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Meloni dice che l'Italia è prima per morti Covid, gli esperti la smentiscono: i dati e la reale situazione

Il governo Meloni va dicendo che l'Italia è il primo Paese per morti Covid, ma i dati dicono altro

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Mirko Vitali

GIORNALISTA

Giornalista esperto di politica e attualità, attento anche ai temi economici e alle dinamiche del mondo dello spettacolo. Dopo due lauree umanistiche e il Master in critica giornalistica, lavora e collabora con diverse testate e realtà editoriali nazionali

Giorgia Meloni e quelle prese di posizione del suo governo sui decessi relativi al Covid che lasciano più di una perplessità. Motivo? Dati alla mano, come sottolineato da diversi esperti, non è vero che L’Italia è il Paese che ha avuto più morti legati al coronavirus come invece va dicendo parte del nuovo esecutivo guidato dalla leader di Fratelli d’Italia.

Ricciardi: “Non è affatto vero quel che dice il governo”

In effetti, i numeri raccolti dagli istituti internazionali sulla pandemia e i decessi che questa ha provocato nei vari Stati non avallano l’affermazione che l’Italia sia stato il Paese con il maggior numero di vittime in rapporto agli abitanti.

“Non è affatto vero quel che dice il governo”, ha dichiarato Walter Ricciardi, igienista della Cattolica e già consulente del ministero della Salute targato Roberto Speranza.

“I dati rivelano che nel 2020, anno nel quale siamo stati investiti per primi dalla pandemia, siamo stati quinti al mondo per numero di decessi ogni 100 mila abitanti, dietro a Paesi come Perù e Belgio”, ha aggiunto Ricciardi.

Se invece si guarda il 2021 “siamo al 53° posto”, ha sottolineato sempre l’igienista. “E questo è successo anche se la popolazione italiana è più anziana al mondo, e quindi più fragile ed esposta a un virus di questo tipo”.

“Un impatto importante per ridurre la mortalità lo ha avuto di certo la vaccinazione — ha rimarcato l’epidemiologo dell’Università di Milano Carlo La Vecchia — L’adesione degli italiani è stata subito altissima, siamo stati tra i più coperti, con Spagna e Portogallo”.

I numeri menzionati da Ricciardi sono quelli di una pubblicazione della Cattolica, a firma di Michela Garlaschi. La ricerca ha preso in esame più fonti.

“I primi dieci posti nella classifica internazionale dei Paesi per numero di decessi da Covid ogni 100 mila abitanti, nel 2021 sono occupati da quelli dell’Europa orientale, a esclusione di Perù e Gibilterra — si legge nel testo della pubblicazione —. La Bulgaria è al primo posto con 337 decessi (nel 2020 era occupato dal Perù, ora secondo). L’Italia nel 2021 è alla cinquantatreesima posizione con 107 decessi, appena dopo il Regno Unito con 111 decessi. Nel 2020 era quinta con 123”.

I dati che sconfessano ciò che sostiene il governo Meloni sul Covid

Per quel che riguarda l’anno in corso, la mortalità ha rallentato un po’ dappertutto nel mondo. Lo studio della Cattolica non ha guardato il totale dei morti per 100 mila abitanti dall’inizio della pandemia ad oggi, ma, prendendo per buoni i numeri diffusi da “Our world in data” dell’Università di Oxford, si comprende rapidamente che l’Italia non è il Paese più flagellato dal Covid.

In particolare, “Our World in data” ha passato in rassegna tutti i Paesi, l’Italia è venticinquesima. Ha una mortalità più bassa, tra gli altri, a Perù, Bulgaria, Ungheria, Georgia, Croazia, Romania, Lituania, Slovenia, Grecia, Brasile, Stati Uniti, Cile e Regno Unito.

Ricciardi ha inoltre detto che “avremmo potuto certamente fare meglio, ma con misure ancora più dure, non più morbide. Ad esempio quelle che hanno adottato Germania e Francia, che hanno fatto lockdown nazionali molto più tempestivi e prolungati di noi: è anche falso, quindi, che noi abbiamo adottato misure più dure degli altri”.

Ricciardi contro la scelta di riammettere in corsia il personale no vax

L’ex consulente dell’ex ministro Speranza ha anche dichiarato che “sia il governo Conte che il governo Draghi hanno sempre posto l’evidenza scientifica alla base delle decisioni, facendosi supportare da Istituto superiore di sanità, Consiglio superiore di sanità e due Cts, dove c’erano scienziati e medici tra i più rilevanti e qualificati del Paese”.

“Nel primo c’erano clinici di alto livello nel campo della pediatria, della geriatria, dell’anestesia, della pneumologia, dell’infettivologia. Non mi pare altrettanto basata sull’evidenza scientifica la decisione di riammettere il personale sanitario No Vax in grado di trasmettere l’infezione alle persone più fragili, in ambienti in cui il rischio dovrebbe essere minimizzato e non amplificato”, ha concluso Ricciardi.

Fonte foto: ANSA

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