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Bastano 4 mila passi al giorno per restare in salute: il nuovo studio e l'intervista agli esperti

Un recente studio riduce la quantità minima giornaliera di attività fisica, ma gli esperti avvertono: “Più benefici se si arriva a 10mila passi”

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Contrordine. Per chi fatica a trovare forza e voglia di camminare arriva una novità: per mantenersi in salute sono sufficienti circa 4.000 passi al giorno. Secondo uno studio, condotto da un team di ricercatori polacchi guidati dal cardiologo Maciej Banach, una camminata da almeno 3.967 passi al giorno aiuta a ridurre il rischio di mortalità.

Lo studio che indica quanto camminare ogni giorno

A condurre la ricerca sono state la Johns Hopkins University School of Medicine e la Medical University di Lodz in Polonia. Gli esperti hanno preso in esame le abitudini di oltre 226mila persone provenienti da tutto il mondo. Secondo quanto emerso dallo studio, pubblicato sull’European Journal of preventive Cardiology, 2.300 passi al giorno portano i primi effetti positivi su cuore e vasi sanguigni, ma è con 4mila passi che si inizia a evidenziare un minore rischio di morte prematura. Secondo la ricerca, però, più si fa movimento e meglio è.

Si tratta, quindi, di una conferma a quanto sottolinea da tempo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che indica nell’inattività la quarta causa di morte al mondo, con le malattie che vi si accompagnano.

AttivitàFonte foto: iStock - egon69
L’inattività è la quarta causa di morte al mondo secondo l’Oms.

Italia troppo “pigra”

La domanda, quindi, è chiara: qual è il traguardo minimo di camminata o attività fisica che si dovrebbe compiere ogni giorno? “Il risultato della ricerca non deve trarre in inganno: deve essere chiaro che è meglio puntare ai 10mila passi, perché è dimostrato che l’inattività fisica si accompagna a una aumentata mortalità”, commenta a Virgilio Notizie Ciro Indolfi, presidente della Società italiana di Cardiologia.

“Premesso questo, dobbiamo anche ricordare che l’Italia è sostanzialmente uno dei paesi più ‘pigri’ in Europa. Come emerso dal recente studio europeo Atalas, il nostro Paese si colloca alla quart’ultima posizione per attività fisica, alle spalle di Francia e Spagna o ormai allo stesso livello della Germania, davanti alla quale ci trovavano fino a poco tempo fa. Per questo oggi siamo considerati a rischio moderato e non più basso”, spiega ancora il cardiologo.

Quanto si dovrebbe camminare

“Il nostro studio conferma che più cammini, meglio è. Abbiamo scoperto che questo si applicava ugualmente bene a uomini e donne, indipendentemente dall’età e dal fatto che si viva in una regione del mondo temperata, subtropicale o subpolare o in un’area in cui i climi si mescolano”, ha spiegato il professor Maciej Banach.

La ricerca indice che il rischio di morte diminuisce già quando un soggetto cammina da 500 a 1.000 passi in più al giorno (rispettivamente del 7% e del 15%). “Lo studio è frutto dell’analisi di più studi e ha il pregio di aver preso in considerazione un campione molto ampio – sottolinea Indolfi – Di fatto conferma quanto già sapevamo, ossia che qualunque livello di esercizio fisico si faccia porta a una riduzione di eventi cardiovascolari e mortalità”.

“Va però precisato – prosegue il cardiologo – che con 4.000 passi al giorno il beneficio nella riduzione della mortalità è del 48%, mentre con 10mila passi si arriva al 67%. Non solo: se si analizza la sola mortalità per cause cardiovascolari si vede che con 4.000 passi il calo è del 18%, mentre con 10mila passi si arriva al 77% in meno di probabilità di eventi cardiovascolari. È un dato importante e un beneficio che a oggi non è dato da alcuna terapia farmacologica disponibile”, chiarisce l’esperto.

Il movimento come “terapia”

L’attività fisica non deve essere intesa (solo o soltanto) come un modo per tenere sotto controllo il peso, ma soprattutto un prezioso strumento per mantenersi in salute. “In un mondo in cui disponiamo di farmaci sempre più sofisticati per il trattamento di condizioni specifiche come le malattie cardiovascolari, penso che dovremmo sempre sottolineare che i cambiamenti dello stile di vita, compresa la dieta e l’esercizio fisico, potrebbero essere almeno altrettanto efficaci, se non più efficaci, nel ridurre il rischio di malattie cardiovascolari e prolungare la vita delle persone interessate”, spiega ancora Maciej Banach.

“Come anticipato, infatti, l’attività fisica rappresenta la ‘terapia’ più efficace contro le malattie cardiovascolari. Ma c’è anche un’altra osservazione da fare, che desta preoccupazione: in Italia si calcola che il 30% degli uomini non faccia un’adeguata quantità di movimento, mentre tra le donne la percentuale arriva al 43%. È un’emergenza – sottolinea il presidente della Società Italiana di Cardiologia – Questo rappresenta un problema per la salute, ma anche per la sostenibilità sanitaria. Secondo uno studio condotto negli Stati Uniti, il 10% dei costi sanitari è causato proprio dall’inattività fisica: pensiamo a quanti ospedali si potrebbero costruire con quei fondi”.

Perché camminare fa bene

Come dimostra lo studio, non occorre necessariamente “allenarsi” per mantenersi in salute. Anche un camminata – nei modi e durate corrette in base all’età – porta molti benefici. Oltre a rilassare il sistema nervoso, l’attività fisica anche blanda libera endorfine, ossia gli “ormoni del buon umore”, migliora l’ossigenazione, e rinforza muscoli e ossa. “L’attività fisica va dosata e personalizzata in relazione alle capacità di ciascun individuo, al livello di preparazione fisica ed all’età. L’importante è che vada fatta ed eventualmente prescritta come si fa con una medicina”, commenta Massimo Volpe, presidente della Società italiana di Prevenzione cardiovascolare, sempre a Virgilio Notizie.

“Sicuramente 4.000 passi è meglio di niente e 10mila costituisce un ottimo allenamento sebbene non facile da realizzare ogni giorno. Un recente articolo apparso solo poche settimane fa ha rivalutato anche i cosiddetti weekend warriors, cioè quelli che riescono a fare attività fisica solo nel weekend. È emerso che anche questa attività ha effetti benefici sulla salute cardiovascolare”, conclude Volpe.

Camminare Fonte foto: iStock - Ancika
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