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Prezzo del petrolio alle stelle: gli effetti della crisi in Ucraina e dei venti di guerra

Le tensioni tra Mosca e Kiev rischiano di sfociare in uno scontro armato nelle prossime ore: la preoccupazione sale e il prezzo del barile vola

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato il:

Sono ormai diversi mesi, ossia dalla fine del 2021, che la Russia sta alimentando la tensione al confine con l’Ucraina schierando sempre più truppe di soldati: l’apparato di intelligence degli Stati Uniti stima che oltre mille e trecento militari del Cremlino abbiano già raggiunto in confine con Kiev. Vladimir Putin chiede infatti la rinuncia all’ammissione dell’Ucraina nella Nato, mentre l’amministrazione di Joe Biden pretende il ritiro dei soldati russi e lo stop delle minacce nei confronti dell’Ucraina. La situazione è tesa e in molti temono che la crisi possa sfociare in una guerra.

Fonte foto: ANSA

Crisi Ucraina-Russia, le ripercussioni sulle materie prime

I risvolti di questo scenario non coinvolgono solamente gli aspetti geopolitici, ma riguardano molto da vicino anche la delicata questione delle forniture di materie prime. A questo proposito la situazione dell’Europa è alquanto scomoda per la dipendenza dalle forniture in arrivo dalla Russia per quanto riguarda il gas naturale. Su questo punto, gli americani hanno cercato di venire incontro agli alleati dall’altra parte dell’Atlantico, garantendo forniture sostitutive dal Qatar.

Il timore della guerra spinge ai massimi il prezzo del petrolio

Intanto sono in forte rialzo anche i prezzi del petrolio, che fanno registrare un picco che stabilisce il nuovo record degli ultimi sette anni. Una possibile invasione dell’Ucraina da parte della Russia potrebbe tradursi in ulteriori severe sanzioni americane ed europee contro il paese che rappresenta il maggior produttore di petrolio a livello globale. Nella mattinata di oggi i futures sul Brent sono avanzati di oltre 1 punto percentuale rispetto alla media recente, stanziandosi a quota 95,56 dollari al barile, dopo aver toccato anche i 96,16 dollari, cifra che rappresenta il massimo registrato dall’ottobre del 2014.

Crisi Ucraina-Russia, i tentativi di rassicurazione di Joe Biden

Anche il contratto WTI (West Texas Intermediate) scambiato a New York è salito fino al record del giorno di 94,94 dollari, il valore più alto dal settembre del 2014. E questo nonostante nelle ultime ore il presidente americano Joe Biden, stando a quanto ha riferito la Casa Bianca, abbia tentato di raffreddare le preoccupazioni degli investitori. Infatti, in un messaggio diretto al presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che gli Stati Uniti, insieme agli alleati, “risponderanno in modo rapido e deciso” ad un’eventuale aggressione della Russia.

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