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Flavio Insinna contro il Governo in diretta tv: critica le spese militari, "costruiamo scuole e ospedali"

Si discute dell'aumento delle spese militari: il dibattito arriva anche in tv, durante il quiz "L'Eredità". La frecciata di Flavio Insinna al Governo

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato il:

Se c’è una trasmissione televisiva di successo che precede la prima serata, quella è ‘L’Eredità‘. Va in onda da quasi 20 anni (l’esordio su Rai 1 è datato 29 luglio 2022), ha all’attivo oltre 4.700 puntate, è seguitissima: si parla di uno share in grado di toccare quota 25,3% (4,5 milioni di spettatori) nella puntata del 29 marzo. Qualche giorno prima, precisamente il 25 marzo, non è passato però inosservato lo sfogo del conduttore, Flavio Insinna: durante il momento clou del gioco ‘La ghigliottina’, infatti, ha indirettamente criticato il Governo, parlando di soldi destinati all’incremento delle spese militari. Ecco cosa ha detto.

Flavio Insinna contro le spese militari: “Costruiamo scuole e ospedali”

Il gioco della ‘Ghigliottina’ è quello che conclude ogni puntata de ‘L’Eredità‘.

L’unico concorrente rimasto in gara, avendo cinque parole a disposizione, deve scriverne una che sia in grado di legarsi a tutte le altre. In occasione della puntata del 25 marzo, la parola magica è stata “risparmio“.

Ebbene, Flavio Insinna in diretta tv ha dichiarato: “Risparmio sulla spesa. Non vi arrabbiate, per me il risparmio andrebbe fatto sulla spesa militare e con quei soldi andrebbero costruiti scuole, ospedali, case. Mi taccio… tanto lo sapete che c’ho ragione io“.

Una presa di posizione evidente: “La parola è ‘Risparmio’, questa sera. In quel caso ho ragione io. Il risparmio va fatto sulle armi e vanno spesi i soldi per grandi, piccini, ospedali, case, scuole, cultura”.

spese militari italiaFonte foto: ANSA

Spesa armi, quanto spende l’Italia (e quanto spenderà)

Il giorno prima, il 24 marzo, si erano tenuti a Bruxelles i vertici di Nato, G7 e Unione Europea, in cui il presidente del Consiglio Mario Draghi aveva ribadito l’impegno (fissato proprio dopo l’annessione della Crimea da parte della Russia nel 2014) dell’Italia di aumentare le spese militari fino al 2% del Pil.

Dichiarazioni che hanno fatto crescere la tensione tra il premier attuale e il suo predecessore, Giuseppe Conte.

Il leader del M5S ha chiarito che una crisi di governo non è all’orizzonte, ma “abbiamo diritto di essere ascoltati“.

Sulle spese militari “non può essere assolutamente che nel Def ci siano quelle fughe in avanti che abbiamo sentito negli scorsi giorni: abbiamo il diritto di farci ascoltare perché rappresentiamo una parte importante del Paese”.

Lo scorso 18 marzo, la Camera ha approvato un testo che impegna l’Esecutivo ad “avviare l’incremento delle spese per la Difesa verso il 2% del Pil”.

Il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, ha spiegato che dal 2019 si è registrata una crescita graduale delle risorse che permetterà, “se anche le prossime leggi di bilancio lo confermeranno, di raggiungere la media di spesa dei Paesi dell’Unione Europea aderenti alla Nato e poi, entro il 2028, il raggiungimento dell’obiettivo del 2%”.

Secondo l’Osservatorio Milex sulle spese militari italiane, si passerebbe dai 25 miliardi di euro l’anno attuali (68 milioni al giorno) a 38 miliardi (104 milioni al giorno).

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insinna-spese-militari Fonte foto: IPA
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