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Fase 2, virus "in ritirata": i dati spiegati dal virologo

Guido Silvestri spiega dopo quanti giorni si sarebbe dovuto osservare un "cambiamento della curva"

Continua “imperterrita” la ritirata del coronavirus dall’Italia: ne è convinto il virologo Guido Silvestri, visto che ci troviamo “al trentaquattresimo giorno consecutivo in cui cala il numero totale dei ricoveri in terapia intensiva per Covid-19″: infatti, siamo passati “da 808 a 775, quindi di 33 unità, e siamo ormai al 19% del valore di picco”.

Parallelamente, “continua a scendere anche il numero dei ricoveri ospedalieri totali (ieri da 10.792 a 10.400, quindi di altre 392 unità)”.

Per quanto riguarda le vittime, il numero di ieri (153) “è stato il più basso da oltre due mesi, ed anche questa è una bella notizia”.

Il bilancio, per il virologo, è che per il momento non c’è “nessun segno del temuto aumento dei malati che sarebbe seguito alla riapertura del 4 maggio”.

Il docente alla Emory University di Atlanta lo ha dichiarato nella sua rubrica su Facebook “Pillole di ottimismo”, ovvero “L’ottimismo che viene dalla scienza”.

Dalla fine del lockdown sono strascorsi 13 giorni e “qualcuno dirà che sono pochi – ha aggiunto Guido Silvestri -, che bisogna aspettare un’altra settimana, o un mese, o tre mesi, e poi tranquilli che arriverà la catastrofe”.

I dati proposti dal virologo avvalorano la tesi del virus in ritirata: “Se il 97.5% dei casi di Covid-19 sviluppa la malattia entro 11.5 giorni dal contagio“, come è emerso da uno studio sugli ‘Annals of Internal Medicine’, “si sarebbe già dovuto osservare un certo cambiamento della curva“.

“Comunque vedremo nei prossimi giorni – ha concluso -, sperando che si discuta di dati e non di fantasie”.

VirgilioNotizie | 17-05-2020 16:53

Fase 2, riaperture e spostamenti: cosa cambia dal 18 maggio Fonte foto: Ansa
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