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Coronavirus, Gori e i "pazienti lasciati morire": la spiegazione

Il sindaco di Bergamo Giorgio Gori è tornato sulla sua frase che ha scatenato numerose polemiche

Continuano a far discutere le parole del sindaco di Bergamo Giorgio Gori, che, in merito all’emergenza coronavirus, ha detto che “i pazienti che non possono essere trattati sono lasciati morire“. Il primo cittadino di Bergamo, tra le province più colpite, ha spiegato le sue parole ai microfoni di ‘Radio Capital’: “Sono sicuro di quello che ho detto, ho cognizione di casi precisi, di persone che conosco che mi hanno detto cosa è successo ai loro genitori. Non parlo per sentito dire“.

Gori ha poi ammesso: “Forse ho sbagliato nell’affrontare un tema così delicato in modo così diretto”.

Il sindaco di Bergamo ha aggiunto: “Quello che succede in alcuni ospedali è che i medici debbano decidere chi intubare e chi no, quindi una persona con più di 80 anni con un quadro clinico complicato ha buone probabilità di non essere tra quelli sottoposti a terapia intensiva”.

Gori ha anche detto: “È una cosa drammatica, che credo possa straziare qualunque medico. Non se ne può parlare con leggerezza”.

Ancora Gori: “Nonostante l’impegno che si sta producendo, purtroppo la soluzione è a questo livello di gravità. Lo dico perché si capisca dove così ancora non è, nelle altre regioni e negli altri paesi d’Europa: ci si deve preparare“.

La chiosa finale sull’emergenza coronavirus: “In Italia abbiamo ritardato, io per primo ho capito tardi cosa stesse succedendo. Chi ha la fortuna di non essere tra i primi a essere investiti dall’urto di questa epidemia ha un vantaggio. E deve sfruttarlo a favore dei cittadini”.

VirgilioNotizie | 12-03-2020 14:07

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