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CRONACA NERA

Il fratello di Liliana Resinovich contro Sebastiano Visintin: "Non si è uccisa, ha raccontato solo bugie"

Il fratello di Liliana Resinovich si scaglia contro il marito Sergio Visintin e lo invita a dire la verità: "Dovrebbe essere inquisito per falso"

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Luca Mastinu

GIORNALISTA

Giornalista pubblicista, scrive di cronaca nera e attualità. Muove i primi passi nel fact checking per poi appassionarsi al mondo dell'informazione. Collabora con altre testate e siti web, esperto di musica.

Sebastiano Visintin li chiama “la banda degli onesti”, i famigliari di Liliana Resinovich che chiedono la verità da quando la loro congiunta è stata rinvenuta cadavere il 5 gennaio 2022. Per questo il fratello Sergio Resinovich afferma a gran voce di essere “orgoglioso di essere onesto” e invita il marito di “Lilly” a dire la verità.

Liliana Resinovich, parla il fratello

Lo fa, Sergio, attraverso le telecamere di ‘Pomeriggio Cinque’. Secondo il fratello della 63enne morta a Trieste Sebastiano Visintin dovrebbe essere “inquisito per falsa testimonianza” in quanto avrebbe dichiarato il falso anche agli inquirenti. “Ho letto tutti gli atti con le sue dichiarazioni, ha detto solo che bugie“, tuona Sergio. Ma su cosa?

In primo luogo si parla della fede nuziale di cui Liliana era sprovvista al momento del ritrovamento. Su questo – sottolinea la conduttrice Federica Panicucci – Visintin avrebbe dato spiegazioni discordanti durante un intervento a ‘Quarto Grado’.

Le versioni di Sebastiano Visintin sulla fede nuziale

In un’occasione Visintin ha parlato di “dimenticanza” escludendo che fosse un “segnale di qualcosa” ma in un’altra circostanza, ripreso da una telecamera nascosta, ha detto che l’anello sarebbe stato preso proprio dal fratello.

Ancora, in un terzo intervento di fronte alle telecamere ha parlato di una “scatoletta” dentro la quale gli inquirenti avrebbero trovato la fede nuziale di Liliana Resinovich. In quarta battuta, Sebastiano Visintin ha riferito che l’anello sarebbe stato trovato all’interno di un cassetto insieme alla catenina della madre.

Sergio Resinovich si difende: “Non ho preso niente”

Con l’attenzione ritornata in studio, Sergio Resinovich respinge le insinuazioni di Sebastiano Visintin: “Io non ho preso niente”, e specifica la sorella non si separava mai dalla fede nuziale.

In più, il fratello di Lilly specifica che nel momento di organizzare il funerale della sorella i famigliari erano stati convocati da Visintin con l’invito a portare via qualche ricordo della defunta.

“Io portai via una scatoletta dove c’era della bigiotteria, ma tra gli oggetti la fede non c’era“. Forse è vero che era stata trovata dalla polizia?

“Ho letto gli atti, in nessun passaggio si legge che l’abbiano trovata i poliziotti”, sostiene Sergio Resinovich.

La denuncia in ritardo

Come è noto, Liliana Resinovich uscì di casa la mattina del 21 dicembre 2022 e non vi fece ritorno. Il marito Sebastiano presentò la denuncia per scomparsa la sera alle 22:30, un “ritardo” sul quale spesso i giornalisti si sono soffermati.

Su questo aspetto Visintin si è sempre difeso sostenendo che il suo rapporto con Liliana era elastico: “Non avevamo orari per questo o per quello”, per questo motivo si sarebbe presentato alle autorità a notte fonda.

C’è da dire, però, che in quel 21 dicembre non mancarono le stranezze: la donna era uscita di casa spontaneamente ma senza portare con sé il telefono, e Visintin si decise a denunciarne la scomparsa una volta sollecitato dai vicini.

Fonte foto: Mediaset / ANSA

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