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Coronavirus, Ricciardi avvisa sui punti deboli: quali sono

Il consulente della Sanità Walter Ricciardi spiega quali sono i problemi da risolvere entro l'autunno, per evitare che i contagi risalgano

Il virus non solo non è diventato più buono “anzi è una brutta bestia evoluta per diffondersi”. A dirlo in un’intervista a Repubblica è Walter Ricciardi, professore di Igiene all’Università Cattolica di Roma e consigliere del ministro della Salute, che continua a mantenere alta l’attenzione sui punti deboli dell’Italia durante la gestione dell’emergenza, che rimangono tuttora irrisolti.

I casi dall’estero

Il Sars-CoV-2 “ha trovato il giusto equilibrio non tanto grave da impedire a molti infettati di circolare, ma pur sempre pericoloso”, sostiene Ricciardi e si esprime sul nuovo fronte dell’epidemia, i casi di contagio provenienti dall’estero: “A febbraio avevamo chiuso solo i voli diretti. Oggi blocchiamo anche chi viene da un paese a rischio con un volo indiretto. Abbiamo poi l’obbligo di quarantena per gli arrivi da fuori Schengen. Eppure sembra non bastare“.

In particolare la preoccupazione del consulente del ministro Roberto Speranza riguarda quello che accade negli Usa: “Dovremmo chiudere i voli con alcuni Stati degli Usa. Quel che avviene lì è sconcertante. Il Paese a cui tutti guardiamo per gli studi scientifici sul Covid è fuori controllo”.

I problemi da risolvere

Ci sono diversi nodi cruciali da affrontare in vista di una possibile seconda ondata, che sono indicati anche dall’Unione europea: vaccini contro l’influenza, tamponi, controllo di frontiere e focolai.

Ricciardi avverte sul rispetto delle regole nei mezzi di trasporto: ” Ho visto un’organizzazione buona sui treni ad alta velocità, stazioni incluse. Non c’è invece abbastanza attenzione sugli aerei, che spesso volano a pieno carico e non rispettano il distanziamento a check in, imbarco e sbarco”.

Vaccini per l’influenza

In vista dell’ondata influenzale in autunno, la circolare del ministero della Salute “prevede l’immunizzazione gratuita dai 60 anni, ma anche l’obbligo per operatori sanitari e lavoratori di pubblica utilità”.

La questione tamponi

Il prof. Ricciardi esprime infine le sue perplessità sulle procedure di approvvigionamento di tamponi e reagenti: “Ogni Regione negozia per contro proprio con le poche ditte produttrici nel mondo. Anzi, c’è stato un miglioramento. Prima le trattative erano condotte dalle singole Asl” dice a Repubblica.

“Ma ci sono procedure – sostiene – che andrebbero eseguite a livello centrale. Esiste un meccanismo d’urgenza che permette al governo di scavalcare le regioni. Si è scelto finora di non applicarlo, ma penso che la gravità della situazione potrebbe giustificarlo.”

VIRGILIO NOTIZIE | 15-07-2020 13:32

Coronavirus: dall'età al peso e al fumo: chi rischia di più Fonte foto: ANSA
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