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CRONACA ESTERA

Maratona in Cina con 21 morti per gelo e maltempo, arriva la condanna per gli organizzatori

Condannati a pene tra i 3 e i 5 anni di carcere gli organizzatori dell’ultramaratona costata la vita a 21 persone nel maggio del 2021 in Cina

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Antonio Cardarelli

GIORNALISTA

Laurea in Scienze della Comunicazione alla Sapienza e master in Giornalismo Digitale alla Pul di Roma, è giornalista professionista dal 2007. Ha lavorato come redattore in diversi quotidiani locali e, successivamente, ha ricoperto lo stesso ruolo per siti di informazione nazionali, per i quali ha anche seguito i canali social.

Sono stati condannati gli organizzatori di una ultramaratona che, nel maggio del 2021, costò la vita a 21 persone. Tutti gli organizzatori sono stati condannati dal tribunale di Baiyin, nella provincia del Gansu, con pene comprese tra i 3 e i 5 anni di carcere. La maratona era stata organizzata in montagna su un percorso di 100 chilometri, ma nessuno degli iscritti arrivò mai al traguardo.

Ventuno morti tra i 172 partecipanti

Oltre due anni fa la colpa della tragedia venne data al maltempo improvviso, ma ora il tribunale ha messo nero su bianco anche le responsabilità degli organizzatori.

Ventuno partecipanti morirono per ipotermia e altri otto finirono in ospedale in gravi condizioni. Nessuno dei 172 partecipanti alla gara, prevista su un percorso in alta quota e per una lunghezza di cento chilometri, concluse la corsa.

Improvvisa ondata di maltempo durante la gara

Di fatto l’ultramaratona si trasformò in una vera e propria tragedia, oltre che in un disastro a livello mediatico. Nel giorno della gara, poco dopo la partenza, una violenta ondata di maltempo fece precipitare le temperature fino a sei gradi sotto lo zero, con pioggia e grandine.

La gara, nonostante le pessime previsioni meteo, non venne annullata e le conseguenze furono tragiche. Tra le vittime di quel giorno ci fu anche Liang Jin, campione molto noto nel mondo delle ultramaratone. Inoltre, perse la vita anche il campione cinese paralimpico Huang Guanjun.

Le immagini degli atleti che tentavano di ripararsi dal freddo e dalle intemperie fecero il giro del mondo. A salvarsi, di fatto, furono gli atleti che decisero di tornare indietro a causa delle condizioni impossibili.

Il racconto di uno dei partecipanti

La gara era stata organizzata il 22 maggio 2021 nella Foresta di Pietra del Fiume Giallo, nei pressi della città di Baiyin.

Nel tratto della gara che toccava le quote più alte, un’ondata improvvisa di maltempo aveva causato il crollo delle temperature con pioggia gelata e grandine, oltre a venti forti.

“Tutto il mio corpo era inzuppato, comprese le scarpe e i calzini. Non riuscivo a stare in piedi a causa del vento, avevo molta paura di essere spazzato via. Il freddo è diventato sempre più insopportabile”, aveva raccontato ai media uno dei partecipanti.

Fonte foto: IPA

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