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CRONACA ESTERA

Antonio Tajani spiega le possibili conseguenze tragiche sull'Italia della guerra tra Israele e Iran

Il ministro degli esteri Antonio Tajani fa il punto sulla situazione in Medio Oriente dopo l'attacco dell'Iran a Israele

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Mirko Vitali

GIORNALISTA

Giornalista esperto di politica e attualità, attento anche ai temi economici e alle dinamiche del mondo dello spettacolo. Dopo due lauree umanistiche e il Master in critica giornalistica, lavora e collabora con diverse testate e realtà editoriali nazionali

La situazione in Medio Oriente si fa di ora in ora più complessa, delicata e pericolosa. L’Iran ha sferrato centinaia di droni e missili contro Israele che è riuscito a intercettare e neutralizzare quasi tutte le armi. Le prossime ore saranno cruciali per capire se la guerra si allargherà ulteriormente e drammaticamente oppure si riuscirà ad arginare. A tracciare un quadro di quel che potrebbe succedere è Antonio Tajani, ministro degli Esteri italiano.

Guerra tra Iran e Israele, Tajani: “Nessuno metta in discussione l’esistenza dello Stato ebraico”

Tajani, raggiunto dal Corriere della Sera, ha spiegato in che modo si muoverà l’Italia e cosa c’è da aspettarsi nelle prossime ore. Venerdì pomeriggio ha avuto un appuntamento telefonico con il suo collega iraniano Hossein Amir-Abdollahian.

“È stato un colloquio lungo – ha rivelato il ministro -. Avevamo parlato diverse volte in passato, nel 2022, per la liberazione di Alessia Piperno. Adesso la situazione è enormemente più complicata: le prime notizie che ci arrivano sugli attacchi in corso non ci permettono di valutare appieno cosa accadrà nei prossimi giorni. Una cosa è sicura e lo dico con chiarezza: nessuno potrà mettere in discussione l’esistenza di Israele, il mondo si dovrà impegnare per la sopravvivenza dello Stato ebraico”.

Cittadini festeggiano a Teheran l’attacco sferrato dall’Iran su Israele

Il ministro degli Esteri ha spiegato che aveva chiesto all’omologo israeliano di convincere il suo governo “a moderazione e senso di responsabilità”, ricordando la condanna unanime di tutti i Paesi Ue per l’attacco che l’Iran ha subito al consolato a Damasco. “Questo perché la ritorsione partita ieri notte potrebbe mettere in moto una spirale pericolosissima: le prossime ore saranno cruciali”.

Nonostante il tentativo di tenere a bada l’escalation, l’Iran ha comunque sferrato l’attacco. “Avevo provato – ha aggiunto il leader di Forza Italia – ad assicurare al collega iraniano l’impegno dell’Italia, anche come presidenza G7, per la pace e per evitare un allargamento del conflitto in Medio Oriente. Gli ho ricordato che l’Italia è a favore di un cessate il fuoco a Gaza al fine di permettere l’ingresso di aiuti alla popolazione civile palestinese e la liberazione degli ostaggi israeliani. È un momento decisivo per ritornare a una dinamica di pace nella regione”.

Cosa succederà dopo l’attacco dell’Iran

Ora cosa succederà? Tajani naturalmente auspica che l’Iran si fermi “ma è troppo presto” per dire cosa accadrà, “bisognerà capire per quanto tempo si protrarranno gli attacchi, quali danni provocheranno, quanto saranno stati condotti in profondità e su quali obiettivi. È chiaro che ora le dinamiche della regione subiscono una impennata, una accelerazione che potrebbe essere pericolosissima“.

L’Italia che ruolo giocherà? Tajani ha riferito che come prima saranno mobilitati i Paesi del G7 di cui il nostro Pese ha la presidenza di turno. Quindi ha aggiunto che verrà profuso un’azione politica “che deve viaggiare in parallelo con la valutazione della intensità dell’azione militare iraniana e dei danni prodotti. Il primo obiettivo è gettare acqua sul fuoco”.

“Il pensiero – ha proseguito – va in primo luogo alla Striscia di Gaza ma anche al Libano dove abbiamo 1.100 militari, al confine fra Israele e aree in cui è presente Hezbollah: agiamo in ogni modo per la loro sicurezza e dall’Iran abbiamo ricevuto garanzie che non ci saranno ripercussioni. Non vogliamo una spirale che la politica potrebbe non riuscire più a controllare”.

Allargamento del confitto, le conseguenze per l’Italia

Il ministro ha quindi ricordato le conseguenze che un allargamento del conflitto potrebbe avere sull’Italia, ricordando che il nostro Paese “è al centro del Mediterraneo: una nuova crisi rappresenterebbe una tragedia che non voglio nemmeno immaginare”.

“Già adesso la regione del Mar Rosso è in crisi: può sembrarci un’area molto lontana, ma dal Canale di Suez passa gran parte del nostro export. Il governo è comunque pronto a gestire qualsiasi tipo di scenario”, ha concluso Tajani.

Fonte foto: ANSA

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