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No vax, blitz Polizia in tutta Italia: indagate anche 5 "guerriere"

Blitz della Polizia in diverse città italiane: perquisizioni nei confronti di persone appartenenti ai movimenti no vax

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato:

La Polizia ha avviato nella mattinata di giovedì 9 settembre una serie di perquisizioni in diverse città d’Italia nei confronti di persone appartenenti ai movimenti no vax, che su un gruppo Telegram avevano ipotizzato di compiere azioni violente nel corso delle manifestazioni contro i provvedimenti del governo. Le indagini, coordinate dalla Procura di Milano, sono state delegate alla Digos e alla Polizia postale.

Le perquisizioni, come riporta ‘Ansa’ sono scattate a Milano, Bergamo, Roma, Venezia, Padova e Reggio Emilia.

Oltre alle abitazioni degli indagati, i controlli hanno riguardato pc, cellulari, tablet e account sui social network.

Gli indagati individuati nel corso del blitz avrebbero ipotizzato su una chat di Telegram con circa 200 partecipanti violenze, anche con armi, durante un imminente raduno no vax a Roma. E infatti nelle abitazioni setacciate sarebbero state trovate delle armi, come coltelli e bastoni.

Per questo motivo sono scattate le perquisizioni, 8 solo a Milano, e diverse altre tra Bergamo, Roma, Venezia, Padova e Reggio Emilia.

Gli indagati nell’operazione della Polizia di Stato si definivano su Telegram “guerrieri“. La frangia No Vax, che avrebbe avuto intenzione di costruire rudimentali ordigni “fai da te” e di approvvigionarsi di coltelli, era composta da 5 donne e 3 uomini.

No vax, blitz Polizia in tutta Italia: i messaggi in chat

“Radere al suolo il Parlamento con tutti loro dentro. Basta un piccolo drone pilotato dai tetti di Roma… un 500 grammi di tritolo e lo lasci cadere durante la seduta…non resterà nessuna prova e farà il suo effetto..” avrebbero scritto alcuni degli iscritti alla chat, nella quale sarebbe anche stato condiviso l’indirizzo del presidente del Consiglio Mario Draghi.

“L’appartamento di Mario Draghi è situato al numero…quartiere…questa fonte non è sicura”, si legge negli screenshot resi noti dalla polizia, secondo quanto riportato da Adnkronos

Quando andremo a Roma i primi” da aggredire “sono i giornalisti”: sarebbe il contenuto di un altro dei messaggi inviati in chat dagli 8 No Vax che avrebbe invitato a “usare le molotov” (che non risulta possedessero) per “far saltare i furgoni delle tv”. Secondo quanto riferito in questura a Milano, “per la stampa, ritenuta asservita al regime, avevano un vero e proprio odio”.

Nel corso di un incontro in questura i dirigenti della Digos Guido D’Onofrio e del Compartimento di Polizia Postale e delle Comunicazioni Lombardia, Tiziana Liguori hanno precisato che “non risulta, al momento, dal nostro monitoraggio, che ci siano altre chat analoghe, con No Vax che istigano ad azioni violente”.

La nota della Questura di Milano

Oltre all’intenzione di partecipare in massa alla manifestazione prevista a Roma, gli indagati avrebbero incitato gli altri membri del gruppo Telegram a realizzare azioni violente nelle rispettive province di residenza “contro non meglio precisati obiettivi istituzionali o approfittando della visita di esponenti dell’esecutivo, come quella, poi annullata, prevista a Padova il 2 settembre da parte del ministro della Salute, Roberto Speranza”. Lo ha riferito, in una nota riportata da ‘SkyTg24’, la Questura di Milano. I membri della frangia avrebbero inoltre avuto “l’effettiva intenzione di realizzare una riunione preparatoria in vista dell’appuntamento romano e di approvvigionarsi di armi bianche da utilizzare in quell’occasione”.

Il tweet della Polizia di Stato

In un tweet della Polizia di Stato si legge: “#9settembre In corso operazione #Poliziapostale e #Digos Milano. Perquisizioni domiciliari e informatiche a carico di appartenenti al mondo #Novax che tramite gruppo #Telegram programmavano azioni violente da mettere in atto in occasione di pubbliche manifestazioni #essercisempre”.

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