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Vittorio Sgarbi attaccato dal ministro Sangiuliano per le consulenze e indagato per presunti debiti col Fisco

Il ministro Gennaro Sangiuliano contro Vittorio Sgarbi sulla vicenda delle consulenze. Il critico d'arte sarebbe indagato a Roma per presunti debiti

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Roberto Vivaldelli

GIORNALISTA

Giornalista professionista esperto di relazioni internazionali e geopolitica, scrive anche di attualità, cultura ed economia. Collaboratore di diverse testate nazionali, ha scritto due libri e curato la pubblicazione in italiano di un saggio del politologo statunitense John J. Mearhseimer.

Il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, prende le distanze dal sottosegretario Vittorio Sgarbi. Il noto critico d’arte, infatti, almeno stando a un’inchiesta del Fatto Quotidiano, sarebbe indagato a Roma per sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Si parla di debiti non pagati per 715 mila euro. 

Le accuse contro Sgarbi e le parole del suo legale

Il sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi è finito nell’occhio del ciclone, riferisce l’agenzia Agi, per l’accusa di avere percepito denaro in violazione di una norma che riguarda i componenti di governo: si tratterebbe di 300 mila euro in consulenze, presentazioni e mostre, emolumenti incassati da inizio, ancorché riscossi anche attraverso società intestate a un suo collaboratore o alla fidanzata del sottosegretario.

Compensi incompatibili, fa rilevare l’inchiesta giornalistica del Fatto Quotidiano, con la carica, in base a quanto disposto dell’articolo 2 della legge 215/2004.

“Se ho guadagnato 300mila euro in 9 mesi? Non lo so, forse è una cifra sottostimata, spero che siano molti di più”, ha risposto sempre sui giornali lo stesso Sgarbi. “La mia attività non è vietata dalla legge. Sono come un ministro che scrive libri”, aggiunge, sostenendo di avere una lettera dell’Anac che giustifica le sue “attività divulgative”.

“L’attività di conferenziere del sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi, così come la presentazione di libri, mostre e iniziative culturali di enti privati o pubblici, non è mai stata in ‘conflitto d’interesse con i suoi compiti istituzionali, che sono quelli – è bene ribadirlo – della tutela e della conservazione dei beni culturali”. Lo sostiene in una nota Giampaolo Cicconi, avvocato del sottosegretario alla Cultura, Vittorio Sgarbi, replicando all’articolo del Fatto Quotidiano.

Quella che Il Fatto Quotidiano, “con artificiosa suggestione“, definisce “industria fondata sull’arte di procacciare attività” – sottolinea ancora il legale – non è altro che una normalissima attività lavorativa, come lo può essere quella del giornalista che partecipa, pagato, a una conferenza, presenta un libro o porta in scena uno spettacolo teatrale”.

Nuove accuse contro Vittorio Sgarbi

Parla Sgarbi: “L’intervista a Sangiuliano è falsa, è un monologo”

“Quella del ministro Sangiuliano è una intervista falsa”, secondo Vittorio Sgarbi.

Il sottosegretario lo ha dichiarato dopo un incontro in Prefettura a Bologna per la situazione legata alla torre Garisenda.

Sgarbi, ripreso dall’Ansa, ha dichiarato ai giornalisti di aver ricevuto un messaggio da Sangiuliano che recitava quanto segue: “Non ho rilasciato alcuna intervista, ho solo detto di non sapere di cosa si parlasse”.

E ancora: “La telefonata che mi ha fatto poche ore fa è esattamente di spirito contrario a quanto si legge in quella falsificazione. L’ultima volta che abbiamo parlato è stato 12 ore fa e mi ha fatto venire a Bologna dimostrando un affetto straordinario”.

Quindi, per Sgarbi,  i giornalisti del Fatto Quotidiano “hanno fatto una telefonata al ministro Sangiuliano, che ha espresso il suo umore e hanno fatto diventare quell’umore un’intervista. È evidente che se uno ti dice solo queste cose può essere rimasto un po’ sconcertato”, rispondendo con frasi come “‘io questa cosa non la farei’, ma una parte di quelle frasi possono essere una reazione, che poi è diventata un’intervista. Avete osservato che non ci sono le domande, ma è una specie di monologo ininterrotto. Sono probabilmente delle esclamazioni che ha fatto, che sono diventate un’intervista falsa“. Per Sgarbi è anche “falso il fatto che” il ministro Sangiuliano “dica che ho delle deleghe secondarie, ma sono qui oggi. Una delega più primaria di questa…”.

Le accuse di Sgarbi al Fatto Quotidiano: “Bugie, denuncio per calunnia”

In merito all’articolo del Fatto Quotidiano sui presunti debiti, Sgarbi lo ha definito una “sequela di bugie” che procurano “un grave danno reputazionale mio e di tutti gli altri soggetti citati, accomunandoli a ipotesi di reato che, in quanto fondate su presupposti falsi, configurano una grave calunnia per la quale, adesso, si renderà necessaria anche una denuncia alla Procura della Repubblica”

L’indagine a Roma

Intanto, però, scoppia anche il caso dei debiti, e sempre Il Fatto Quotidiano parla di un’indagine aperta a Roma. L’accusa mossa contro Sgarbi sarebbe quella di non aver pagato 715 mila euro all’Agenzia delle Entrate.

“Secondo i pm nell’ottobre del 2020 Sgarbi partecipa ad una asta, ma il sottosegretario nega” e acquista un’opera di Vittorio Zecchin“, sostiene il quotidiano.

“Aggiudicata per 148 mila euro circa, l’opera però non sarebbe stata comprata dal sottosegretario, bensì dalla sua fidanzata. Il punto è che secondo la Procura di Roma il reale acquirente era Sgarbi”. 

E Sangiuliano prende le distanze

Dalle colonne dello stesso quotidiano, il ministro alla Cultura Gennaro Sangiuliano prende le distanze da Sgarbi.

“Non sapevo nulla delle consulenze. Ho già avvertito Meloni. Del resto – puntualizza – non l’ho voluto io. Cerco di tenerlo a distanza e di rimediare ai suoi guai“.

“Sono indignato dal comportamento di Sgarbi, va bene? Lo vedevo andare in giro a fare inaugurazioni, mostre e via dicendo. Ma mai avrei pensato che si facesse pagare per queste cose” sottolinea il ministro.

Le opposizioni: ora dimissioni

Le opposizioni chiedono le dimissioni di Sgarbi. “Le parole di Sangiuliano sul suo sottosegretario Vittorio Sgarbi dopo le rivelazioni del Fatto Quotidiano sono clamorosamente esplicite e segnano un punto di non ritorno per il ministero della cultura” affermano in una nota gli esponenti del Movimento 5 Stelle in commissione cultura alla Camera e al Senato

“È già forte l’indignazione per quanto emerso dall’inchiesta giornalistica, ma davanti alle dichiarazioni del ministro che ha già preventivamente preso le distanze da Sgarbi non c’è altra via se non le sue dimissioni da sottosegretario”.

Fonte foto: ANSA

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