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Carabiniere ucciso, il racconto dal carcere sui due americani

"Non appaiono per nulla preoccupati, sembrano piuttosto indifferenti". Così vengono descritti i due americani fermati per l'omicidio di Mario Rega

Gli operatori della Settima sezione del carcere di Regina Coeli, quella dei “Nuovi Giunti”, hanno riferito al Corriere della Sera un resoconto sulle giornate di detenzione dei due americani, accusati di aver provocato la morte del carabiniere Mario Cerciello Rega.

“Con noi non comunicano. Eppure l’inglese lo parliamo bene. Non ci dicono nemmeno ‘thank you’ dopo che hanno finito di fare colazione, pranzo e cena. E sì che l’appetito ce l’hanno! E così mangiano, dormono e vedono la televisione tutto il giorno come se non fosse successo niente. Non appaiono per nulla preoccupati, sembrano piuttosto indifferenti, sarà pure per la loro giovane età. Certo due molto strutturati, proprio non ce l’aspettavamo…”.

Così vengono descritti Finnegan Lee Elder e Gabriel Natale Hjorth, nel carcere di Regina Coeli, che da domenica sera non sono più in isolamento. Eppure, dopo l’interrogatorio, i legali avrebbero riferito che i due giovani americani erano psicologicamente provati da quanto accaduto nella notte fra giovedì e venerdì. La famiglia del 19enne americano accusato dell’omicidio si è detta “distrutta” dalla notizia. Nel frattempo, Natale ha deciso di cambiare avvocato.

VirgilioNotizie | 30-07-2019 07:33

Funerali del carabiniere ucciso, tra folla e applausi Fonte foto: ANSA
Funerali del carabiniere ucciso, tra folla e applausi
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