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Undicenne segregato in casa: la famiglia chiede il patteggiamento

Si attende la decisione della Procura. Il processo era previsto per il 19 febbraio

Ha chiesto il patteggiamento la zia del bambino sardo di 11 anni segregato e maltrattato nella villetta di famiglia ad Arzachena (Sassari), in Costa Smeralda. All’inizio del mese erano stati i genitori del minore a chiedere l’applicazione della pena. Ne dà notizia l’Ansa.

Per tutti e tre l’apertura del processo è stata fissata per il 19 febbraio, ma ora si attende la decisione sui patteggiamenti della Procura di Tempio Pausania.

Il ragazzino era stato liberato nel giugno scorso dai Carabinieri del Reparto territoriale di Olbia dopo che lui stesso aveva telefonato al 112 per chiedere aiuto. Dopo l’arresto dei genitori, subito messi ai domiciliari, le indagini erano arrivate a una svolta con l’arresto e la confessione della zia, una 41enne di Olbia.

La donna, riporta l’Ansa, aveva ammesso ciò che avveniva nella villetta nelle campagne della Gallura. Il bambino era sottoposto a torture fisiche e psicologiche. Metodi educativi suggeriti proprio dalla zia e messi in pratica dai genitori.

Le punizioni sistematiche, annotate dal bambino su un diario, consistevano nella segregazione in una camera senza materasso, per ore, al buio, con un secchio dove fare i bisogni. L’undicenne veniva poi picchiato con un tubo di gomma e terrorizzato con voi registrate che gli dicevano “andrai all’inferno“.

VIRGILIO NOTIZIE | 28-01-2020 12:34

carabinieri-arzachena-segregato Fonte foto: Ansa
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