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Scuola, riapertura "troppo rischiosa" il 7 gennaio: la richiesta

I sindacati chiedono al ministero della Scuola e al Governo di posticipare la data della riapertura della scuola al 18 gennaio

Il 7 gennaio si dovrebbe tornare con la didattica in presenza nelle scuole italiane. Tuttavia i sindacati hanno fatto sapere di essere contrari alla decisione del Governo e della ministra Lucia Azzolina. Il mondo dell’istruzione lamenta l’assenza di misure efficaci per prevenire il contagio da coronavirus sui mezzi, in un periodo in cui i dati sui positivi preoccupano gli esperti. Per questo la richiesta al Governo è di posticipare il ritorno in aula almeno al 18 gennaio.

“La riapertura della scuola il 7 gennaio è troppo rischiosa. Stiamo prendendo atto dei problemi dell’aumento dei contagi di questi giorni. Il 18 gennaio potremmo già avere un’idea dell’andamento epidemiologico e decidere a ragion veduta“. Lo ha detto Elvira Serafini, segretaria del sindacato scolastico Snals, all’Ansa.

Scuola, Gissi (Cisl): “Nessun tipo di confronto con il ministero”

“Continuiamo a leggere notizie giornalistiche ma con il ministero della Scuola non c’è nessun tipo di confronto. I dirigenti scolastici sono stremati. Continuano a fare e rifare orari per le attività didattiche in presenza al 50%. Le famiglie sono confuse, i docenti si stanno reinventando modalità didattiche per tenere insieme i gruppi classe e quelli in didattica digitale integrata”, ha fatto eco Maddalena Gissi, segretaria della Cisl scuola.

“Non è ancora chiaro se alle Regioni sono arrivate le risorse per ampliare la mobilità con mezzi aggiuntivi. In alcuni casi non vengono investiti i finanziamenti assegnati nei mesi scorsi per ritardi burocratici. Ci preoccupa tanto la disomogeneità delle soluzioni”, ha continuato la dirigente sindacale.

“Gli studenti rientreranno e studieranno normalmente a seconda della consistenza economica e organizzativa delle loro regioni. C’è una dissociazione schizofrenica tra quanto si dice sulla necessità di rientrare a scuola e quanto si riesce a mettere in campo realmente! Manca un’idea complessiva di sistema e tutto passa attraverso soluzioni tampone che non fanno il bene dei nostri alunni e del futuro del Paese. Il 7 si rientrerà? La soluzione sarà estratta il giorno della Befana come succedeva un tempo con la Lotteria Italia!”, ha concluso Maddalena Gissi parlando con l’Ansa.

Scuola, Turi (Uil): “Ci vuole cultura di governo, e se ne vede veramente poca”

“È un errore scaricare sulla scuola le evidenti inadempienze diffuse che la scuola e il futuro del Paese subiscono e subiranno nel tempo. Sarebbe ora di tornare all’unità e al consenso. Le forzature e lo scaricabarile sulle responsabilità non fa bene alla scuola e al futuro dell’Italia. Dall’emergenza si esce tutti insieme e se si torna al dialogo e al confronto”, ha sottolineato Pino Turi, segretario della Uil scuola.

“Per questo ci vuole cultura di governo, e se ne vede veramente poca. Basta retorica e affrontare la realtà, a cominciare dai presidi sanitari e dalla campagna di vaccinazione che deve fare perno sulla scuola e non, come sta accadendo per i trasporti e lo scaglionamento, su altre sia pure importanti attività che vorrebbero la scuola in posizione ancillare, di adattamento continuo alle esigenze altrui, non volendo capire l’importanza del settore per il futuro sociale ed economico che è evidenziato solo a parole”, ha continuato.

“Si deve tornare all’accordo sulla sicurezza di agosto e ripartire da quel punto.Mancano la politica e le decisioni strategiche che invece sono prevaricate da una visione miope e di parte. In questo modo la scuola sarà come è evidente il vaso di coccio tra quelli di ferro”, ha concluso il dirigente sindacale parlando con l’Ansa.

VirgilioNotizie | 03-01-2021 13:57

La prima scuola italiana Covid-free. Dov'è e come funziona Fonte foto: ANSA
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