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Covid: dopo il vaccino si può trasmettere il virus? Parla Perno

Secondo l'esperto inglese Van-Tam, si può essere contagiosi anche dopo il vaccino anti Covid. Di parere opposto il professor Federico Perno

Sono ancora molti i dubbi che riguardano la durata dell’immunità data dal vaccino anti Covid e la sua efficacia nella lotta alla diffusione del coronavirus. Jonathan Van-Tam, consulente del governo e viceministro della Sanità britannico, ha fatto un invito alla “estrema cautela” a chi si è sottoposto anche alla seconda dose. Secondo l’esperto inglese, infatti, anche dopo due inoculazioni del farmaco ci sarebbe la possibilità di trasmettere il Sars-Cov-2 a persone che non hanno effettuato la profilassi.

Covid, Perno contro Van-Tam: “I vaccinati sono protetti”

È di parere opposto Federico Perno, direttore della microbiologia dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. “I dati pubblicati mostrano che dopo aver ricevuto le due dosi le persone non si sono ammalate, e si presume che non si siano neppure infettate visto che, in base agli studi preliminari sia di Pfizer e BioNTech sia di Moderna, i vaccinati hanno sviluppato una forte risposta immunitaria protettiva“, ha dichiarato al Corriere della Sera.

Quello di Van-Tam “è il classico atteggiamento cautelativo di un rappresentante istituzionale di sanità pubblica che parla a nome di Boris Johnson. Capisco che ogni sua parola vada soppesata. Però i dati visti in un’ottica virologica suggeriscono fortemente che questi vaccini blocchino l’infezione, e che quindi chi non viene infettato non possa infettare. Consideriamo che Van-Tam parla a un Paese sotto assedio che ogni giorno piange 1.400 morti. Una situazione drammatica che non riescono a fermare”.

Il messaggio dell’esperto inglese “rischia di ingenerare sfiducia nel vaccino, facendo credere ai meno informati che non funzioni. Se passa questo concetto, abbiamo perso in partenza la battaglia contro l’epidemia”.

Covid, Perno: “Mascherina anche dopo la seconda dose”

Tuttavia il professor Perno ha sottolineato, come il collega britannico, l’importanza delle mascherine. “Le protezioni individuali sono davvero necessarie. Il vaccino, come sempre succede, è inefficace in una minima percentuale di persone, compresa tra l’1% e il 3%, che quindi possono infettarsi ed essere contagiose. La mascherina deve essere usata, il distanziamento rispettato così come va mantenuta l’igiene delle mani. Sono regole che valgono per tutti. Anche per noi italiani che per fortuna siamo messi meglio”.

“In Israele hanno osservato un calo delle infezioni tra i vaccinati soltanto nell’approssimarsi della seconda dose, perché gli anticorpi protettivi compaiono dopo un paio di settimane dalla prima somministrazione. Ma anche dopo aver completato il ciclo la mascherina va tenuta. E questo fino a che non avremo evidenza, dati sierologici alla mano, che dentro di noi siano presenti anticorpi protettivi in quantità notevole, cosa che accade di norma subito dopo la seconda dose”, ha spiegato al Corriere della Sera.

Covid, Perno: “Vaccino anche a chi ha già avuto il Covid”

I guariti dalla malattia dovrebbero vaccinarsi perché “è come se non fossero mai stati ammalati. L’infezione da Covid non necessariamente genera una protezione come accade per il morbillo o la rosolia, la cui immunità è per sempre. Sappiamo che un numero non piccolo di ammalati Covid non sviluppa un’immunità“.

Vaccino Covid: nessuna prova sulle varianti del virus

Riguardo l’annuncio di Moderna sulla possibilità di fare tre dosi per combattere anche le varianti del coronavirus, Federico Perno si è detto scettico sulle pagine del Corriere della Sera. “Bisogna prima capire se queste varianti effettivamente non siano coperte dai vaccini attuali, e non c’è evidenza del contrario neppure per quanto riguarda la terza, la variante brasiliana, ritenuta più pericolosa rispetto al ceppo originario. Ma che sia realmente più letale non c’è alcuna prova”.

VirgilioNotizie | 26-01-2021 08:21

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