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Caccia ai complici di Messina Denaro, 19 indagati

Il boss è ricercato dal 1993, ma di lui non c'è ancora traccia

La polizia di Palermo e Trapani ha effettuato perquisizioni a tappeto a Castelvetrano e nella provincia di Trapani, nella lista ci sono una cinquantina di abitazioni. L’obiettivo è trovare 19 persone indagate perché sospettate di essere complici del boss mafioso Matteo Messina Denaro, latitante dal 1993 e di cui sembra non esserci più alcuna traccia.

L’uomo, considerato il pupillo di Toto Riina, deve scontare un ergastolo per le bombe di Roma, Milano e Firenze del 1993. Come riporta La Repubblica, l’ultima abitazione ufficiale della primula rossa di Cosa nostra è via Alberto Mario 51/5, ma l’indirizzo risale al giugno dei primi anni ’90.

Nell’operazione compiuta questa mattina e in cui sono stati impegnati 130 agenti, sono state eseguite perquisizioni anche a Mazara del Vallo, Partanna, e Campobello di Mazara, finalizzate a colpire la rete di fiancheggiatori del latitante e a raccogliere ulteriori elementi utili alla sua cattura.

Dalle indagini sui complici di Messina Denaro sembra che tutte le strade riportino sempre a Castelvetrano, anche se il capomafia che conosce i segreti delle stragi del 1992-1993 e della trattativa Stato-mafia resta un fantasma.

Su La Repubblica si legge che nei pizzini del boss ritrovati fra il 2006 e il 2007, c’erano le tracce di cinque insospettabili. Uno sarebbe un politico che Bernardo Provenzano aveva “messo a disposizione” di Messina Denaro. Poi ci sarebbero un prete, un imprenditore, un “amico”, che era stato devoto al vecchio Messina Denaro, e adesso sarebbe al servizio del figlio. Il quinto sarebbe un tipografo che avrebbe stampato un nuovo documento per il latitante.

VirgilioNotizie | 27-06-2019 09:02

Carabinieri Fonte foto: Ansa
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