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Covid, varianti brasiliane: perché (non) fanno paura agli esperti

Le nuove varianti di coronavirus scoperte in Brasile potrebbero essere immuni al vaccino. Ma gli scienziati sono pronti a cambiare il farmaco

L’11 gennaio il ministro della Sanità nipponico ha annunciato che il Giappone ha isolato una nuova variante del nuovo coronavirus in quattro pazienti arrivati dal Brasile. Dopo la scoperta di questa ennesima mutazione, l’Italia ha deciso di bloccare i voli dal Paese sudamericano, dove la situazione sarebbe ulteriormente aggravata in seguito del diffondersi di due nuove varianti: la B.1.1.28 (K417N / E484K / N501Y), ribattezzata P.1, e la B.1.1.28 (E484K). La comunità scientifica guarda con attenzione al cambiamento del Sars-Cov-2, che potrebbe rendere meno efficace il vaccino.

Covid, cosa sono le temute varianti brasiliane

Le varianti “sono cambiamenti del genoma che codifica la proteina Spike del coronavirus dovuti a numerose mutazioni. Alcune sono ininfluenti, altre più importanti. Quelle che più preoccupano permettono al virus di propagarsi meglio o di evadere, almeno parzialmente, la risposta anticorpale”, ha spiegato Rino Rappuoli, coordinatore del MAD – Monoclonal Antibody Discovery di Siena al Corriere della Sera.

“Entrambe” le varianti brasiliane “hanno una mutazione, la E484K che è comune alla variante sudafricana. L’acido glutammico in posizione 484 diventa un altro amminoacido, la lisina. Sappiamo che questa mutazione permette al coronavirus di evadere gran parte della risposta anticorpale”.

Covid, perché ora è più possibile reinfettarsi

Sono dunque “possibili reinfezioni. Quello che ha allarmato in Brasile è che un’infermiera di 45 anni si è ammalata più gravemente con la nuova variante a ottobre, cinque mesi dopo essersi ripresa dalla prima infezione causata da un ceppo più vecchio. L’immunità acquisita dalla prima infezione non è bastata a proteggerla dal coronavirus mutato, forse anche perché aveva un livello di anticorpi basso“.

Secondo i ricercatori dell’Imperial College di Londra, riporta il Corriere della Sera, il 70% degli abitanti di Manaus aveva già contratto il coronavirus durante la prima ondata, ma l’immunità di gregge non è bastata a fermare la diffusione dell’epidemia nella città, dove molti dei 2 milioni di abitanti stanno avendo di nuovi i sintomi del Covid a causa delle nuove varianti.

“È proprio l’alta prevalenza nella popolazione che induce il virus a mutare per continuare a diffondersi. Ci sono ceppi indipendenti che mutano allo stesso modo. Il virus sta adottando uno stesso percorso perché è quello più vantaggioso“, ha spiegato Rino Rappuoli.

Covid, le nuove varianti riducono l’immunità naturale

L’immunità naturale potrebbe dunque “essere ridotta. Lo abbiamo visto in uno studio nei laboratori di Toscana Life Sciences di Siena, sottomesso per la pubblicazione alla rivista Science. Il plasma neutralizzante di un paziente è stato messo in contatto con il virus originale cinese. Per i primi 40 giorni gli anticorpi hanno neutralizzato il virus, poi hanno cominciato a perdere potenza. Dopo 73 giorni è comparsa la mutazione E484K. Dopo 80 si è generata una variante resistente al plasma”.

“Nel nostro esperimento abbiamo provato a neutralizzare il virus mutato con 13 diversi anticorpi monoclonali: solo quattro hanno funzionato, tra questi quello che stiamo studiando in Italia”, ha spiegato ancora

Nuove varianti del coronavirus: i rischi per il vaccino

“Non sappiamo ora con certezza se il vaccino difende anche dalle varianti, anche se la comunità scientifica è cautamente ottimista. In genere, è bene ribadirlo, i vaccini garantiscono una immunità più alta rispetto a quella derivata dall’infezione naturale”, ha sottolineato il medico.

“Dovremmo dunque avere un margine di sicurezza più alto. Se sarà necessario abbiamo le tecnologie per aggiustare i vaccini in breve tempo, quelli sintetici a mRna che stiamo utilizzando attualmente in Italia possono essere rimodulati nel giro di due mesi”, ha dichiarato ancora l’esperto al Corriere della Sera.

VirgilioNotizie | 17-01-2021 15:14

Coronavirus, tutte le varianti e le mutazioni scoperte finora Fonte foto: ANSA
Coronavirus, tutte le varianti e le mutazioni scoperte finora
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