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CRONACA NERA

Latitante camorrista ricoverato in ospedale sotto falso nome: arrestato dopo un intervento al cuore

Una volta entrati in ospedale al termine dell'operazione, i carabinieri hanno trovato il latitante, che si era fatto ricoverare sotto falso nome

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Giulia D'Aleo

GIORNALISTA

Scrive su importanti quotidiani nazionali, si occupa di attualità con una particolare attenzione rivolta a temi sociali, diritti, marginalità.

Un latitante camorrista è stato arrestato in Campania sabato 26 agosto, a meno di 24 ore dal precedente.Un esponente del clan Orlando-Polverino-Nuvoletta, Luigi Carandente Tartaglia di 47 anni, è stato rintracciato mentre si sottoponeva a un intervento al cuore in un ospedale di Castelvolturno e fermato subito dopo l’operazione.

L’arresto del latitante

Da tempo le forze dell’ordine erano sulle tracce di Luigi Carandente Tartaglia, esponente di spicco del clan Orlando-Polverino-Nuvoletta e referente della cosca a Quarto, nel Napoletano.

Era noto che il 47enne soffrisse di problemi cardiaci, così che i militari hanno sempre monitorato gli archivi informatici del sistema sanitario nazionale. 

Uno dei passaggi segreti nella villa del latitante

Qualche giorno prima dell’arresto, i registri segnalavano in lista un intervento al cuore previsto nell’ospedale Pineta Grande di Castelvolturno.

Al termine dell’operazione, i carabinieri hanno trovato il latitante, ricoverato sotto falso nome dopo aver fornito un documento falsificato.

Adesso la situazione sanitaria dell’uomo continua a essere monitorata, ma il 47enne è piantonato in ospedale dalle forze dell’ordine.

Le indagini

Le indagini per scovare il latitante erano iniziate a marzo del 2022, nel giorno in cui veniva emesso il mandato di cattura nei confronti di Caradente Tartaglia.

L’uomo deve scontare una condanna complessiva di 14 anni e 3 mesi per associazione a delinquere di stampo mafioso.

Inizialmente le ricerche avevano portato alla scoperta della villa del 47enne in una zona collinare tra Marano e Quarto. L’abitazione, isolata e immersa nel verde, era stata realizzata con diversi passaggi nascosti che facilitavano la fuga.

L’ultimo tentativo di catturarlo risale al 5 agosto, quando un equipaggio dei carabinieri aveva tentato di fermarlo a bordo di uno scooter. L’uomo aveva speronato il mezzo ed era poi fuggito facendo perdere le sue tracce.

Altro arresto in Campania

Appena un giorno prima, il 25 agosto, un altro latitante era stato scovato e arrestato a Giugliano dopo anni di latitanza.

Le forze dell’ordine, che si trovavano sulle sue tracce da mesi, sapevano anche che l’uomo incontrasse abitualmente una donna, accompagnata da un piccolo barboncino bianco.

È stato proprio il cane a incastrare il boss già condannato a 15 anni di reclusione per associazione mafiosa.

Fonte foto: ANSA

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