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Covid, a che punto è il vaccino italiano Reithera

Il vaccino di ReiThera è in fase due di sperimentazione ma i responsabili lamentano la lentezza della burocrazia

In uno scenario di vaccini anti-Covid sospesi, ritardi sulle forniture da parte delle multinazionali, con una campagna di immunizzazione che fatica a decollare, si dovrà aspettare ancora diversi mesi per avere le prime somministrazioni del vaccino tutto italiano di Reithera. “Arrivare primi non sempre è premiante. C’è spazio per tutti, soprattutto se contro il virus Sars-CoV-2 ci sarà bisogno di rinnovare la vaccinazione ogni anno”, ha detto al Corriere della Sera, Antonella Folgori, fondatrice di ReiThera assieme a Stefano Colloca.

“I primi risultati mostrano come nei soggetti più giovani il nostro candidato vaccino è ben tollerato e in grado di stimolare risposte immunitarie. Tale risultato ci consente di passare ai più anziani“, ha detto Folgori presentando gli esiti della sperimentazione di fase 1, condotta grazie alla collaborazione con l’istituto Lazzaro Spallanzani, col finanziamento di 8 milioni dal Miur e dalla Regione Lazio.

Tra i fattori che rallentano lo sviluppo del vaccino, i responsabili lamentano gli ostacoli lungo la strada della burocrazia: “Dipende dai meccanismi organizzativi e burocratici dell’Italia che sono molto farraginosi, non al passo con i tempi della ricerca. Assistiamo a improvvisi blocchi del progetto, incomprensibili. La maggior parte delle difficoltà derivano dal rilascio dei soldi stanziati. Prima che il denaro sia disponibile passano anche 6 mesi dalla richiesta” dice ancora Folgori.

Il vaccino dell’azienda di Castel Romano è ad oggi nella fase due della sperimentazione clinica sui volontari distribuiti in una ventina di centri in tutta Italia.

I primi risultati sembrano essere incoraggianti: “Gli inoculi sono cominciati circa 3 settimane fa su 80 persone divise in tre gruppi. Un gruppo riceve una dose intera, un secondo gruppo riceve due mezze dosi in due tempi, il terzo gruppo avrà il placebo” spiega Gloria Taliani, infettivologa della task force della Protezione Civile assegnata all’ospedale San Giuseppe Moscati di Avellino, dove sono stati arruolati adulti sotto i 50 anni ma anche over 65.

Secondo Taliani “i primi risultati sulla sicurezza sono buoni. È un vaccino promettente sotto il profilo di maneggevolezza e tollerabilità. Abbiamo osservato eventi avversi molto lievi. Per le prime analisi sui risultati complessivi ci vorranno tre mesi”.

VirgilioNotizie | 14-04-2021 16:18

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