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Elezione presidente della Repubblica 28 gennaio 2022: fumata nera, clamoroso strappo di Fi nel centrodestra

Quinta giornata per l'elezione del presidente della Repubblica: le notizie in diretta

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato: Aggiornato:

Ancora nulla di fatto per l’elezione del nuovo presidente della Repubblica. Giovedì il quorum era sceso a 505 voti, cioè la maggioranza assoluta, rispetto ai due terzi dei giorni precedenti (673 voti); nonostante ciò, i partiti non sono riusciti a trovare un accordo sul nome, e di conseguenza si procede a oltranza anche oggi, 28 gennaio. Il tempo stringe, dal momento che il mandato di Sergio Mattarella scade il 3 febbraio: ecco cosa potrebbe succedere se per quella data non sarà eletto un nuovo presidente.

Lungo la giornata di venerdì è tramontata l’ipotesi dell’elezione dell’attuale presidente del Senato, Elisabetta Casellati, proposta dal centrodestra nel quinto scrutinio e inchiodatasi a 382 voti. Impallinata da una sessantina di franchi tiratori, non ha raggiunto nemmeno quota 400, soglia che avrebbe potuto spingere la coalizione a riproporla.

Fumata nera anche nel sesto scrutinio dove il centrodestra si è astenuto. Dopo il naufragio del nome della Casellati, però, le varie forze politiche hanno intensificato il dialogo e, almeno all’apparenza, abbandonato posizioni oltranziste, mettendosi al lavoro per risolvere l’impasse. Da segnalare che alla sesta votazione Mattarella ha avuto oltre 330 voti a favore.

A tarda serata si è consumato un clamoroso strappo nel centrodestra: Forza Italia ha annunciato che da ora non tratterà più assieme a Lega e Fratelli d’Italia, ma in autonomia. Altrimenti detto, coalizione spaccata profondamente.

Sempre a tarda serata, fonti del Pd hanno espresso un disappunto quasi rabbioso sull’agire di Giuseppe Conte che assieme a Salvini ha caldeggiato il nome di Elisabetta Belloni. Se domani all’assemblea del mattino del Pd sarà portato il nome della Belloni, hanno assicurato fonti dal Nazareno interpellate dall’AdnKronos, “ci sarà un scontro epico”. Sul nome della capo dei Servizi si registra una frenata trasversale nelle componenti dem, “all’interno dei gruppi parlamentari ed anche nella compagine ministeriale”. Il disappunto è “sul nome della Belloni, non su Letta”, ha evidenziato una fonte parlamentare.

Nel Pd intanto monta l’ira contro Conte. “Da una settimana Conte cerca l’asse con Salvini. E Frattini e ora Belloni… Basta”, ha chiosato un parlamentare di peso. Sempre dal Nazareno, hanno sottolineato che dopo la batosta di Salvini su Casellati, si era giunti a stringere il confronto su una rosa strettissima: Pier Ferdinando Casini, Mario Draghi, Sergio Mattarella.

“E Conte che fa? Con Salvini riapre i giochi, ma come si fa?”. E se anche l’ipotesi Belloni dovesse uscire di scena, ormai la fiducia in Conte è ai minimi, ha rimarcato l’AdnKronos, dopo aver intercettato fonti vicinissime al Pd. Più di un parlamentare dem si sta chiedendo: “Ok togliamo Belloni dal tavolo, ma togliamo anche l’asse Salvini-Conte o no? Perché se lo schema è questo, tolta Belloni comunque, vanno avanti così”.

Elezione presidente della Repubblica, i risultati del sesto spoglio

I risultati definitivi del quinto scrutinio annunciati dal presidente della Camera Roberto Fico dopo il conteggio delle schede:

Cognome Numero di voti
Sergio Mattarella 336
Nino Di Matteo 41
Pier Ferdinando Casini 9
Luigi Manconi 8
Mario Draghi 5
Marta Cartabia 5
Elisabetta Belloni 4
Giuliano Amato 3
Elisabetta Casellati 2
Astenuti 445
Schede bianche 106
Schede nulle 4
Dispersi 9

Elezione presidente della Repubblica, i risultati del quinto spoglio

I risultati definitivi del quinto scrutinio annunciati dal presidente della Camera Roberto Fico dopo il conteggio delle schede:

Cognome Numero di voti
Maria Elisabetta Alberti Casellati 382
Sergio Mattarella
46
Nino Di Matteo 38
Silvio Berlusconi 8
Marta Cartabia 7
Antonio Tajani 7
Pier Ferdinando Casini 6
Mario Draghi 3
Elisabetta Belloni 2
Joseph Perrin 2
Astenuti 406
Schede bianche 11
Schede nulle 9
Dispersi 11

Elezione presidente della Repubblica, le notizie in diretta

Ore 22.55 – “Errore grave quello di sottoporre la seconda carica dello Stato a una bocciatura. Credo si siano fatti passi avanti, ci sono dei nomi autorevoli, ci sono nomi di donne sul tavolo e c’è un segnale molto forte del Parlamento nella direzione della riconferma di Mattarella. Tutti fatti che credo possano andare a far sì che si vada ad un risultato nelle prossime ore”. Lo ha detto il ministro Andrea Orlando.

Ore 22.35 – “È incredibile l’agitazione di Matteo Renzi, perché lo terrorizza l’idea di una donna in gamba al Quirinale?”. Così riferiscono fonti della Lega, dopo le parole del leader di Italia Viva in merito al suo parere negativo sull’ipotesi Belloni.

Ore 22.31 – “Io lavoro per chiudere la partita già domani”. Lo afferma Salvini, lasciando gli uffici della Camera. Domani mattina il leader della Lega vedrà i vertici del partito negli uffici della Camera dalle 8.30.

Ore 22.30 – Di Maio: “Trovo indecoroso che sia stato buttato in pasto al dibattito pubblico un alto profilo come quello di Elisabetta Belloni. Senza un accordo condiviso. Lo avevo detto ieri: prima di bruciare nomi bisognava trovare l’accordo nella maggioranza di governo. Tutto ciò, inoltre, dopo che oggi è stata esposta la seconda carica dello Stato. Così non va bene, non è il metodo giusto”.

Ore 22.05 – Si sta verificando un clamoroso e inaspettato strappo nella coalizione di centrodestra. Forza Italia ha reso noto che da ora tratterà autonomamente e non più assieme a Lega e Fratelli d’Italia. “Forza Italia, allo scopo di favorire una rapida e il più possibile condivisa elezione del Presidente della Repubblica, da questo momento in poi discuterà e tratterà autonomamente con le altre forze politiche”, riferiscono fonti di FI .

Ore 21.50 – Il Pd al lavoro per presentare tre nomi: a Elisabetta Belloni e Marta Cartabia si è aggiunto il nome di Paola Severino, già ministra della giustizia con il governo di Mario Monti.

Ore 21.40 – La candidatura di Elisabetta Belloni piace a Beppe Grillo. Così su Twitter il fondatore del M5s: “Benvenuta signora Italia, ti aspettavamo da tempo #Belloni”. Renzi e Forza Italia hanno però già detto no a Belloni e anche il Pd non sarebbe convinto.

Ore 21.30 – Pd: fonti lasciate trapelare dal Nazareno dicono che si deve “prendere atto della spinta che da due giorni e in modo trasversale in Parlamento va a favore della riconferma del presidente Mattarella”. Le medesime fonti utilizzano parole incoraggianti nell’evidenziare  che “sono finalmente in corso, dopo il fallimento del muro contro muro voluto dal centro destra, confronti e discussioni su alcune possibili soluzioni. Tra queste anche candidature femminili di assoluto valore. Ma ci vuole serietà, la cosa peggiore è continuare col metodo di questi giorni che consiste nel bruciare con improvvide fughe in avanti ogni possibilità di intesa. Per noi rimane fondamentale preservare l’unità della maggioranza di governo”.

Ore 21.05 – Tramontata quindi sul nascere l’ipotesi Elisabetta Belloni

Ore 21.00 – Anche Forza Italia, come Renzi, dice no a Belloni. Si aggiunge anche Leu al no: “Belloni? Inopportuna. Con tutto il rispetto per la competenza e la capacità di Elisabetta Belloni – riferiscono fonti vicine al partito -, in un Paese democratico è assolutamente inopportuno che il capo dei servizi segreti diventi presidente della Repubblica. Allo stesso modo non è accettabile che la presidenza della Repubblica e la guida del governo siano affidate entrambe a personalità tecniche e non politiche”.

Ore 20.45 – Mattarella raggiunge quota 300 voti a spoglio ancora in corso.

Ore 20.35 – Matteo Renzi non favorevole a sostenere Elisabetta Belloni dai Servizi segreti al Quirinale: “La stimo, ma il capo dell’intelligence in carica non può diventare presidente della Repubblica, se non lasciando tutti gli incarichi e candidandosi davanti a tutti i cittadini. Domattina proporremo di non votarla”.

Ore 20.30 – Carlo Calenda: “Voteremmo Belloni con convinzione”. Finora Azione, con +Europa, ha votato Marta Cartabia. “Cartabia ha più esperienza come garante della Costituzione — afferma ancora Calenda —. Belloni più esperienza nei rapporti internazionali. Entrambe sono fuoriclasse. E non possiamo perdere l’occasione. Una donna preparata al vertice delle istituzioni. Finalmente”.

Ore 20.20 – Il Pd fa trapelare i nomi femminili su cui si sarebbe discusso nel vertice a cui hanno preso parte Letta, Conte e Salvini. Si starebbe trattando su di Elisabetta Belloni e Marta Cartabia. La numero uno dei servizi segreti e la ministra della Giustizia entrano così nella rosa dei possibili candidati spendibili, assieme ai nomi di Sergio Mattarella, Mario Draghi, Giuliano Amato e Pier Ferdinando Casini.

Ore 20.20 – Chiusa la sesta votazione, iniziato lo spoglio. I primi voti sono tutti per Sergio Mattarella. A seguire le preferenze per Di Matteo, Manconi e Draghi. Gli astenuti, di fatto i Grandi elettori del centrodestra, hanno seguito le indicazioni dei parteti e sono stati 443.

Ore 19.55 – “Ho L’impressione che ci sia la sensibilità di Salvini, spero di tutto il Parlamento, per la possibilità di una presidente donna, il M5s lo ha sempre detto”. Così Giuseppe Conte poco prima che parlasse Salvini, il quale ha virato su “un presidente donna in gamba”. “Almeno due personalità, solide e super partes. Non c’è stato alcun inciucio – ha aggiunto l’ex premier – siamo al lavoro per un compromesso di alto profilo”.

Ore 19.20 – Salvini: “Sto lavorando perché si possa avere come presidente una donna presidente in gamba”. Così Matteo Salvini ai giornalisti fuori da Montecitorio. Nessun nome pronunciato, ma il riferimento potrebbe essere a Elisabetta Belloni, oggi al vertice dei servizi segreti, il cui nome era già trapelato nei giorni scorsi. La Belloni troverebbe anche il gradimento di Fratelli d’Italia.

Ore 19.15 – Enrico Letta ha dichiarato ai cronisti a Montecitorio: “Se serve siamo pronti a discutere tutta la notte o anche per tutta la giornata di domani per arrivare ad una buona soluzione. L’importante è che tutti capiscano che da questa partita dobbiamo uscire tutti vincitori, non ci può essere un solo vincitore”. Letta si è detto “ottimista”, anche se “non molto ottimista”. Poi ha aggiunto: “Bisognerà trovare un nome, un uomo o una donna, all’altezza di Mattarella. Ci sono varie opzioni”.

Ore 18.42 – Terminato l’incontro tra Salvini, Letta e Conte.

Ore 18.25 – Da fonti leghiste, riferisce il ‘Corriere della Sera’, trapela che il segretario nel pomeriggio di oggi ha avuto un colloquio con Draghi, che ha lasciato palazzo Chigi ed è appena rientrato nel suo ufficio.

Ore 18.13 – In corso incontro Conte-Salvini-Letta. Lo riporta ‘SkyTg24’.

Ore 18.10 – Terminata la chiama dei senatori. Iniziata la prima chiama dei deputati.

Ore 18.05 – In Transatlantico, come riporta ‘SkyTg24’, si scommette che i voti per il bis di Mattarella saliranno nella sesta votazione. Tra i dem c’è chi si spinge a scommettere oltre i 300 voti. Comunque, si fa notare, “se Mattarella va oltre i 200 voti, è chiaro che sarà un segnale che non potrà essere ignorato”. Va avanti anche il lavoro su Pier Ferdinando Casini, con l’opzione Mario Draghi che nessuno al momento si sente di escludere.

Ore 17.50 – Annamaria Bernini, capogruppo di Forza Italia al Senato, ha annunciato: “Abbiamo aperto una trattativa con Pd, M5S e Leu. Vediamo”.

Ore 17.05 – Prende il via la sesta votazione.

Ore 16.50 – Alla sesta votazione, il centrodestra ha deciso di astenersi. M5S, Pd e Leu sono orientati a votare scheda bianca.

Ore 16.45 – La riunione fra Enrico Letta, Roberto Speranza e Giuseppe Conte, convocata per fare il punto dopo la quinta votazione, è ripresa dopo essere stata interrotta per circa un’ora.

Ore 16.00 – Scintille tra Ignazio La Russa e Giovanni Toti in Transatlantico, davanti ai giornalisti, poco dopo la fine dello spoglio. Come riporta l”Ansa’, La Russa ha salutato così Toti: “Hai già espresso la tua soddisfazione per il risultato, stai già festeggiando?”. Toti, imperturbabile, ha replicato: “No, vi lascio spazio, vi lascio andare avanti…”. Pochi minuti dopo, un secondo scambio “molto acido” tra i due, sempre davanti ai cronisti. La Russa, alla domanda “Chi ha tradito?”, ha risposto: “Guardate tra i centristi e in Forza Italia”. i cronisti hanno riferito la risposta a Toti, che passava casualmente lì vicino. Il governatore della Liguria e dirigente di Coraggio Italia ha replicato: “Io sarei contento se avessi 70 parlamentari, ma non è così'”. La Russa ha concluso: “Infatti, ne hai la metà”.

Ore 15.55 – Giorgia Meloni parla così dei franchi tiratori nel centrodestra: “Fratelli d’Italia, anche alla quinta votazione, si conferma come partito granitico e leale. Anche la Lega tiene. Non così per altri. C’è chi in questa elezione, dall’inizio ha apertamente lavorato per impedire la storica elezione di un presidente di centrodestra”.

Ore 15.45 – I leader di Pd, M5s e Leu si riuniscono negli uffici del Pd alla Camera per fare il punto sull’ultima votazione di oggi per il presidente della Repubblica. Con Enrico Letta, Giuseppe Conte e Roberto Speranza presenti anche i capigruppo.

Ore 15.20 – Nel centrodestra è caccia ai franchi tiratori, con Lega e Fratelli d’Italia che puntano il dito su Forza Italia (dal quale proviene Casellati) e i partiti minori. Fonti Lega fanno sapere che i loro voti sono andati “compatti” a Casellati. “Dove sono i franchi tiratori? Scegliete voi, non certo in Fratelli d’Italia e credo nemmeno nella Lega”, ha detto Ignazio La Russa. “C’è qualcuno che se ne frega dei valori del centrodestra”, ha aggiunto.

Ore 15.10 – “Ora abbassiamo le armi, ieri le astensioni erano 441, oggi l’asticella del centrodestra si è abbassata ancora di più, è il momento di fermarsi e mettere fine a questa prova muscolare e cercare un’intesa sul prossimo Presidente. Lo spettacolo di oggi è stato pessimo”, ha dichiarato Davide Faraone di Italia Viva.

Ore 14.50 – Terminato lo spoglio, altra fumata nera. La presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, ha raccolto 382 voti al quinto scrutinio, ben lontano dal quorum di 505. Secondo per numero di preferenze l’attuale capo dello Stato Sergio Mattarella con 46 voti. Per il centrodestra mancano all’appello 71 voti, dato che può contare su 453 grandi elettori. Si riprenderà alle 17 con l’avvio della sesta votazione.

Ore 14.20 – Iniziato lo spoglio delle schede della quinta votazione.

13.45 – Finita la chiama dei parlamentari, ora tocca ai delegati regionali. Poi inizierà lo spoglio.

13.20 – “È una settimana che aspettiamo che ci possa sedere seriamente a un tavolo per un nome condiviso. Vediamo se dopo il voto di oggi qualcuno lo capirà”. Così il dem Lorenzo Guerini, ministro della Difesa, risponde a Salvini.

12.50 – “Abbiamo fatto una proposta, la massima possibile dopo Mattarella, che ha più volte ripetuto che non sarà disponibile”. Lo ha detto Matteo Salvini in conferenza stampa a Montecitorio, spiegando la decisione di votare Casellati. “Non c’è una figura istituzionale superiore tolto Mattarella, che la Repubblica può esprimere”, “perché deve essere divisiva?”, ha detto Salvini, aggiungendo che proporrà un nuovo incontro ai leader del centrosinistra. “Mi auguro che il presidente del Consiglio possa continuare a fare il presidente del Consiglio”, ha aggiunto, “non è un veto ma un ragionamento”.

12.30 – I leader di Pd, M5s e Leu hanno disertato l’incontro proposto da Matteo Salvini. Enrico Letta, Giuseppe Conte e Roberto Speranza si sono riuniti invece per circa tre ore nella sede del gruppo Pd alla Camera.

11.54 – Il voto di astensione (la formula del “presente non votante”) di Pd, M5s e Leu è motivato dal fatto che la candidatura di Casellati, proposta dal centrodestra, è considerata “unilaterale” dagli altri maggiori partiti, che richiamano anche al “rispetto che si deve alle istituzioni” e bollano la fuga in avanti come “un grave errore”. La decisione è stata resa ufficiale al termine dell’incontro tra i vertici di Pd, M5s e Leu.

11.20 – I senatori del Movimento Cinque Stelle, del Pd e di Italia Viva non stanno rispondendo alla prima chiama della votazione per il presidente della Repubblica.

10.40 – La riunione congiunta dei capigruppo di Camera e Senato ha approvato la doppia votazione quotidiana, già da oggi. Il sesto scrutinio inizierà alle 17. Per sabato sono previste due votazioni con inizio alle 9,30 e alle 16,30.

10.30 – L’intenzione di voto di Pd, M5s e Leu al momento è di procedere con scheda bianca, o proporre candidature alternative. Italia Viva invece è orientata verso la decisione di non partecipare alla votazione, secondo quanto riferito da fonti del partito.

10.00 – I grandi elettori di centrodestra faranno convergere le loro preferenze sulla presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, durante la quinta votazione. È quanto stabilito dal vertice di centrodestra. La Lega, inoltre, fa sapere che Matteo Salvini ha formalmente invitato tutti i leader della maggioranza prima della votazione.

9.30 – Sono in corso i vertici di centrodestra e Pd, M5s e Leu, prima dell’inizio della votazione alle ore 11. Non sono previsti incontri tra Enrico Letta e uno o più leader di centrodestra, specificano fonti del Pd.

9.05 – Giorgia Meloni ha pubblicato un tweet in cui scrive: “La desolazione delle manfrine sull’elezione del Presidente della Repubblica certifica 2 cose che Fratelli d’Italia sostiene da sempre: uno, con questo Parlamento è impossibile decidere qualsiasi cosa; due, se fossero stati gli italiani ad eleggere il PdR lo avrebbero fatto in un giorno”.

8.55 – Enrico Letta, entrando alla Camera, ha affermato: “Abbiamo sempre lavorato per l’unità. L’impressione è che abbiano tentato di dividerci, con idee fantasiose con l’obiettivo di dividere e non di trovare una soluzione per il Paese”. In merito alle proposte del centrodestra, ha commentato: “Mi sto chiedendo sinceramente se ho fatto bene a fidarmi, siamo stati portati in giro per tre giorni”.

8.30 – Il centrodestra voterà alla quinta chiama uno dei nomi già proposti nei giorni scorsi, ovvero Letizia Moratti, Carlo Nordio, Marcello Pera. Ma riprende quota anche l’ipotesi Casellati, ritenuta tra le opzioni più probabili. È quanto stabilito dal vertice di centrodestra avvenuto nella serata di giovedì, dopo la quale il leader della Lega Matteo Salvini ha avuto il compito di verificare quale soluzione avrà più chance di successo.

8.15 – Enrico Borghi, deputato del Pd, è intervenuto a Radio Anch’io per esprimere il suo parere sull’ipotesi Casellati. Se dovesse essere eletta, “finisce la maggioranza, si va alle elezioni anticipate e si rompe il quadro politico rispetto al quale fin qui con grande fatica si è gestita una situazione di straordinaria emergenza”.

7.00 – Quinto giorno di votazioni per il presidente della Repubblica. I grandi elettori sono chiamati ad esprimere le loro preferenze a partire dalle 11. Anche oggi il quorum è di 505 voti.

Elezione presidente della Repubblica, le posizioni dei partiti

Nella serata di giovedì, fonti del centrodestra hanno fatto sapere che il nome indicato oggi per la quinta votazione è quello della presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati. Una scelta che nei giorni scorsi ha fatto infuriare i partiti di centrosinistra, che prima della votazione dovranno decidere come comportarsi.

Nella notte si è tenuto un vertice tra i leader di Pd, M5s e Leu, mentre in mattinata è previsto un incontro delle delegazioni dei tre partiti.

Enrico Letta, segretario del Pd, aveva scritto in un tweet: “Proporre la candidatura della seconda carica dello Stato, insieme all’opposizione, contro i propri alleati di governo sarebbe un’operazione mai vista nella storia del Quirinale. Assurda e incomprensibile. Rappresenterebbe in sintesi il modo più diretto per far saltare tutto”.

Elezione presidente della Repubblica, i voti del primo scrutinio

Al termine dello spoglio nell’Aula di Montecitorio nella giornata di lunedì 24 gennaio, le schede bianche sono state 672, 49 quelle nulle, i voti dispersi sono stati pari a 88. In tutto i presenti e i votanti sono stati 976 rispetto ai 1008 previsti.

Il quorum necessario a eleggere il Capo dello Stato non è dunque stato raggiunto. Sono 36 i voti a Paolo Maddalena, il candidato degli ex M5s, mentre 16 a Sergio Mattarella. Tra gli altri 7 grandi elettori hanno scelto Berlusconi, 9 Cartabia, 6 Bossi. Due voti per Amato, Casellati, Conte, Giorgetti. Qui la cronaca della prima giornata.

Elezione presidente della Repubblica, i voti del secondo scrutinio

Fumata nera anche nella seconda votazione di martedì 25 gennaio: le schede bianche sono state 527, 38 le schede nulle, 125 i voti dispersi. Come lunedì, i presenti e i votanti sono stati 976 rispetto ai 1008 totali.

I più votati nella seconda votazione sono stati l’attuale Capo dello Stato, Sergio Mattarella, e Paolo Maddalena, con 39 preferenze. A seguire Renzo Tondo con 18 voti, Roberto Cassinelli (17), Ettore Rosato (14), Umberto Bossi (12), i ministri Marta Cartabia e Giancarlo Giorgetti e Luigi Manconi con 8 voti. Qui la cronaca della seconda giornata.

Elezione presidente della Repubblica, i voti del terzo scrutinio

Nessuna elezione nemmeno al termine della terza votazione di ieri, mercoledì 26 gennaio: le schede bianche sono state 412, le nulle 22, i voti dispersi 84. I presenti e votanti in tutto sono stati 978 sui 1008 totali.

I più votati nella terza votazione sono stati: Sergio Mattarella (125 voti), Guido Crosetto (114 preferenze), Paolo Maddalena (61), Pierferdinando Casini (52). Qui la cronaca della terza giornata.

Elezione presidente della Repubblica, i voti del quarto scrutinio

Al termine della quarta votazione, con il quorum sceso a 505, il più votato è ancora Sergio Mattarella (166 voti), mentre il secondo più votato è stato Nino Di Matteo. Gli astenuti sono stati 441 e le schede bianche 261. Qui la cronaca della quarta giornata.

Elezione presidente della Repubblica, la diretta tv

È possibile seguire in diretta l’elezione del Presidente della Repubblica attraverso i canali della televisione generalista, ma non solo.

Il canale YouTube della presidenza della Repubblica e della Camera dei deputati, infatti, consente di seguire la diretta video dall’aula della Camera.

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Fonte foto: ANSA
Elezione presidente della Repubblica: da Belloni a Mattarella, quali i candidati in lizza. Il totonomi Colle

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