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CRONACA NERA

Genitori no vax di Milano negano il tampone al figlio in fin di vita: indagati per tentato omicidio

La Procura ha deciso di indagare per tentato omicidio due genitori no vax che hanno negato al figlio in fin di vita un tampone per il Covid-19

Pubblicato:

Cristiano Bolla

GIORNALISTA

Giornalista pubblicista esperto di cinema, televisione, nuovi media e spettacolo, scrive anche di cronaca e attualità. Laureato in Scienze e Tecnologie delle Arti e dello Spettacolo con Master in Drammaturgia e Sceneggiatura, ha lavorato per diverse produzioni prima di muovere i primi passi nelle redazioni di testate giornalistiche di Torino e Milano. Attualmente collabora anche con importanti riviste di settore.

Una corsa contro il tempo per salvare un bambino di 4 anni colpito da un tumore fulminante ha spinto la Procura di Milano ad indagare per tentato omicidio i genitori, no vax che avrebbero negato un tampone al bambino, necessario per poterlo trasportare in un altro ospedale.

La scoperta del tumore fulminante del bambino

La vicenda riportata dal Corriere nella Sera sarebbe avvenuta nella giornata di ieri, venerdì 26 maggio 2023, in un ospedale di Milano – il cui nome non è stato reso noto per evitare problemi in corsia e la possibile identificazione del minore coinvolto.

Una coppia di genitori si è presentata al nosocomio perché il figlio stava male. Dopo la visita, una diagnosi terribile: il bimbo è stato colpito da un tumore fulminante, una forma tremendamente aggressiva.

Un tampone per verificare la positività al Covid-19

È in fin di vita e per tentare di salvarlo bisogna iniziare immediatamente una terapia, somministrata però in un altro ospedale fuori Milano. Tutto quello che serve fare è un tampone anti-Covid richiesto dalla struttura, ma incredibilmente i genitori no vax si oppongono.

I genitori negano il tampone anti-Covid al figlio

Le misure di contenimento per il Covid-19 non sono più così stringenti, ma in questo secondo ospedale ci sono molti giovani pazienti con difese immunitarie compromesse, per questo il nosocomio richiede a tutti i nuovi accessi un tampone di sicurezza.

Nel caso di Milano riportato dalla testata, però, le cose si sono complicate dopo che la coppia ha negato il permesso a effettuare il tampone sul figlio di 4 anni in fin di vita. Il motivo non è chiaro, dal momento che non si tratta di un vaccino ma solo di un test nasofaringeo.

I medici a questo punto hanno alzato le mani e si sono rivolti subito al pm della Procura di Milano per poter capire come sbloccare la situazione. L’inquirente avrebbe potuto rimandare tutto al Tribunale dei Minori, ma il pericolo di morte imminente per il giovanissimo ha spinto per una strada diversa.

La coppia adesso è indagata per tentato omicidio

La Procura, si apprende, ha deciso di aprire un fascicolo di indagine a carico dei genitori no vax che conterrebbe un decreto di prelievo coattivo, per forzare la mano sul caso e consentire ai medici di effettuare il tampone e poi trasferire il bambino.

Per il pm Nicola Rossato non c’erano i tempi minimi per far intervenire il Tribunale, neppure per attivare gli articoli della legge del 2017 in materia di “disposizioni anticipate di trattamento”. Invece, è ricorso all’articolo 359-bis di procedura penale.

Tale norma, stabilisce che il procuratorie con decreto motivato possa ordinare l’esecuzione del prelievo coattivo di campione biologico su persone viventi, “nei casi di urgenza quando vi è fondato motivo di ritenere che dal ritardo possa derivare grave o irreparabile pregiudizio alle indagini“.

Aprire un indagine sui genitori per tentato omicidio, quindi, si è reso necessario per poter sfruttare questo articolo e cercare così di salvare la vita al bambino, finito in un intricato iter burocratico. Il giovanissimo è stato poi trasferito nel secondo ospedale, viene riferito.

Fonte foto: iStock

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