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"Il vaccino non farà sparire il Covid": la previsione di Bassetti

Secondo Matteo Bassetti, direttore di Malattie infettive all'ospedale San Martino di Genova, dovremo imparare a convivere col coronavirus per anni

“Il vaccino ci aiuterà, ma non farà sparire il Covid”. La previsione è di Matteo Bassetti, direttore di Malattie infettive all’ospedale San Martino di Genova. In un’intervista concessa a Libero Quotidiano, il virologo ha spiegato che dovremo convivere con il coronavirus per anni.

Covid, Bassetti: “Dovremo conviverci per anni”

Da una parte la corsa al vaccino e ai farmaci, quindi la speranza. Dall’altra, invece, l’analisi più pessimista. Matteo Bassetti propende per la seconda: “Il vaccino non farà sparire il Covid. C’è anche il vaccino per l’influenza ma non l’ha debellata”. Secondo lui, comunque, “bisognerà attendere almeno sei mesi per avere numeri significativi sulla profilassi”.

Per quel che riguarda il farmaco tratto dal siero dei guariti è un po’ più ottimista: “Si annuncia portentoso e può cambiare la storia, ma anche per lui dobbiamo attendere la primavera”.

Bassetti, comunque, è fermo su un punto: “Bisogna imparare a vivere col Covid, dovremo farlo per anni: gestirlo, creare reparti specializzati, e medici pronti, tracciare bene il territorio. Si tratta di un’infezione virale brutta, ma come ne abbiamo avute altre in passato”.

‘Lezione da non dimenticare’, il nuovo libro di Bassetti sull’epidemia

Matteo Bassetti ha scritto un libro sul coronavirus. Si intitola ‘Lezione da non dimenticare’ e uscirà 12 novembre,

Per lui, la lezione da non dimenticare è che “non bisogna farsi trovare impreparati: servono più medici, infermieri e un piano anti-pandemico che consenta di curare a casa i malati non gravissimi e di aumentare rapidamente i posti letto in ospedale”.

Il virologo sottolinea come quest’estate ci si potesse preparare meglio: “Abbiamo perso tempo, ma la colpa non è del governo o delle Regioni: è del sistema Italia che non aiuta, la burocrazia porta alla paralisi. Siamo perdenti per la lentezza del nostro sistema“.

Bassetti critico sul Cts: “Un po’ romanocentrico”

Quindi, un passaggio sul Comitato tecnico scientifico: “Ha fatto cose ottime e cose meno buone, ma la sua composizione sarebbe stata da rivedere forse prima dell’esplosione della seconda ondata”. Secondo Bassetti, infatti, il Cts “ha grandi professionisti, ma è un po’ romano-centrico e pertanto composto da colleghi che non hanno combattuto il Covid sul campo a marzo e aprile”.

VIRGILIO NOTIZIE | 09-11-2020 09:08

covid-vaccino-bassetti Fonte foto: Ansa
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