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Articolo 434 bis del codice penale sui rave, cosa dice e perché sta sollevando polemiche sulle intercettazioni

Il governo ha varato l'articolo 434 bis del codice penale sui rave party. Ma per le opposizioni può essere utilizzato per manifestazioni diverse

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Antonio Cardarelli

GIORNALISTA

Laurea in Scienze della Comunicazione alla Sapienza e master in Giornalismo Digitale alla Pul di Roma, è giornalista professionista dal 2007. Ha lavorato come redattore in diversi quotidiani locali e, successivamente, ha ricoperto lo stesso ruolo per siti di informazione nazionali, per i quali ha anche seguito i canali social.

Dopo i fatti di Modena, il governo Meloni ha varato una nuova norma – articolo 434 bis del codice penale – che introdotto una nuova fattispecie di reato. Presentata come una necessità dal ministro dell’Interno Piantedosi, quasi subito la norma è finita al centro delle polemiche. Secondo i partiti dell’opposizione, infatti, la norma sarebbe estendibile anche ad altre forme di raduno e dunque metterebbe in pericolo la libertà dei cittadini.

Cosa dice l’articolo 434 bis del codice penale

L’articolo 434 bis del codice penale riguarda “l’invasione di terreni o edifici per raduni pericolosi per l’ordine pubblico o l’incolumità pubblica o la salute pubblica”. Con tale definizione si intende “l’invasione arbitraria di terreni o edifici altrui, pubblici o privati, commessa da un numero di persone superiore a 50 allo scopo di organizzare un raduno” potenzialmente pericoloso.

L’articolo in questione prevede una pena da tre a sei anni e multe da mille a diecimila euro per gli organizzatori, mentre per i partecipanti la pena è diminuita.

Articolo 434 bis del codice penale: le critiche del Pd

Il primo a criticare la formulazione dell’articolo 434 bis del codice penale sui rave party è stato l’ex ministro della Giustizia Andrea Orlando, del Partito Democratico.

Secondo Orlano, “oltre a prevedere pene spropositate, potrebbe essere utilizzato anche per altro”. Un dubbio sollevato anche dal segretario del Pd Enrico Letta, secondo il quale la norma mina la libertà dei cittadini e per questo va ritirata.

Non parlando in modo specifico di raduno musicale, secondo il Pd l’articolo 434 bis del codice penale potrebbe essere esteso anche ad altri tipi di raduni e manifestazioni non autorizzate dalla Questura.

Il ministro Piantedosi (primo da sinistra) presenta l’articolo 434 bis del codice penale

Bonelli: “L’articolo 434 bis è una norma liberticida”

Ancora più duro il commento di Angelo Bonelli, portavoce di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra. Secondo Bonelli, infatti, l’articolo 434 bis del codice penale andrà a colpire le manifestazioni di protesta come occupazioni di scuole e università e mobilitazioni per questioni ambientali.

“È una norma liberticida e fascista che addirittura prevede una pena di sei anni con introduzione di misure restrittive che normalmente si applicano ai mafiosi”, ha detto Bonelli.

La posizione del governo sull’articolo 434 bis del codice penale

Di tutt’altro parere, ovviamente, gli esponenti del governo. Il presidente del Consiglio Meloni ha presentato la norma come uno “stop al lassismo” perché “l’Italia non è un Paese dove si può delinquere”.

Matteo Salvini ha immediatamente difeso l’articolo 434 bis del codice penale sui rave. Il ministro Piantedosi ha spiegato la necessità di introdurre un nuovo reato perché “non volevamo che fosse contro il patrimonio, ma contro l’incolumità pubblica” e ha ricordato la necessità di far svolgere manifestazioni e spettacoli in luoghi sicuri.

L’articolo 434 bis del codice penale consente intercettazioni?

L’altra questione sollevata dalle opposizioni sull’articolo 434 bis del codice penale riguarda le intercettazioni. Durante il Consiglio dei ministri la stessa Meloni aveva detto “no” alla possibilità di intercettare telefonicamente i partecipanti ai rave.

Ma come riportato dal Corriere della Sera, il parere dei penalisti è diverso poiché, prevedendo pene superiori ai cinque anni per gli organizzatori, di fatto l’articolo 434 bis del codice penale consente di usare intercettazioni telefoniche.

Fonte foto: ANSA

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