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Coronavirus, cosa c'è da sapere sui decessi in Italia

Il virus non è stata la causa principale dei decessi, ma una concausa. Quello che sappiamo sui morti fin qui accertati in Italia

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato:

Il timore per l’epidemia da coronavirus cresce giorno dopo giorno in Italia. Con l’aumentare dei contagi, ad oggi 230 accertati, è stata corsa e ressa ai supermercati per acquistare i beni di prima necessità e non solo. Tra i prodotti andati a ruba, anche online, mascherine e gel igienizzanti che hanno subito un boom di prezzi mai visto prima. Il coronavirus, in Italia, si è ben presto trasformata in psicosi.

Tra i 230 contagiati, la cui regione maggiormente colpita per numero è Lombardia (173 casi e 6 vittime), sono state 7 le vittime fin qui accertate per coronavirus. Per essere precisi, come sottolinea il Corriere della Sera, non si tratta propriamente di decessi causati dal virus, ma di morti positivi al coronavirus. La precisazione infatti è dovuta perché fin qui il virus non è stata la causa principale dei decessi, ma una concausa.

Il virus ha infatti peggiorato un quadro clinico già particolarmente compromesso dei pazienti, dati in linea con tutti gli studi epidemiologici fatti finora sui casi cinesi. Come sottolineato dal Corriere infatti il rischio di morte aumenta con l’età, col 14,8% di mortalità per gli over 80: le probabilità di decesso salgono al 10,5% se il paziente che si ammala è cardiopatico, al 7,3% se ha il diabete, al 6,3% con malattie respiratorie croniche, al 6% con ipertensione, al 5,5% con tumore. Il rischio di morire se non si hanno patologie pregresse scende invece allo 0,9%.

Coronavirus, le vittime italiane

Andando dunque ad analizzare i 7 decessi avvenuti fin qui in Italia il quadro è chiaro. La prima vittima è stata il 78enneAndrea Trevisan, di Vo’ Euganeo. L’anziano, deceduto all’ospedale di Schiavonia, era ricoverato da più di 10 giorni e presentava delle patologie pregresse.

La seconda vittima, una 75enne di Casalpusterlengo, era stata invece di recente all’ospedale di Codogno per una crisi respiratoria e, secondo quanto emerge, aveva incrociato il 38enne oggi ricoverato in terapia intensiva. La donna, come sottolinea il Corriere, era pluripatologica ed è deceduta nella propria abitazione: solo il tampone post mortem ha appurato l’infezione da coronavirus.

La terza vittima è stata una donna di 68 anni deceduta domenica all’ospedale di Crema. Ricoverata dal 18 febbraio nel reparto di oncologia, e precedentemente transitata dal reparto di neurochirurgia, è risultata positiva al tampone post mortem.

Nella giornata di lunedì, fin qui picco massimo di decessi nell’emergenza italiana, sono state rese note le ultime quattro vittime: un uomo di 78 anni deceduto all’ospedale Papa Giovanni XXI di Bergamo, ricoverato da tempo per altre patologie; un uomo di 88 anni di Codogno del quale ancora non si conoscono le condizioni di salute precedenti al decesso; un 80enne di Castiglione d’Adda portato all’ospedale di Lodi per un infarto e un uomo di 62 anni, morto a Como, già affetto da altre patologie e dializzato.

Ad oggi, dati alla mano, non esiste in Italia un caso di decesso dovuto principalmente al virus come accaduto invece a Wuhan, città epicentro dell’epidemia. In Cina infatti diversi sono i casi di decessi causati dal Covid-19, tra questi più noti sono quelli di Li Wenliang, il medico di 34 anni che aveva dato per primo l’allarme per l’epidemia, e quella del capo del Wuchang Hospital di Wuhan Liu Zhiming.

Fonte foto: Ansa
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