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TERREMOTI E VULCANI

Terremoto a Langhirano vicino Parma con scossa di magnitudo 3.1: continua lo sciame sismico in Emilia-Romagna

Persiste lo sciame sismico sull’Appenino, altra forte scossa di terremoto registrata a Langhirano in provincia di Parma: magnitudo 3.5

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Simone Vazzana

GIORNALISTA

Giornalista professionista, è caporedattore di Virgilio Notizie. Ha lavorato per importanti testate e tv nazionali. Scrive di attualità, soprattutto di Politica, Esteri, Economia e Cronaca. Si occupa anche di data journalism e fact-checking.

Scossa di terremoto con epicentro a Langhirano, in provincia di Parma. Il sisma, di magnitudo 3.1, è stato registrato dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) poco dopo le ore 3 del mattino di mercoledì 21 febbraio. Nella stessa giornata si sono verificate altre scosse in poche ore, sempre in Emilia-Romagna, dove continua lo sciame sismico iniziato diversi giorni fa.

Scossa di terremoto a Langhirano

La scossa di terremoto di magnitudo 3.1 è stata registrata dall’Ingv alle ore 3:19 con epicentro a Langhirano, in provincia di Parma.

Il sisma è avvenuto a 21 chilometri di profondità.

Non si registrano al momento danni a persone o cose.

Sette scosse in poche ore

Tra la mezzanotte e le 6 del mattino di mercoledì 21 febbraio, le scosse nella provincia di Parma sono state 7, compresa quella di magnitudo 3.1:

  • ore 00:32, Terenzo: magnitudo 2.1
  • ore 01:53, Felino: magnitudo 2.2
  • ore 03:09, Fornovo di Taro: magnitudo 2.7
  • ore 03:19, Langhirano: magnitudo 3.1
  • ore 03:43, Calestano (già epicentro di una forte scossa martedì 20 febbraio): magnitudo 2.1
  • ore 04:08, Felino: magnitudo 2.0
  • ore 06:12, Felino: magnitudo 2.4

Sciame sismico in Emilia-Romagna

Nei giorni scorsi il presidente dell’Ordine dei geologi dell’Emilia-Romagna, Paride Antolini, aveva spiegato ai microfoni del Resto del Carlino che gli eventi sismici che si stanno registrando nella regione “si posizionano intorno alla faglia del Monte Bosso”.

Si tratta “di una faglia inversa, legata a un movimento dell’Appennino verso nord-est”, con l’Appennino che “si muove ogni anno di circa 1-2 millimetri. E ciò è dovuto a uno scollamento delle strutture tettoniche in profondità”.

Fonte foto: Tuttocittà.it

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