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Cambiamenti climatici, "Siamo vicini al punto di non ritorno". Intervista al colonnello Giuliacci

Mario Giuliacci spiega le cause del surriscaldamento globale e dei cambiamenti climatici. Ecco come cambierà il mondo nei prossimi anni

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato:

Il mese di maggio è stato caratterizzato a livello climatico dall’arrivo dell’anticiclone africano Hannibal, che ha portato in Italia un’ondata di caldo persistente e anomala. Questa ha provocato una serie di effetti negativi, tra i quali la siccità in ampie aree del Paese, e ha colpito quelle zone che dipendono maggiormente da coltivazioni e allevamenti.

Abbiamo intervistato il colonnello Mario Giuliacci per capire quali sono le cause di queste ondate di caldo che potrebbero intensificarsin nei prossimi mesi e quali sono le previsioni e le prospettive. Il metereologo associa questi fenomeni ai cambiamenti climatici, allo scioglimento dei ghiacciai del Circolo Polare Artico e alle energie utilizzate.

Lo scioglimenti dei ghiacci è la causa diretta dell’aumento delle temperature

“Se vogliamo capire il clima di quest’estate, che possiamo dire che è arrivata in anticipo, – spiega il colonnello Giuliacci – dobbiamo capire prima la tendenza del clima negli ultimi 30 anni. Si dice che in questo periodo la temperatura sia aumentata di un grado. È vero, ma questa è la media di tutti i paesi del globo. Si dimentica di dire che in realtà nel Mediterraneo e anche in Italia la temperatura è aumentata di due gradi e in estate anche di tre. Siamo uno degli hot spot climatici del pianeta, una delle aree che hanno subito maggior riscaldamento”.

La causa è quindi la fusione dei ghiacci polari. “Le nostre coste non sono ancora invase in profondità dall’innalzamento dei mari dovuto alla fusione dei ghiacci polari. Nei prossimi 50 anni le nostre coste verranno mangiate di 100 e 200 metri. Quindi, sembra che la fusione di questi ghiacci polari porti ad una conseguenza nel futuro”.

La spiegazione di questi stravolgimenti in realtà è nello squilibrio tra la variazione della temperatura al Polo Nord e all’Equatore. “Mentre nel mondo la temperatura è aumentata di 1 grado e in Italia di 2/3 gradi, al Circolo Polare Artico la temperatura è aumentata di 10 gradi – spiega il metereologo –  Se il Circolo Polare Artico aumenta la sua temperatura di 10 gradi e l’Equatore solo di uno, significa che diminuisce la differenza tra i due. Siccome, la temperatura è legata alla pressione, diminuisce anche la pressione tra Equatore e Polo”.

“Di conseguenza – aggiunge – i venti che viaggiano da Ovest verso Est sono più deboli e quindi tendono ad ondularsi, spingendo l’anticiclone africano fino alla Scandinavia e al Polo. Ma più le alte pressioni sono ondulate in ampiezza, più l’anticiclone tende ad essere stazionario e a durare anche tre settimane o un mese. Quindi ecco i cambiamenti climatici che stiamo vedendo”.

Ondate di caldo in aumento, le previsioni per i prossimi anni

Si tratta di una tendenza che abbiamo visto aggravarsi negli ultimi anni? “Certo – risponde Giuliacci – Negli ultimi 20 anni le ondate di caldo africano in marzo erano arrivate 23 volte nell’ultima decade. Quest’anno ha anticipato nella seconda decade di maggio con un’ondata di caldo notevole. Questa tendenza dell’anticiclone nordafricano ad invadere mezza Europa (soprattutto quella centro-occidentale) sarà via sempre più marcata perché aumentano il consumo di petrolio e la concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera, intensificando la fusione dei ghiacci polari che noi conosciamo“.

Quale scenario si prospetta per il futuro? “Si tratta di un fenomeno esponenziale: si dice che il consumo di petrolio non è lineare e di conseguenza non lo è l’immissione dei gas serra. Per cui nei prossimi 20 anni vedremo l’equivalente dei cambiamenti climatici che abbiamo visto negli ultimi 50 anni. Questo andrà avanti fino al peak oil del consumo di petrolio che è stimato intorno al 2035/2040″.

Gli effetti del caldo sull’uomo

L’organismo umano sarà in grado di sostenere questo cambiamento climatico? “Credo che ci sarà un periodo di adattamento e che soffrirà di più la mia generazione – spiega il colonnello GIuliacci – Gli anziani con più di 60 anni soffriranno maggiormente, soprattutto per il colpo di calore. La generazione successiva meno e la terza generazione forse si adatterà. Probabilmente, anche la tecnica farà sì che ovunque andremo saremo refrigerati”.

Energie pulite e cambiamenti climatici

Parlando di tecnica, si entra però in un circolo vizioso: questi dispositivi vengono alimentati da energia che però creano inquinamento e quindi aumentano il surriscaldamento. “Sì – aggiunge Giuliacci – affermare il contrario sarebbe come dire che il fotovoltaico non inquina. In realtà anche il fotovoltaico inquina per due ragioni. Innanzitutto, perché i pannelli di silicio alla fine del ciclo di vita devono essere buttati, ma sono nocivi per l’ambiente quanto i residui delle centrali nucleari. E sa dove vengono prodotti? In Cina e Taiwan. E la Cina negli ultimi 10 anni ha costruito 89 nuove centrali in carbonio. Per cui diciamo che sono utili per non immettere nell’atmosfera ulteriori particelle inquinanti, ma non esiste nessuna energia completamente pulita“.

Riusciremo mai ad ottenere un’energia davvero pulita? “L’energia del futuro sarà quella nucleare da fusione (da non confondere con quella nucleare da fissione che è pericolosa). Ma potrebbe esserci anche un’altra energia, infinita e democratica perché esiste in tutto il mondo. Sa dove? Nell’acqua, dove esistono due sostanze (deuterio e trizio) che, se fuse, liberano milioni di gradi. Quella sarebbe un’energia disponibile in tutto il mondo e non dovremmo combattere per averla. Ma ancora non siamo riusciti a realizzarla perché non esiste un contenitore in grado di contenerla senza fondersi. In Inghilterra (progetto ITER), tramite campi magnetici, sono riusciti a contenerla per 5 secondi; quando riusciremo a contenerla per un’ora dignificherebbe che sarebbe disponibile per l’umanità”.

La siccità e i suoi effetti su coltivazioni e allevamenti

Il surriscaldamento in atto sta causando anche fenomeni di siccità, con ripercussioni su coltivazioni e allevamenti. In un periodo caratterizzato da una crisi alimentare a causa della guerra, che scenario si sta delineando? “L’anticiclone africano fa parte di quelle fasce di alta pressione che dovrebbero avere il loro raggio di azione nell’area sud-tropicale, tra 20 e 40 gradi di latitudine. In realtà, per colpa della fusione dei ghiacci polari, non solo fa più caldo, ma aumenta la siccità. Quando l’onda diventa così ampia, diventa stazionaria, non si sposta da lì e dura anche un mese. Se c’è alta pressione per lungo tempo, non piove per lungo tempo. È inutile avere un giorno di pioggia, ormai in Italia servirebbero 20 giorni di pioggia continua“.

Siamo molto vicini al punto di non ritorno, come possiamo ridurre gli effetti dei cambiamenti climatici

Prima parlava di un’accelerazione dei cambiamenti climatici. È ancora possibile rallentare questo decorso o addirittura invertire la rotta? “Sarà possibile quando smetteremo di produrre anidride carbonica e di consumare combustibile fossile (petrolio e gas). Molti climatologi dicono che potrebbe esserci una fase di non ritorno: superata una certa temperatura il clima non tornerà più quello di qualche anno fa”.

Il colonnello Giuliacci spiega meglio il concetto di non ritorno. “Immagini una pallina che oscilla su e giù da una vallata. Immaginiamo che di fianco ci sia un’altra vallata: se diamo troppa spinta, la pallina supera la montagna e va nell’altra vallata senza tornare indietro. Allo stesso modo è il clima: ora è stabile, ma potrebbe diventare instabile oltre ad una certa temperatura. Questo è il non ritorno climatico“.

Le decisioni a proposito dell’energia devono quindi arrivare dall’alto per essere davvero efficaci su larga scala. Ma noi, nel nostro piccolo, possiamo fare qualcosa per combattere i cambiamenti climatici? “Ci sono degli accorgimenti che danno il senso di cambiare l’ambiente. Per esempio, lei ha il computer acceso e lo spegne. Rimane comunque il led acceso. È niente, ma moltiplicato per un miliardo di led accesi nel mondo è tanto. Ma non è quello il problema: il singolo può fare ben poco. Sono le decisioni delle amministrazioni locali e soprattutto nazionali che possono fare tanto“.

A questo proposito, sulla carta ci sono delle intenzioni, per esempio con gli accordi di Parigi. Nella pratica, riusciremo a rispettare i limiti indicati? “Il limite da non superare è un grado e mezzo che viene considerato il punto di non ritorno climatico. Riusciremo a rispettarlo? Io credo di no perché siamo in ritardo sull’energia rinnovabile. Fino a qualche anno fa c’era il bonus per chi metteva il fotovoltaico sulla propria villetta e ora hanno tolto pure il bonus. Mi sembra che fino ad adesso sia stato fatto poco o niente. Lei pensi che la Germania produce quattro volte più energia solare di noi. Non è una vergogna che un paese che ha molto meno sole di noi ne produca di più?”

Le previsioni meteo per l’estate 2022

Per concludere, alla luce della spiegazione dei cambiamenti climatici in atto, abbiamo chiesto al colonnello Giuliacci una previsione sul meteo della prossima estate. “Bene che vada, sarà come la scorsa estate – risponde – Mediamente in ogni località dell’Italia, eccetto quelle costiere, i 34° sono stati superati oltre 40 giorni e questo è il punto di ingresso nella soglia di rischio per l’uomo”. Sarà dunque un’altra estate molto calda, il segno tangibile dei cambiamenti climatici in atto già da diversi anni.

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