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RITIRO PRODOTTI ALIMENTARI

Chips Ortolana ritirate dai supermercati per acrilammide: livelli alti, quali sono i lotti e i rischi

Il Ministero della Salute ha disposto il ritiro del lotto delle chips 'Ortolana' dai supermercati per rischio chimico: livelli alti di acrilammide

Pubblicato:

Simone Vazzana

GIORNALISTA

Giornalista professionista, è caporedattore di Virgilio Notizie. Ha lavorato per importanti testate e tv nazionali. Scrive di attualità, soprattutto di Politica, Esteri, Economia e Cronaca. Si occupa anche di data journalism e fact-checking.

Chips di verdure ritirate per rischio chimico. L’allarme per la presenza di acrilammide ad alti livelli coinvolge il noto brand, segnalato dal Ministero della Salute che ha disposto il richiamo di un lotto di Ortolana. Ecco cosa fare nel caso in cui si siano acquistate le confezioni nei supermercati.

Qual è il lotto a rischio

Il Ministero della Salute ha disposto il richiamo di un lotto di ‘Ortolana’, che è un mix di verdure (pastinaca, patata dolce, barbabietola e carota) prodotte da Yellow Chips con sede nei Paesi Bassi e solo commercializzato in Italia da Amica Chips S.p.A.

Secondo quando pubblicato venerdì 3 marzo 2023 sul sito del Ministero, in questo prodotto si è riscontrata l’elevata presenza di acrilammide.

Le patatine Amica Chips ritirate dal Ministero della Salute

La data di scadenza del lotto in questione, 080587, è fissata al 25 marzo 2023.

Le confezioni sono di 100 grammi ciascuna.

Cosa fare se si sono acquistate le patatine

Se avete acquistato una confezione del lotto ritirato, la raccomandazione delle autorità sanitarie è di non consumarne il contenuto per la presenza di livelli alti di acrilammide.

L’invito è di restituirlo nel punto vendita in è stato effettuato l’acquisto: il costo sarà rimborsato anche in assenza dello scontrino. Oppure sarà proposta una sostituzione.

Gli altri prodotti del marchio e gli altri lotti non sono coinvolti.

Cos’è l’acrilammide e perché è pericoloso

Come spiegato dal Ministero della Salute, l’acrilammide è una sostanza chimica che si forma naturalmente nei prodotti alimentari amidacei durante la normale cottura ad alte temperature (frittura, cottura al forno e alla griglia e anche lavorazioni industriali a più di 120° con scarsa umidità).

Si forma per lo più a partire da zuccheri e aminoacidi (principalmente un aminoacido chiamato asparagina) che sono naturalmente presenti in molti cibi. Il processo chimico che causa ciò è noto come ‘reazione di Maillard‘ e conferisce al cibo quel tipico aspetto di ‘abbrustolito‘ che lo rende più gustoso.

L’acrilammide e la glicidammide, suo metabolita, sono genotossiche e cancerogene.

Dal momento che qualsiasi livello di esposizione a una sostanza genotossica potenzialmente ha la capacità di danneggiare il DNA e far insorgere il cancro, gli scienziati dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) hanno concluso di non poter stabilire una dose giornaliera tollerabile (DGT) di acrilammide negli alimenti.

Per questo, gli esperti hanno stimato l’intervallo di dosaggio entro il quale è probabile che l’acrilammide causi una lieve ma misurabile incidenza di tumori (effetti neoplastici) o di altri potenziali effetti avversi (neurologici, sullo sviluppo pre e postnatale e sul sistema riproduttivo maschile).

Il limite inferiore di questo intervallo viene detto limite inferiore dell’intervallo di confidenza relativo alla dose di riferimento (BMDL10).

Per i tumori gli esperti hanno scelto un BMDL10 di 0,17mg/kg pc/giorno (ossia milligrammi per kilogrammo di peso corporeo al giorno).

Per altri effetti, i mutamenti neurologici più pertinenti al caso sono stati osservati con un BMDL10 di 0,43 mg/kg pc/giorno.

Confrontando il BMDL10 all’esposizione umana all’acrilammide, gli scienziati sono in grado di indicare un “livello di allarme per la salute” noto come “margine di esposizione”.

Fonte foto: 123RF

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