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Migranti riportati in Libia e uccisi: "L'Italia è responsabile"

Due migranti sono stati uccisi in una sparatoria con la Guardia costiera libica. La vicenda ha scatenato la polemica tra Governo e opposizioni

Sparatoria a est di Tripoli, a Khums, durante le operazioni di sbarco di alcuni migranti sudanesi. Due sono stati uccisi e altri cinque feriti dopo essere stati intercettati in mare e riportati a terra dalla Guardia costiera libica. Lo rende noto l’Ansa citando un comunicato dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni. La vicenda ha fatto insorgere alcuni parlamentari, che reputano il Governo responsabile in base agli accordi vigenti tra Italia e Libia.

“Le autorità locali hanno iniziato a sparare nel momento in cui alcuni migranti, scesi da poco a terra, avevano cercato di darsi alla fuga“, riporta la nota dell’Oim. Un terzo uomo, fa sapere l’organizzazione, è morto durante il trasporto in ospedale. Gli altri quattro migranti sudanesi feriti sono stati ricoverati negli ospedali della zona, mentre gli altri sopravvissuti sono stati trasferiti in altri centri di detenzione libici.

Le sofferenze patite dai migranti in Libia sono intollerabili“, ha dichiarato all’Ansa il capo missione dell’Oim in Libia, Federico Soda. “L’utilizzo di una violenza eccessiva ha causato ancora una volta delle morti senza senso, in un contesto caratterizzato da una mancanza di iniziative pratiche volte a cambiare un sistema che spesso non è in grado di assicurare alcun tipo di protezione“.

L’Oim ribadisce che “la Libia non è un porto sicuro“, lanciando l’ennesimo appello all’Europa e alla comunità internazionale “affinché si agisca con urgenza per fermare i ritorni in Libia di persone vulnerabili. È necessario mettere in atto uno sistema alternativo che permetta che le persone soccorse o intercettate in mare siano portate in porti sicuri. È altresì necessario che ci sia una maggiore solidarietà tra gli stati europei e gli stati mediterranei che si trovano in prima linea”, si legge ancora nel comunicato riportato dall’Ansa.

Nel corso dei primi 7 mesi del 2020 sono stati 6.518 i migranti riportati in Libia dalla Guardia costiera. Si tratta di 5.716 uomini, 462 donne, 340 minori di cui 84 bambine. È quanto emerge dal rapporto settimanale dell’Organizzazione mondiale per le migrazioni. In tutto il 2019 le operazioni di recupero di migranti in mare avevano portato in Libia 9.225 persone. Nel 2020 gli annegamenti sulla rotta mediterranea centrale, che dalla Libia porta all’Italia, sono stati 101, con 168 migranti dati per dispersi. In tutto l’anno scorso i morti erano stati 270 e 992 i dispersi.

Sulla gestione dei migranti della Libia, Saviano ha attaccato Zingaretti: “Regala il Paese a Salvini”.

Migranti uccisi in Libia: scoppia la polemica contro il Governo Conte

“La Guardia costiera libica ha ucciso due persone, dopo averle riportate a terra. Al netto di tutte le ipocrisie di circostanza, è esattamente quello per cui la finanziamo: fermare i migranti con ogni mezzo. Un orrore di cui il nostro Paese è consapevolmente responsabile“, ha commentato Matteo Orfini, deputato del Pd, su Twitter.

“La cosiddetta Guardia costiera della Libia si rende responsabile di un massacro di persone inermi. Il Governo italiano e le forze politiche vogliono davvero continuare a finanziare questa milizia? Un po’ di dignità…”, ha scritto Nicola Fratoianni, portavoce nazionale di Sinistra Italiana, su Twitter.

Ora, Governo Conte, basta! Quanto è avvenuto la notte scorsa a est di Tripoli, con la morte di due migranti e il ferimento di altri cinque causata dalle armi della Guardia libica è criminale, e la responsabilità politica di questo drammatico e gravissimo episodio ricade sul Governo italiano come principale finanziatore di chi traffica in esseri umani, stupra, tortura e uccide. Il Parlamento venga convocato subito per ritirare una volta per tutte i finanziamenti e revocare l’accordo con guardia libica, colpevole di violare sistematicamente i diritti umani”, ha dichiarato in un comunicato Angelo Bonelli, coordinatore dei Verdi.

“È arrivato il momento di rendersi conto che quanto accaduto è frutto delle politiche migratorie scellerate attuate dai Governi precedenti e mai messe in discussione dal presidente Giuseppe Conte. Siamo stanchi di vedere parlamentari dei gruppi di maggioranza scendere in piazza per i migranti, come accaduto ieri, senza che poi cambi alcunché. È ora di agire affinché siano revocati accordi e finanziamenti alla Guardia costiera libica, ormai nota per le atrocità che commette. Il Governo Conte decida se vuole difendere i diritti umani o continuare a sostenere questi criminali. Non smetteremo di chiedere, che questo Paese torni a essere faro dei diritti umani nel bacino del Mediterraneo, smettendo di addestrare torturatori professionisti e cancellando le pagine buie scritte da Matteo Salvini e soci”.

 

VIRGILIO NOTIZIE | 28-07-2020 17:02

I nuovi migranti con barboncino e bagagli Fonte foto: Ansa
I nuovi migranti con barboncino e bagagli
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