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Varianti Covid, Burioni è ottimista: le risposte a tutti i dubbi

Il virologo Roberto Burioni ha risposto a tre delle domande più importanti sulle varianti del coronavirus

Continuano ad aumentare i contagi legati alle nuove varianti del coronavirus, anche in Italia. In molti, alla luce dei continui allarmi che emergono da più parti, si chiedono se le varianti si trasmettano meglio, causino una malattia più grave e se la vaccinazione sia in grado di bloccarle. A tutte queste domande ha provato a rispondere Roberto Burioni, nel suo intervento a “Che tempo che fa”. Il virologo, sull’argomento, si è detto “moderatamente ottimista”. Nel corso della stessa puntata del programma di Raitre, è intervenuto sul tema anche il virologo americano Anthony Fauci.

Cos’è una variante: la spiegazione di Burioni

“Una cosa che ho sempre invidiato ai virus in tutti questi anni in cui li ho studiati è il fatto di poter beneficiare dei propri errori – ha esordito Burioni -. Infatti, mentre noi umani quando sbagliamo dobbiamo spesso pagarne il prezzo in qualche modo, i virus dai loro errori traggono invece la forza per diventare migliori e diffondersi con maggior successo. Per capire questo paradosso dobbiamo spiegare che tutti gli esseri viventi replicano il loro genoma in maniera estremamente accurata. I virus invece sono dei gran pasticcioni: replicano il loro genoma molto velocemente, non controllano e non correggono, come risultato finale sbagliano molte volte. Accumulano le mutazioni”.

“Il virus a volte ha un colpo di fortuna, uno di questi mutanti si replica meglio e ha un vantaggio rispetto al virus originale. Qual è il vantaggio per un virus? La capacità di trasmettersi meglio e se uno di questi virus riesce a trasmettersi meglio di quello originale, ecco che emerge una variante”, ha sottolineato il virologo.

“Quando un virus si adatta a un nuovo ospite, l’uomo, l’emergenza di varianti è una cosa che si può attendere – ha precisato Burioni -. Questo è già successo a febbraio quando una variante ha preso il sopravvento in tutto il mondo e la stessa cosa è accaduta per la variante inglese“.

Burioni risponde alle tre domande sulle varianti

Il virologo è poi passato a rispondere alle tre domande più comuni sull’argomento: “La variante si trasmette meglio? La risposta è sì, perché se la variante non si trasmettesse meglio non la vedremmo neppure. In questo caso, la variante sembra trasmettersi il 30-40% in più rispetto al virus originale”.

La seconda domanda è: “La variante causa una malattia già grave? Questo in generale non accade perché al virus non importa nulla della nostra salute”.

Infine, la terza e ultima domanda: “Questa variante viene bloccata dalla vaccinazione? Questo lo potremo sapere solo osservando i pazienti vaccinati ma i ricercatori hanno già fatto qualche esperimento e si sono accorti che gli anticorpi contenuti nel siero dei vaccinati riescono a bloccare la variante. Per cui c’è modo di essere moderatamente ottimisti su questo argomento”.

In conclusione, ha spiegato Burioni, “l’unica cosa che possiamo fare è ostacolare il contagio e così ostacoliamo anche l’emergere di varianti”.

VirgilioNotizie | 18-01-2021 08:47

Covid, cosa sappiamo della variante italiana: parlano gli esperti Fonte foto: ANSA
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