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Mimmo Lucano, la vicenda e motivazioni della condanna: per i giudici, matrimoni finti per ottenere accoglienza

Quali sarebbero, per i magistrati, gli espedienti per aggirare le norme del sistema di accoglienza, messi in campo dall'ex sindaco di Riace

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato:

Abuso d’ufficio, truffa, concussione, peculato, turbativa d’asta, falsità ideologica e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Con queste accuse, Mimmo Lucano, ex sindaco di Riace (Reggio Calabria), è stato sottoposto a un processo.

Il 30 settembre 2021 è arrivata la condanna in primo grado a 13 anni e 2 mesi.

I reati sarebbero stati commessi tra il 2004 e il 2018, quando Lucano ricopriva il ruolo di primo cittadino del comune calabrese. Recentemente, il tribunale di Locri ha pubblicato le motivazioni della sentenza.

Quali sono? E perché il sindaco è finito davanti ai giudici?

Mimmo Lucano, la vicenda e a quanto ammonta la condanna in primo grado

La vicenda del capo della giunta di Riace era divenuta famosa perché Lucano aveva messo in piedi, nel comune da lui amministrato, un sistema di accoglienza dei migranti che molti avevano elogiato per essere ispirato a principi di solidarietà.

Per i giudici del tribunale di Locri, al contrario, l’organizzazione di Lucano garantiva a quest’ultimo illeciti profitti tra cui ritorni in termini di immagine pubblica. Da qui le indagini e il processo.

L'ex sindaco di Riace Mimmo LucanoFonte foto: ANSA
L’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano

La condanna è stata molto più dura di quella richiesta dal pm, che era 7 anni e 11 mesi.

Condanna sindaco di Riace: le motivazioni. Perché i giudici di Locri parlano di profitti illeciti

Secondo le motivazioni del tribunale di Lodi, l’organizzazione di Lucano era stata messa in piedi con il fine di “poter conseguire illeciti profitti attraverso sofisticati meccanismi, collaudati negli anni e che ciascuno eseguiva fornendogli in cambio sostegno elettorale”.

Quali sarebbero gli arricchimenti personali e gli espedienti per aggirare le norme del sistema di accoglienza

”Un frantoio e numerosi beni immobili da destinare ad alberghi per l’accoglienza turistica”. Fa parte degli illeciti profitti di cui hanno parlato i giudici. Simili arricchimenti personali si sarebbero poi sommati a una serie di espedienti per aggirare la disciplina nazionale sulle norme per accedere al sistema di accoglienza italiano.

Tra questi, l’organizzazione di matrimoni di connivenza tra donne straniere e cittadini del posto, per l’ottenimento, a favore delle prime, dei diritti di permanenza nel Paese.

“Scambia per peculato le attività di valorizzazione del territorio perseguite da Lucano e previste dal manuale Sprar”, è stato il commento dell’avvocato di Lucano alle motivazioni della sentenza.

“Dal processo non si evince per nulla l’interesse economico. Perché devo subire questa aggressione mediatica basata su accuse infondate?” Queste invece le dichiarazioni del diretto interessato.

Migranti, barca in balia del mare in tempesta: i soccorsi Fonte foto: ANSA
Migranti, barca in balia del mare in tempesta: i soccorsi
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