesi si schierano contro le voci infondate sull’emergenza coronavirus. Come riporta ‘TgCom24′, l’Alta Corte di Heilongjiang ha previsto fino a 15 anni di carcere per chi diffonde “voci” sull’epidemia allo scopo di sovvertire l’ordine costituito. Previsti, inoltre, fino a 7 anni di carcere per chi rifiuta la quarantena. Per chi è scoperto a diffondere intenzionalmente il coronavirus, invece, è prevista la pena di morte.

Regna l’incertezza su cosa si intenda esattamente per “diffondere intenzionalmente il virus”. L’Alta Corte di Pechino ha garantito che combatterà il traffico di farmaci contraffatti.

Il governo cinese, inoltre, ha richiesto alle linee aeree di non sospendere i voli da e per i Paesi stranieri che non abbiano espressamente imposto un divieto ai viaggiatori cinesi.

Intanto, sono rientrati in Italia i 56 passeggeri italiani che erano rimasti bloccati a Wuhan.

Uno di loro non è potuto partire perché febbricitante. In questo momento si trova ancora a Wuhan, in attesa dei risultati del test sul coronavirus a cui è stato sottoposto.

VIRGILIO NOTIZIE | 04-02-2020 09:23

Coronavirus, rimpatriati gli italiani da Wuhan Fonte foto: Ansa
Coronavirus, rimpatriati gli italiani da Wuhan
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