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Progressi su un nuovo vaccino Covid: a luglio test sull'uomo

Un altro candidato vaccino, prodotto dalla Johnson & Johnson, verrà testato sugli esseri umani

Si avvicina la sperimentazione sull’uomo del vaccino contro il coronavirus progettato dalla multinazionale Johnson & Johnson. Inizialmente annunciata per settembre, la fase 1/2 dei trial clinici è prevista per la seconda metà di luglio. L’accelerazione, riporta l’Ansa, è dovuta agli ottimi risultati ottenuti dal team di lavoro della Janssen, divisione farmaceutica della compagnia.

L’obiettivo di Johnson & Johnson è di “provvedere alla fornitura a livello globale di più di un miliardo di dosi di vaccino entro la fine del 2021“, come si legge nel comunicato stampa. La J&J ha avviato una partnership con il Barda, l’Autorità biomedica di ricerca avanzata e sviluppo. Insieme le due realtà hanno investito oltre un miliardo di dollari per creare il vaccino per il Sars-Cov-2.

La nuova fase dello studio valuterà la sicurezza, la risposta alla vaccinazione e l’immunogenicità, cioè la risposta immunitaria, del vaccino sperimentale su 1.045 adulti sani di età compresa tra i 18 e i 55 anni e su un gruppo di adulti over 65 tra Stati Uniti e Belgio.

L’azienda, spiega ancora la nota riportata dall’Ansa, “sta intrattenendo dei colloqui con gli Istituti nazionali di Allergologia e Malattie infettive con l’obiettivo di avviare lo studio clinico di Fase 3 per il vaccino in anticipo rispetto al suo programma originario, in base all’esito degli studi di Fase 1 e all’approvazione delle autorità regolatorie”.

Per sviluppare e produrre il vaccino, Johnson & Johnson sta utilizzando la piattaforma di tecnologia vaccinale messa a punto da Janseen, la AdVac, già sfruttata per quello contro Ebola, che ha già ottenuto il parere positivo dell’Agenzia europea per i medicinali, Zika, Rsv e Hiv, in stadio di sviluppo clinico di Fase 2 e Fase 3.

I nuovi progressi sono stati possibili anche grazie all’incremento della capacità produttiva del gruppo, con nuovi stabilimenti negli Usa e in altri Paesi. Questo “ha consentito di avviare la produzione a rischio per rendere disponibili in tempi rapidi le prime dosi di vaccino“, riporta ancora l’Ansa, citando il comunicato di J&J.

L’esperto Walter Ricciardi ha dichiarato negli scorsi giorni che il vaccino europeo sarà disponibile prima di quello degli Usa. Si tratta del siero che si sta studiando a Oxford grazie a un’équipe composta anche da ricercatori italiani.

VirgilioNotizie | 11-06-2020 14:23

Coronavirus, quali sono i farmaci che si stanno sperimentando Fonte foto: 123rf
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