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Vaccino Johnson & Johnson, stop negli Usa: cosa cambia in Italia

Lo stop al vaccino anti Covid di Johnson & Johnson negli Stati Uniti d’America, proprio nel giorno in cui in Italia arrivavano le prime dosi del prodotto, avrà ripercussioni anche sull’utilizzo del vaccino nel nostro Paese. A ‘caldo’, nella giornata di martedì, il ministro della Salute Roberto Speranza ha dichiarato “Valuteremo nei prossimi giorni, appena Ema e gli americani ci daranno notizie più definitive, quale sarà la strada migliore. Credo, però, che anche questo vaccino dovrà essere utilizzato perché è un vaccino importante”.

Vaccino Johnson & Johnson: uso per fascia d’età in Italia

L’Italia, come detto, ha accolto le prime 184 mila dosi del vaccino di J&J, che in linea teorica dovrebbe assicurare l’attesa accelerazione della campagna di vaccinazione in Italia.

Lo stop negli Usa dopo 6 casi di trombosi (su circa 6,8 milioni di dosi) potrebbe spingere il nostro Paese a limitarne l’uso per una determinata fascia di età.

A suggerirlo sono le dichiarazioni di Nicola Magrini, direttore generale dell’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco), che a ‘Porta a Porta’ ha ipotizzato una soluzione “alla Astrazeneca”.

Magrini ha detto: “Valuteremo se dare il vaccino agli over 60 e lo faremo nel giro di 2-3 giorni, forse anche meno”.

Il dg dell’Aifa ha aggiunto: “Guardiamo a quello che decideranno gli organismi americani, dopo la segnalazione di sei casi su 7 milioni vaccinati. È un rischio di 1 per milione, rarissimo. Anche in questo caso si tratta di donne giovani, tra 18 e 48 anni, potrebbe essere un meccanismo simile a quello del vaccino AstraZeneca”.

Magrini ha poi chiarito che non basta un caso per milione per bloccare un farmaco, assicurando che i benefici della vaccinazione “sono assolutamente non confrontabili con questi rischi molto rari”.

Vaccino Johnson & Johnson: l'”incognita cinquantenni”

Il quotidiano ‘La Repubblica’ pone una questione legata all'”incognita cinquantenni“.

L’Italia attende tra i mesi di aprile e giugno 7,3 milioni di dosi del vaccino monodose di Johnson & Johnson e le principali ripercussioni dello stop negli Usa potrebbero esserci, nel nostro Paese, a luglio, quando si rischia di creare un “buco” nella fascia 55-60 anni.

Le Regioni, infatti, speravano di destinare le fiale di J&J anche a quella fascia d’età, che invece dovrà verosimilmente fare esclusivamente affidamento ai vaccini di Pfizer e Moderna.

Uno scenario simile si riproporrà, poi, per i quarantenni da vaccinare in Italia.

Vaccino Johnson & Johnson: l’effetto a lungo termine in Italia

Lo stop al vaccino di Johnson & Johnson negli Usa potrebbe avere un’altra importante conseguenza in Italia, dal biennio 2022-2023.

L’effetto a lungo termine, infatti, come scrive ‘La Repubblica’, sarà la spinta in Europa a siglare, dal 2022-2023, contratti solo con le case farmaceutiche che producono vaccini a Rna messaggero e non virale.

Ciò significa stipulare accordi esclusivamente con Pfizer e Moderna, tagliando fuori Astrazeneca e Johnson & Johnson.

Con Pfizer e Moderna, tra l’altro, si sta già trattando per il prossimo biennio una maxi fornitura da 1,8 miliardi di dosi.

SONDAGGIO: Hai fiducia nel vaccino Johnson&Johnson?

VirgilioNotizie | 14-04-2021 08:35

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