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Laura Ziliani, le figlie confessano l'omicidio e svelano il movente: perché hanno ucciso la madre ex vigilessa

Emergono i verbali della confessione di Paola e Silvia ZanI, le figlie della ex vigilessa Laura Ziliani: le donne hanno svelato il movente dell'omicidio

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Cristiano Bolla

GIORNALISTA

Giornalista pubblicista esperto di cinema, televisione, nuovi media e spettacolo, scrive anche di cronaca e attualità. Laureato in Scienze e Tecnologie delle Arti e dello Spettacolo con Master in Drammaturgia e Sceneggiatura, ha lavorato per diverse produzioni prima di muovere i primi passi nelle redazioni di testate giornalistiche di Torino e Milano. Attualmente collabora anche con importanti riviste di settore.

Silvia e Paola Zani, le figlie dell’ex vigilessa Laura Ziliani trovata morta a Temù, hanno confessato l’omicidio della madre e svelato il movente dietro al gesto: le due donne sono in carcere assieme al fidanzato di Paola, Mirto Milani. I dettagli emergono dai verbali della confessione.

Come è morta Laura Ziliani

A diffondere i verbali è il Giornale di Brescia, pochi giorni prima dell’inizio del processo alla Corte d’Assise di Brescia. Sono tre gli imputati per la morte di Laura Ziliani, fatta sparire a maggio 2021 e ritrovata solo ad agosto dello stesso anno.

Le due figlie hanno confessato l’omicidio della madre dopo che il compagno di una di loro, Mirto Milani, aveva raccontato tutto ad un compagno di cella – il quale ha poi riferito alle autorità. Hanno ammesso non solo di averla uccisa, ma anche come è stato fatto.

Laura Ziliani, uccisa a 55 anni dalle figlie e dal fidanzato di una di loro 

Prima le hanno dato dei muffin con benzodiazepine, ovvero tranquillanti, poi è stata Silvia a passare all’azione: “Ero decisa. Sono entrata nella camera da letto di mia madre, ricordo di averle messo le mani attorno al collo, Paola la teneva ferma con il suo peso”.

Laura Ziliani ha iniziato a rantolare ed è quindi intervenuto il fidanzato: “Mirto si è accorto che non stava andando come previsto ed è entrato in camera. Ha messo lui le mani sul collo di mia mamma“. I tre, poi, hanno caricato il corpo in macchina.

Il movente dietro all’omicidio

Ancor più agghiacciante, è la confessione sui motivi che hanno spinto le due figlie ad uccidere Laura Ziliani. “Eravamo disperati per i tentativi di mia madre di ucciderci e non sapevamo cosa fare” hanno dichiarato secondo i verbali diffusi.

Stando a quanto detto dalla figlia Silvia Zani, la madre ex vigilessa “si sentiva bloccata con tre figlie di cui una disabile e l’idea che avevamo era che voleva liberarsi di noi“. Per questo, avrebbero iniziato a pensare ad un modo per risolvere il problema.

La donna ha riferito anche di presunti tentativi operati dalla madre per uccidere le figlie: avrebbe messo loro la candeggina nel latte, quindi provato a dare loro sostanze caustiche nel sale. “Il nostro incubo era quello di essere avvelenati da Laura” ha dichiarato Mirto Milani.

Perché non hanno denunciato la madre

Lo stesso fidanzato, il primo a confessare e grazie al quale è stato svelato l’orrore dietro alla scomparsa e alla morte della donna, ha poi spiegato che non hanno voluto denunciare questi presunti tentativi di avvelenamento.

“Dal nostro punto di vista se i carabinieri avessero scoperto che Laura voleva farci del male, poi sarebbero per deduzione risaliti a noi” ha fatto mettere a verbale l’uomo, arrestato con Silvia e Paola con l’accusa di omicidio.

Gli episodi riferiti nel verbale dell’interrogatorio, durato circa 9 ore, non sono stati provati. I tre sono in carcere dal 24 settembre 2021 di un anno fa e hanno confessato solo dopo 8 mesi di detenzione.

Fonte foto: ANSA

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