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Tre donne aggredite a Modena, il racconto in lacrime di una delle vittime: decisivo l'intervento dei passanti

Ci sarebbero dei problemi psichici dietro l'episodio che ha visto tre donne aggredite in centro a Modena da un 26enne, poi fermato dalla polizia

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Claudio Carollo

GIORNALISTA

Classe ’88, è giornalista professionista dal 2017. Scrive di cronaca e attualità economico-politica, interessandosi nel tempo di tematiche sociali e sport. Ha collaborato con diverse testate nazionali, con esperienze anche in radio.

Ha assalito tre donne una dopo l’altra in pieno centro, prima di darsi alla fuga per l’intervento di alcuni passanti. Ci sarebbero dei problemi di natura psichica dietro l’aggressione apparentemente immotivata commessa da un 26enne per strada a Modena. In seguito all’allarme lanciato dai residenti, la polizia ha individuato e fermato l’uomo, di origini nordafricane, regolare sul territorio italiano e senza precedenti. Secondo quanto riportato dal Resto del Carlino, dai primi accertamenti effettuati l’autore del gesto non sarebbe risultato sotto effetto di droga o alcol.

L’aggressione a Modena

L’episodio è avvenuto nell’arco di pochi minuti intorno alle 14 di sabato 13 aprile, in Corso Vittorio Emanuele, una delle principali e più affollate vie della città emiliana. Il 26enne avrebbe assalito all’improvviso una giovane donna, che però è riuscita a svincolarsi e a fuggire, per poi passare all’attacco di una seconda passante, buttata a terra e bloccata.

Grazie all’intervento di alcune persone che hanno assistito alla scena, la vittima dell’aggressione è stata liberata, ma a quel punto l’uomo ha individuato il terzo obiettivo del suo assalto in un’altra donna che stava tornando a casa: il giovane extracomunitario si è lanciato contro di lei, facendola cadere sull’asfalto e bloccandole gambe e braccia, fino a quando non è stato messo in fuga ancora una volta dai passanti.

La zona del centro storico di Modena dove è avvenuta l’aggressione

Il racconto di una delle donne aggredite

A parte la grande paura per l’aggressione subita, nessuna delle vittime ha subito conseguenze, se non alcune escoriazioni riportate da una delle tre, medicate dal personale sanitario dell’ambulanza del 118 intervenuto sul posto. A raccontare l’accaduto al Resto del Carlino è stata l’ultima delle donne assalite dal 26enne.

“Venivo dal centro e nell’incrocio tra Vittorio Emanuele e via Cavour ho visto una ragazza a terra, con addosso questo ragazzo di origini magrebine – ha raccontato in lacrime – Subito ho pensato che fosse svenuto, poi ho sentito la ragazza che gridava: non lo conosco, non lo conosco. Dei passanti si sono avvicinati e l’hanno liberata e lui si è sdraiato a croce in mezzo all’incrocio, come se fosse morto. Io nel frattempo ho attraversato la strada e mi sono girata per capire cosa fosse successo: in quell’istante si è alzato, mi ha guardato e ho capito che sarebbe venuto verso di me”.

“Lui ha iniziato a correre e anche io, più forte che potevo e gridando aiuto – ha detto ancora – Mi ha raggiunto, mi ha fatto lo sgambetto. Sono volata a terra e lui mi ha aggrappato da dietro, mi teneva ferme le braccia e le gambe con le sue. La gente è arrivata, mi ha liberata e dopo mi sono alzata”.

L’aggressione a Bologna

Sempre in Emilia-Romagna, un’altra donna era stata aggredita e picchiata a Bologna mentre chiedeva l’elemosina. L’aggressione in pieno centro era stata ripresa da alcune telecamere di videosorveglianza e i due uomini autori della violenza erano stati portati in carcere con l’accusa di tratta di esseri umani e riduzione in schiavitù.

La donna di origini rumene, infatti, era costretta dagli aguzzini a chiedere l’elemosina insieme ad altre due connazionali. L’indagine della squadra mobile era partita dalla denuncia di due giovani sorelle, contattate nel 2019 con la promessa di arrivare in Italia per fare le domestiche.

Fonte foto: ANSA

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