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Zona gialla, 3 regioni superano la soglia limite di occupazione degli ospedali: quali sono

I numeri di Agenas sull'occupazione delle terapie intensive a livello nazionale e territorio per territorio: preoccupano Umbria e Lazio

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato:

Aumentano i contagi in Italia e ritornano, dopo due mesi, le prime zone gialle: è il caso del Friuli Venezia Giulia, che, a partire da lunedì 29 novembre 2021, osserverà alcune restrizioni che nelle altre regioni (quella ancora colorate di bianco) non sussistono.

La situazione però è in continua evoluzione. Aumenta infatti il tasso di occupazione dei reparti ospedalieri da parte dei pazienti Covid. Si tratta di uno degli indicatori che determinano l’ingresso della regione in una zona di rischio superiore, quindi assolutamente significativo e da tenere sotto controllo.

Dal monitoraggio di Agenza, si viene a sapere che sono 3 le regioni che hanno scavalcato la soglia di allerta di occupazione dei reparti ospedalieri.  Di quali territori si tratta?

Qual è il livello di occupazione dei reparti ospedalieri da parte dei pazienti Covid, a livello nazionale

Il dato arriva da Agenas, ovvero l’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, che svolge una funzione di supporto tecnico e operativo alle politiche di governo dei servizi sanitari di Stato e Regioni.

Grazie alla rilevazione dell’agenzia, si evince che la percentuale di posti occupati nei reparti ospedalieri da parte di pazienti Covid è in Italia del 9%. In 7 regioni si è verificato un aumento del tasso di occupazione degli ospedali, mentre cono 3 le regioni in cui tale aumento preoccupa maggiormente, in quanto superiore alla soglia limite del 15%.

Quali sono le regioni a rischio zona gialla per il superamento della soglia limite di occupazione ospedali

Oltre il 15% ci sono Friuli Venezia Giulia, attualmente unica regione italiana in zona gialla. In Friuli il tasso di occupazione degli ospedali è del 22%, ben oltre il 15, quindi. Entrambi al 18% ci sono Valle d’Aosta e Provincia Autonoma di Bolzano. Segue la Campania, che con il 9% si allinea al livello generale nazionale, mentre Abruzzo, Provincia Autonoma di Trento e Veneto seguono tutti all’8%.

Un altro dato significativo è quello delle terapie intensive, che salgono nella Provincia Autonoma di Trento (8%) , in Sardegna e Molise (entrambe le regioni sono al 7%), in Umbria (11%) e nel Lazio (10%).

Il monitoraggio di Agenas è stato eseguito sui dati di ieri 28 novembre, che sono stati confrontati con i numeri del giorno precedente. Si tratta di dati che suggeriscono di procedere rapidamente con la somministrazione del cosiddetto “booster”: ecco tutto quello che c’è da sapere sulla terza dose.

Fonte foto: ANSA
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