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16enne ucciso: carabiniere indagato per omicidio volontario

Svolta nelle indagini sulla morte del 16enne ucciso da un carabiniere durante una tentata rapina a Napoli

Svolta nel caso di Ugo Russo, il 15enne ucciso l’altra notte durante un tentativo di rapina a Napoli: secondo quanto riferisce l’Ansa, il carabiniere 23enne che ha sparato al minorenne è stato iscritto dalla procura nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio volontario. Il giovane, che avrebbe compiuto 16 anni il prossimo aprile, colpito due volte dall’arma del militare, è deceduto per le gravi ferite riportate.

Secondo quanto ricostruito finora, il 15enne ha tentato di rapinare il carabiniere, vestito in abiti civili: armato di una pistola, risultata poi una replica di quelle vere e priva del tappo rosso, ha tentato di sfilargli l’orologio. La vittima era con un 17enne che è stato fermato con l’accusa di tentata rapina.

Spetterà ai risultati dell’autopsia, gli esami balistici e le immagini riprese dai sistemi di videosorveglianza della zona a chiarire quanto accaduto quella notte in via Generale Orsini, nella zona di Santa Lucia.

Secondo quanto riporta l’Ansa, il giovane aveva nelle tasce un altro orologio Rolex e una catenina, trovati nei suoi indumenti dai medici del pronto soccorso dove il ragazzo è stato portato dopo essere stato colpito.

Gli investigatori ipotizzano che i due giovani avessero già messo a segno insieme almeno un’altra rapina. Secondo quanto si è appreso il 17enne avrebbe anche ammesso di avere compiuto una rapina prima di quella tentata a Santa Lucia, poi trasformatasi in tragedia.

Delle indagini si stanno occupando due procure: quella dei Minorenni, coordinata dal procuratore Maria de Luzenberger con il pm Cerullo, si sta concentrando sulla posizione del complice 17enne della vittima (accusato di tentata rapina).

Quella ordinaria guidata dal procuratore Giovanni Melillo, con il pm Simone De Roxas e l’aggiunto Rosa Volpe, riguarda invece l’uccisione del 15enne, la successiva devastazione del pronto soccorso dell’ospedale Vecchio Pellegrini, ad opera di un folto gruppo di facinorosi, e gli spari contro la caserma dei carabinieri di Pastrengo, sede del comando provinciale di Napoli.

Rapina Napoli, la versione del complice 17enne

Secondo la versione fornita dal complice 17enne, i due, che viaggiavano in sella a uno scooter – risultato sottoposto a fermo amministrativo e con targa clonata – sono entrati in azione dopo aver notato notano una macchina con a bordo un giovane con un orologio di pregio.

Il 17enne, alla guida, si avvicina, Ugo scende con in mano la pistola finta, si avvicina al finestrino e la punta contro la testa del guidatore intimandogli di consegnare l’orologio. L’uomo, un carabiniere campano di 23 anni in servizio a Bologna, a Napoli in vacanza, fingendo di sfilarselo, prende la pistola e spara un primo colpo che raggiunge Ugo al torace.

Secondo il racconto del giovane, il 15enne ha prima un sobbalzo e poi si gira verso il complice. Il militare spara di nuovo e lo colpisce. Con Ugo a terra, secondo il 17enne il carabiniere spara ancora, forse altre due volte, nella sua direzione.

Il giovane, impaurito, scappa verso casa: alcune ore dopo verrà raggiunto e sottoposto a fermo dai carabinieri con l’accusa di tentata rapina.

Rapina Napoli, la ricostruzione del padre di Ugo Russo

Secondo quanto raccontato all’Ansa da Vincenzo Russo, padre del minore ucciso, non si è trattato di “un reazione ad una rapina, è stata un’esecuzione da parte di qualcuno che forse credeva di essere Rambo”.

La famiglia di Ugo Russo ha chiesto alla Procura di acquisire le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona per ricostruire la dinamica della morte del giovane.

VirgilioNotizie | 02-03-2020 18:06

Napoli, pronto soccorso devastato dopo l'uccisione di un 15enne Fonte foto: Ansa
Napoli, pronto soccorso devastato dopo l'uccisione di un 15enne
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