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Roberto Scarpinato: al Senato attacco durissimo a Meloni su neofascismo e mafia. Premier e Bongiorno replicano

L'ex pm e Giulia Bongiorno si ritrovano dopo 23 anni a 'battagliare' nuovamente. Stavolta non in tribunale ma in Senato

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Mirko Vitali

GIORNALISTA

Giornalista esperto di politica e attualità, attento anche ai temi economici e alle dinamiche del mondo dello spettacolo. Dopo due lauree umanistiche e il Master in critica giornalistica, lavora e collabora con diverse testate e realtà editoriali nazionali

Scontro nell’Aula del Senato tra Roberto Scarpinato, onorevole del M5s, e Giulia Bongiorno, parlamentare in quota Lega. Ventitre anni dopo essersi scontrati in tribunale, i due, nel corso del dibattito sulla fiducia al governo Meloni, sono tornati a ‘battagliare’.

Scarpinato: il discorso su mafia e neofascismo

Scarpinato è l’ex pm del processo a carico di Giulio Andreotti, Bongiorno fu il legale dell’ex premier indagato per mafia. La tensione, a Palazzo Madama, è salita quando il pentastellato ha preso la parola e ha pronunciato un discorso durissimo, sostenendo che il fascismo in Italia si è tramutato in quel neofascismo che fu all’origine della strategia della tensione e dello stragismo.

Quindi ha aggiunto che la mafia non è affatto sconfitta in quanto gode di tutele politiche ancora oggi.

“Signor presidente del Consiglio, il 22 ottobre scorso lei e i suoi ministri avete prestato giuramento di fedeltà alla Costituzione. Molti indici inducono a dubitare che tale giuramento sia stato sorretto da una convinta e totale condivisione dei valori della Costituzione e dell’impianto antifascista e democratico che ne costituisce l’asse portante”, ha scandito Scarpinato rivolgendosi a Giorgia Meloni.

Largo quindi a quel “neofascismo, che si è declinato anche nella costituzione di formazioni politiche, variamente denominate, che sin dai primi albori della Repubblica hanno chiamato a raccolta e coagulato tutte le forze più reazionarie del Paese per sabotare e sovvertire la Costituzione del 1948, anche con metodi violenti ed eversivi, non esitando ad allearsi in alcuni frangenti persino con la mafia”.

In Aula le reazioni alle parole di Scarpinato sono state contrastanti. Nel centrodestra è dilagato un palese nervosismo. I senatori del M5s, ai quali si sono aggiunti quelli del Pd, in piedi ad applaudire.

Bongiorno replica a Scarpinato

La palla è così passata a Giulia Bongiorno. “Mai avrei immaginato 20 anni dopo di prendere la parola dopo il dottor Scarpinato “, ha detto la parlamentare leghista, riferendosi ai processi che la videro, oltre un decennio fa, battagliare contro l’ex pm.

“Conosco bene l’efficacia delle sue requisitorie”, ha aggiunto alludendo a Scarpinato. “Sconcertano le parole di Scarpinato al suo esordio in Senato”, ha fatto eco il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri.

“Ed è motivo di riflessione – ha dichiarato sempre Gasparri – il fatto che abbia ricoperto a lungo incarichi di vertice nella magistratura. Penso che sarà opportuno nel corso della legislatura ricordare in Aula circostanze riguardanti anche Scarpinato. L’Italia dovrà riflettere su vicende che alcuni ignorano, taluni accantonano, ma alcuni di noi conoscono e avranno modo di illustrare all’Aula e agli italiani”.

La risposta di Giorgia Meloni

Sulla questione ha risposto anche la neo premier Giorgia Meloni: “Al senatore Scarpinato dovrei dire che mi dovrei stupire di un approccio così smaccatamente ideologico. Ma mi stupisce fino a un certo punto perché l’effetto transfert che lei ha fatto tra neofascismo, stragi e sostenitori del presidenzialismo è emblematico del teorema di parte della magistratura, a cominciare dal depistaggio e dal primo giudizio sulla strage di via d’Amelio. E questo è tutto quello che ho da dire”.

Fonte foto: ANSA
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