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Covid, stadi aperti: la decisione e le limitazioni. Cosa cambia

Il governo ha deciso: stadi aperti in tutta Italia con un limite di mille persone. Il blitz delle Regioni

Stadi aperti per tutte le partite di serie A, da domenica 20 settembre, per un massimo di ingressi di mille persone sugli spalti. È questa la decisione, come riporta Ansa, presa durante l’incontro organizzato dal ministro Boccia, che ha convocato il presidente della conferenza delle Regioni Bonaccini, in presenza dei ministri Speranza e Spadafora e, tra i governatori, Fedriga, Marsilio, Toma, Bardi, Cirio e Fontana.

Da lunedì prossimo si lavorerà anche per applicare le stesse misure negli stadi per le partite di serie B e C. Restano ferme le disposizioni sulla sicurezza come il distanziamento, l’utilizzo delle mascherine e il controllo della temperatura con termoscanner.

Dopo l’ordinanza regionale dell’EmiliaRomagna, firmata dal presidente Stefano Bonaccini, mille persone potranno entrare in due stadi di Serie A: quelli del Parma e del Sassuolo. A condizione, ovviamente, che venga presentato dagli organizzatori un apposito piano per la sicurezza che garantisca l’applicazione di determinate misure anti-Covid, distanziamento e mascherina compresi.

Riapertura stadi, cosa prevede l’ordinanza firmata da Zaia

Luca Zaia, governatore del Veneto, ha firmato un’ordinanza che permette a mille spettatori di assistere a eventi sportivi all’aperto (700 negli impianti al chiuso) fino al 3 ottobre. In sostanza, il Verona potrà disputare le partite in casa davanti ad alcuni tifosi. Secondo l’ordinanza firmata dal governatore Luca Zaia, in Veneto gli spettatori devono indossare la mascherina per tutta la durata dell’evento, se al chiuso.

All’aperto, invece, la mascherina va indossata dall’ingresso fino al raggiungimento del posto. Solo una volta seduti si potrà sfilare.

L’ordinanza poi indica “l’utilizzo di tecnologie digitali” per automatizzare l’organizzazione degli ingressi, evitare “prevedibili assembramenti” e per consentire la registrazione degli spettatori.

Vietati striscioni e bandiere: dovrà invece essere attivato un servizio di steward con il compito di assistere il pubblico e controllare il rispetto delle misure.

Riapertura stadi, la Lombardia segue il Veneto

Impianti sportivi aperti al pubblico in misura non superiore a 1.000 spettatori in quelli all’aperto e a 700 spettatori in quelli al chiuso anche per quel che riguarda la nuova ordinanza regionale firmata dal presidente della LombardiaAttilio Fontana, in vigore da oggi.

La nuova ordinanza regionale sarà in vigore fino al 15 ottobre.

Riapertura stadi, ci pensa anche il Piemonte: Juventus e Torino in allerta

Anche il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, aspetta che il governo sblocchi la riapertura a livello nazionale: “Dopo le dichiarazioni del ministro Spadafora – ha detto – ci siamo interfacciati con Roma. Il governo ha assicurato l’emanazione di un provvedimento nazionale nelle prossime ore”.

“Speriamo che non sia l’ennesimo annuncio – ha concluso -: in tal caso risolveremo la cosa la prossima settimana a livello regionale”. Sarebbe quindi questione di tempo la riapertura degli stadi, tra le altre, della Juventus e del Torino.

Riapertura stadi, tifosi contrari

Ma la riapertura degli stadi non piace ai tifosi, specialmente ai gruppi organizzati. A Bergamo i supporter della Curva Nord dell’Atalanta hanno esposto uno striscione polemico contro l’ipotesi di riapertura parziale degli stadi: “Capienza ridotta e posto assegnato, un’altra c****** di un calcio malato. O tutti o nessuno”,

Su Facebook, i tifosi neroazzurri hanno spiegato che con un’eventuale riapertura parziale “verrebbe a mancare totalmente quello spirito aggregativo e passionale che rappresenta la nostra curva, il nostro stadio, la nostra città. Non saremo parte di uno spettacolo desolante e di una gestione che tende a dividere invece di unire. All’Atalanta ci torneremo, ma tutti insieme”.

Riapertura stadi, cosa diceva il premier Giuseppe Conte due settimane fa

Ma cosa pensa il premier, Giuseppe Conte, della riapertura degli stadi? Due settimane fa, a margine della festa del Fatto Quotidiano, aveva espresso il suo parere personale: “Per quanto mi riguarda, la presenza allo stadio così come a manifestazioni dove l’assembramento è inevitabile, non solo sugli spalti ma anche in fase di entrata e uscita, non è assolutamente opportuna“.

Le parole di Conte erano entrate in contrasto con le dichiarazioni di Sinisa Mihajlovic, l’allenatore del Bologna risultato positivo al coronavirus, che aveva affermato: “Il calcio è uno spettacolo, e senza tifosi non c’è spettacolo: per noi e per tutte le altre è molto difficile giocare senza pubblico”.

VIRGILIO NOTIZIE | 19-09-2020 19:37

Coronavirus: i focolai in Italia. Dove e quanti casi Fonte foto: Ansa
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