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Ucciso a colpi di pistola a Milano in via Varsavia, morto ragazzo 18enne: dormiva nel furgone, killer in fuga

Omicidio in via Varsavia a Milano: un ragazzo slavo di 18 anni è morto, aggredito a colpi di pistola mentre dormiva nel furgone: illesa la compagna

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Gabriele Silvestri

GIORNALISTA

Giornalista pubblicista, esperto di media, scrive di cronaca, politica e attualità. Laureato in comunicazione alla Sapienza, si è affermato come autore e conduttore di TG e programmi giornalistici. Collabora con diverse redazioni online, emittenti televisive e radiofoniche.

Omicidio nella notte in via Varsavia, a Milano, dove un ragazzo di 18 anni è morto in seguito a un agguato a colpi di pistola mentre si trovava in un furgone. La polizia indaga su quanto è accaduto venerdì 26 aprile, intorno alle 3: secondo una prima ricostruzione, e per ragioni ancora da accertare, il giovane di origini slave, sarebbe stato avvicinato da uomini armati mentre dormiva nel veicolo insieme alla moglie, rimasta illesa. Dopo essere stato soccorso dai sanitari del 118 e trasportato al Policlinico, il 18enne è morto in ospedale per le gravi ferite subite.

Omicidio a Milano: ragazzo ucciso a colpi di pistola in via Varsavia

Freddato a colpi d’arma da fuoco nel cuore della notte, mentre dormiva in un furgone nella periferia di Milano, nella zona dell’ortomercato.

La vittima dell’omicidio si chiamava Jhonny Sulejmanovic, classe 2005, avrebbe compiuto 19 anni il prossimo 20 luglio. Intorno alle 3 è stato raggiunto da tre colpi di pistola al torace, esplosi da qualcuno che ha raggiunto il veicolo nel quale stava dormendo, in compagnia della moglie.


L’omicidio è avvenuto in via Varsavia a Milano, nella zona dell’Ortomercato

In base alla ricostruzione, uno o più ignoti si sarebbero avvicinati al furgone per poi infrangere i vetri, e accertarsi di chi ci fosse all’interno dell’abitacolo. Poi il grilletto è stato premuto per 3 volte contro Sulejmanovic, ferendolo in modo mortale.

I soccorsi al ragazzo nel furgone: morto a 18 anni

Il giovane è stato soccorso dai sanitari del 118, ma le gravi ferite riportate al torace non gli hanno lasciato scampo. Jhonny Sulejmanovic è morto all’ospedale Policlinico.

La donna che dormiva con lui nel furgone, la moglie, è rimasta incolume in seguito all’agguato, ma comprensibilmente scossa per avervi assistito: è stata dunque portata a sua volta in ospedale, in stato di choc.

Le indagini sono in corso e sono affidate agli agenti della Polizia di Stato, che cercheranno elementi utili a ricostruire la dinamica dell’omicidio e il possibile movente, per mettersi quindi sulle tracce dell’assassino.

La testimonianza dei fratelli: picchiato da 5-6 uomini, poi gli spari

Secondo quanto riferito da LaPresse, il 18enne sarebbe stato picchiato fuori dal furgone prima di essere ucciso. La testimonianza della sorella, che aveva parcheggiato il camper dietro a quello del fratello:

Ho visto tutto, lo hanno picchiato, poi sono venuti sotto le finestre. È arrivata una macchina con 5-6 persone, avevano dei coltelli lunghi e delle pistole, ho visto mio fratello che moriva. Una persona dei palazzi ha chiamato la polizia e sono scappati. Ho visto tutto, mio fratello era per terra, lo picchiavano in 5-6 persone, con delle maschere, a volto coperto. Lui era nel furgone con sua moglie che dormiva”.

Stessa versione di quella del fratello, secondo il quale il gruppo sarebbe stato composto da bosniaci:

Conoscevano la macchina. Gli hanno detto ‘andiamo a bere in un bar’, la moglie ha detto di no. Sono arrivato a piedi dal semaforo, ho visto che lo picchiavano, non sapevo che avevano una pistola. Gli ho dato dell’acqua e mi ha detto ‘ti voglio bene'”.

Le piste della faida o della vendetta

Secondo una prima ricostruzione fornita da LaPresse, Sulejmanovic sarebbe stato ucciso per una possibile faida o per una vendetta.

Sembra che la vittima non avesse precedenti.

La zona dell’ortomercato e la denuncia di Rocca

L’area in cui è avvenuto l’omicidio, quella dell’Ortomercato, è nota per essere un luogo in cui trovano rifugio persone senza fissa dimora e nomadi con roulotte o furgoni. A sollevare la questione della sicurezza è stato il consigliere comunale in quota Fratelli d’Italia, Francesco Rocca, che ha parlato di quello odierno come “il più grave episodio di illegalità e degrado” nell’area.

“Sono anni che i residenti esasperati segnalano le problematiche. Oltre al cimitero di auto bruciate e rubate in via Bonfadini, all’entrata del campo nomadi di origine abruzzese e a fianco del mercato ortofrutticolo, in via Varsavia è presente da tempo un camping per carovane rom di origine balcanica” ha sottolineato il consigliere.

“Non solo, tutte le domeniche, da oltre 10 anni, il parco Alessandrini e i marciapiedi di via Monte Cimone e piazzale Cuoco sono occupati abusivamente da venditori di merce rubata” ha chiarito Rocca, che poi ha descritto l’area di Bonfadini-Varsavia-Cuoco come un “triangolo del degrado” e di una “pentola a pressione” la cui esplosione è avvenuta questa notte.

“Succederà qualcosa? Ci auguriamo che le Istituzioni cittadine, a partire dall’Amministrazione comunale, ascoltino le grida dei residenti e abbiano una maggiore attenzione per questa zona, abbandonata da molto tempo”, ha concluso Rocca.

È l’ennesimo grave delitto in tempi recenti in Lombardia: soltanto pochi giorni fa, nel Lecchese, l’ex assessore comunale Pierluigi Beghetto è stato accoltellato a morte in strada.

Fonte foto: ANSA
18enne ucciso a Milano a colpi di pistola, aggressione mentre dormiva in furgone: le immagini dopo l'omicidio

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