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POLITICA ESTERA

La decisione del gabinetto di guerra di Israele: risponderà all'Iran, sale la tensione in Medio Oriente

Il gabinetto di guerra di Israele, presieduto dal premier Benjamin Netanyahu, ha deciso di rispondere all'attacco condotto dall'Iran: cosa succede

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Roberto Vivaldelli

GIORNALISTA

Giornalista professionista esperto di relazioni internazionali e geopolitica, scrive anche di attualità, cultura ed economia. Collaboratore di diverse testate nazionali, ha scritto due libri e curato la pubblicazione in italiano di un saggio del politologo statunitense John J. Mearhseimer.

Il gabinetto di guerra di Israele, convocato dal primo ministro Benjamin Netanyahu, ha deciso di rispondere all’attacco subito dall’Iran, ma senza specificare quando e dove avverrà la rappresaglia.

La decisione di Israele: risponderà all’Iran

L’Iran aveva promesso una risposta “decisa” al raid israeliano che ha ucciso sette membri del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, tra cui due generali, a Damasco il 1° aprile.

Nella notte tra sabato 13 e domenica 14 aprile, la rappresaglia è arrivata e l’Iran ha lanciato il suo attacco contro Israele con decine di droni e missili. Ora, in questa spirale di violenza in cui è precipitato il Medio Oriente, Tel Aviv ha annunciato che risponderà all’attacco subito, secondo quanto riportato dall’emittente televisiva Kan.

Il confronto fra Israele e Iran “non è ancora finito”, ha avvertito Yoav Gallant, ministro della Difesa dello Stato ebraico, che ha poi invitato i partner a “stabilire un’alleanza strategica” contro la “grave minaccia che proviene dall’Iran”.

Benny Gantz, membro del gabinetto di guerra, ha avvertito che Israele esigerà da Teheran “un prezzo nel modo e nel momento che ci conviene” ma ha anche esortato a non dimenticare gli obiettivi della guerra contro Hamas.

La replica dell’Iran

Il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amir-Abdollahian ha dichiarato che gli attacchi di rappresaglia della Repubblica islamica sui “territori occupati da Israele” sono stati “limitati” e che nell’operazione non sono stati presi di mira siti non militari.

Benny Gantz, membro del gabinetto di guerra israeliano

In un post sul suo account X, Amir-Abdollahian ha affermato che l’Iran “favorisce la pace regionale e internazionale”, ma non “esiterà a salvaguardare i suoi legittimi interessi contro qualsiasi atto di aggressione”.

“L’esercizio del diritto di difesa legittima dimostra l’approccio responsabile dell’Iran alla pace e alla sicurezza regionale e internazionale”, ha scritto in un tweet in lingua persiana.

“A questo punto, la Repubblica Islamica dell’Iran non ha intenzione di continuare le operazioni difensive, ma se necessario, non esiterà a proteggere i suoi legittimi interessi contro qualsiasi nuova aggressione”.

La Germania condanna l’Iran

Il ministro degli Esteri tedesco Annalena Baerbock ha sottolineato la fragile situazione della sicurezza in Medio Oriente dopo l’attacco dell’Iran a Israele.

“Il regime iraniano ha portato l’intero Medio Oriente sull’orlo dell’abisso”, ha detto Baerbock in una nota.

Il ministro degli Esteri ha affermato che Teheran avrebbe “gettato un’intera regione nel caos” se non fosse stato per “le efficaci difese aeree e i partner forti” di Israele.

Anche il primo ministro polacco Donald Tusk ha valutato le conseguenze più ampie sulla sicurezza, affermando che, sebbene la situazione “non rappresenti una minaccia diretta per la Polonia al momento”, è chiaro che l’intero “mondo è sull’orlo del baratro”.

Fonte foto: ANSA

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