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Corteo degli anarchici a Torino per Cospito, bombe carta e vetri spaccati: guerriglia e scontri con la polizia

Centinaia di manifestanti in piazza provenienti da tutta Italia e anche dall'estero: distrutte vetrine e auto, 140 le persone identificate, 35 in questura

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Claudio Carollo

GIORNALISTA

Classe ’88, è giornalista professionista dal 2017. Scrive di cronaca e attualità economico-politica, interessandosi nel tempo di tematiche sociali e sport. Ha collaborato con diverse testate nazionali, con esperienze anche in radio.

Violenti disordini e scontri con le forze dell’ordine a Torino durante una manifestazione di anarchici a sostegno di Alfredo Cospito, l’anarchico in 41 bis in sciopero della fame. Gruppi di antagonisti provenienti da tutta Italia, ma anche dall’estero, si sono radunati a centinaia in piazza Solferino per poi avanzare lungo le strade del centro città sfondando le vetrine dei negozi e delle auto, lanciando fumogeni e bombe carta. Secondo quanto riportato da Repubblica, negli scontri sono rimasti feriti alcuni manifestanti e due agenti, 140 le persone indentificate, almeno 35 portate in questura, cinque i fermi.

Il raduno in Piazza Solferino

“Finché Alfredo respira dobbiamo lottare per lui. Ma se Alfredo muore questi vigliacchi e assassini devono pentirsi di quello che stanno facendo: dobbiamo fargliela pagare“: ha detto così Pasquale Valitutti, storico esponente anarchico, 76 anni, nell’intervento di apertura della manifestazione a Torino in solidarietà con Alfredo Cospito.

Al raduno in piazza Solferino è arrivato quasi un migliaio di persone, provenienti da tutta Italia ma anche da Francia, Spagna, Germania e Portogallo.

“Noi anarchici – ha aggiunto Valitutti – sono vent’anni che martelliamo contro il 41 bis e 40 anni contro le carceri speciali. Dobbiamo lottare perché Alfredo non muoia. Possiamo accettare una sconfitta militare, perché liberarlo è impossibile. Ma non possiamo accettare una sconfitta politica”. Se Alfredo Cospito muore i responsabili “saranno storicamente giustiziati dagli anarchici” ha detto ancora Valitutti ai giornalisti, precisando che si tratta della sua “personale opinione”.

La guerriglia per le vie del centro

Il corteo si è poi spostato lungo il centro fermandosi sotto alla sede della Banca del Piemonte dove alcuni manifestanti hanno acceso fumogeni scuri e imbrattato i muri con le scritte ‘No al 41 bis”.

Gli scontri con la polizia degli anarchici a Torino durante il corteo a sostegno di Alfredo Cospito

Centinaia di persone hanno percorso via Pietro Micca lanciando grossi petardi e bombe carta dietro lo striscione ‘Al fianco di Alfredo, al fianco di chi lotta’ . Lungo il tragitto per Piazza Arbarello sono stati danneggiati veicoli, edifici e negozi, molti chiusi per indicazione delle forze dell’ordine, al grido di “Fuoco alle galere”, “Fuori tutti dal 41 bis” e “Assassini”.

Diverse le vetrine e i vetri delle auto sfondate, distrutti i cartelli stradali e incendiati i cassonetti che capitavano a tiro.

Gli scontri con la polizia

Come riportato da La Stampa, dopo la devastazione in via della Consolata, la polizia ha caricato gli anarchici a Porta Palazzo, prima con l’uso degli idranti per spezzare il corteo in due tronconi, poi con un fitto lancio di lacrimogeni per disperdere i manifestanti.

La guerriglia urbana è continuata tra le auto in transito sotto una pioggia di lacrimogeni e pietre nei pressi della sede del Sermig, il servizio missionario giovani.

Il questo di Torino, Vincenzo Ciarambino ha fatto il punto della situazione alla fine della giornata: “La manifestazione era stata preparata nel pieno rispetto delle garanzie costituzionali, per far fare il corteo agli anarchici in modo meno impattante possibile” ha spiegato.

“Quello di oggi è stato un percorso indotto, l’alternativa era farli transitare nelle aree dove realmente volevano andare, la stazione ferroviaria, corso Vittorio Emanuele II e le aree del centro storico. Se il corteo fosse andato li, lascio immaginare le eventuali conseguenze” ha detto ancora il questore. Già prima della manifestazione la Digos, fermando oltre 30 persone, aveva sequestrato caschi, scudi e materiale esplodente.

Il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, ha commentato così gli scontri provocati oggi dagli anarchici: “Esprimo la più ferma condanna per gli atti di violenza avvenuti a Torino. Agli agenti di Polizia rimasti feriti, ai cittadini e a quanti sono stati danneggiati dalla furia vandalica dei manifestanti le espressioni della mia più sentita solidarietà e vicinanza”.

Fonte foto: ANSA

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