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Giorgia Meloni risponde sulle concessioni balneari dopo la lettera della Commissione europea: gli scenari

Il governo Meloni invia la risposta all'Ue per le concessioni balneari, ma la mappatura delle coste non convince. L'Italia è a rischio multa

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Giorgia Bonamoneta

GIORNALISTA

Giornalista pubblicista, si concentra sulla politica e la geopolitica, scrive anche di economia e ambiente. Laureata in Editoria e Scrittura presso La Sapienza di Roma, ha iniziato a scrivere per una testata impegnata sui diritti civili, prima di lavorare in diverse testate di attualità.

Il governo di Giorgia Meloni ha fatto giungere la lettera di risposta alla Commissione europea in merito alle concessioni balneari. Lo scorso ottobre una lettera, firmata dal commissario per il mercato interno Ue, era arrivata in Italia per annunciare la procedura di infrazione per la mancata applicazione della direttiva Bolkestein. Con l’inizio del 2024 la risposta è stata inviata, nella speranza di scongiurare una multa.

La lettera di Bruxelles

La direttiva Bolkestein, richiesta per l’ennesima volta da bruxelles all’Italia, prevede la messa a gara delle spiagge. La gestione, dice l’Europa, dovrebbe avvenire tramite gare d’appalto pubbliche. Una buona parte del governo è però contro e tutela i proprietari delle attività balneari.

La lettera giunta in Italia lo scorso autunno segnala diversi problemi (non solo concessioni balneari ma anche assegno unico), tra cui la “soluzione” proposta dal governo attraverso la mappatura delle spiagge e gli spazi nuovi da concedere.

 La mappatura delle coste proposta dal governo Meloni non è piaciuta. Gli scenari per le concessioni balneari diventano sempre meno

La risposta di Giorgia Meloni

La risposta del governo Meloni non è stata resa nota. Ci si può immaginare, considerando la vicinanza del centrodestra con le istante dei balneari, una difesa della mappatura proposta.

La Commissione  europea invece ha fatto sapere che un “parere motivato non pregiudica la prosecuzione del dialogo con le autorità italiane per trovare rapidamente una soluzione”. Soprattutto alla luce delle scadenze delle stesse concessioni, annunciate prorogate fino al 31 dicembre 2024, ma in realtà scadute lo scorso dicembre 2023.

Gli scenari possibili per le concessioni balneari

Nel governo si potrebbe aprire una crisi, da una parte Matteo Salvini che rappresenta la volontà dei proprietari balneari (come lo stesso Flavio Briatore, che paga poco e nulla per le sue attività milionarie) e dall’altra parte Raffaele Fitto, che invece sembra più incline all’attuazione della Bolkestein.

Gli scenari sono pochi e non buoni. Infatti se la risposta di Giorgia Meloni non dovesse bastare, la Commissione potrebbe deferire l’Italia alla Corte di giustizia dell’Ue, chiedendo il pagamento di una multa di oltre 1 miliardo di euro. In alternativa la Commissione potrebbe accettare la mappatura, ma a discapito dell’opinione di associazioni ambientaliste e la stessa Commissione, che aveva già fatto notare come la mappatura tenesse in considerazione anche tratti di costa non accessibile (porti commerciali, aree industriali, parchi nazionali) che non sono e non saranno mai soggette a concessioni balneari.

Fonte foto: ANSA

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