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CRONACA NERA

La processione e l'inchino davanti alla casa del boss camorrista Salvatore Andretta ad Acerra vicino Napoli

Colpo dei carabinieri contro due clan di Acerra: tra gli episodi documentati anche la processione e l'inchino alla casa del boss Salvatore Andretta

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Cristiano Bolla

GIORNALISTA

Giornalista pubblicista esperto di cinema, televisione, nuovi media e spettacolo, scrive anche di cronaca e attualità. Laureato in Scienze e Tecnologie delle Arti e dello Spettacolo con Master in Drammaturgia e Sceneggiatura, ha lavorato per diverse produzioni prima di muovere i primi passi nelle redazioni di testate giornalistiche di Torino e Milano. Attualmente collabora anche con importanti riviste di settore.

Nella mattinata di oggi, lunedì 17 luglio 2023, i carabinieri si sono mossi per sgominare due clan camorristici nel comune di Acerra. Numerosi gli arresti e i provvedimenti cautelari, ma a far rumore è soprattutto che tra gli episodi documentati ci sia un vistoso inchino al boss Salvatore Andretta durante una processione.

Decapitati due clan: 19 persone accusate di vari reati

Stando a quanto riportato da Ansa, i carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna, su indicazione del Gip di Napoli e su richiesta della Dda, hanno agito nel comune di Acerra nei confronti di 19 persone accusate di reati a vario titolo.

Si va dall’associazione di stampo mafioso al traffico illecito di sostanze stupefacenti, ma non mancano accuse di estorsione, detenzione e porto di armi. Diciassette di queste persone, ritenute parte dei clan Andretta e Avventurato, sono state portate o in carcere, per altre due sono scattati domiciliari e divieto di dimora.

Un’immagine della processione della Madonna dell’Arco, a Napoli

Tra i due clan, è emerso dalle indagini, c’era un’alleanza e uno sforzo congiunto per la creazione e il mantenimento di una rete dedita al narcotraffico. Numerosi gli episodi documentati, compresa la processione della Madonna dell’Arco che ha fatto tappa sotto casa del boss Salvatore Andretta.

L’inchino sotto casa del boss durante la processione

L’episodio risale al 30 gennaio 2022. Per volontà del boss Andretta, la processione della Madonna dell’Arco tenutasi quel giorno ad Acerra ha deviato dal percorso tra le vie della città per entrare nella corte di casa sua.

Qui, stando alle immagini raccolte tramite l’ausilio di una telecamera nascosta, lo stesso boss si è affacciato sul terrazzo assieme alla famiglia e ha dato indicazioni precise al gruppo di battenti (i devoti alla Vergine) su dove posizionarsi per consentire l’omaggio all’esponente di spicco del clan mafioso. Andretta, così come Bruno Avventurato, è tra i destinatari delle misure cautelari emesse dopo le indagini dalla Procura di Napoli.

Un episodio, quello dell’inchino al boss durante una processione, che nel corso degli ultimi anni si è verificato in altre occasioni – per esempio a Paternò nel 2015 e l’anno dopo a San Michele di Ganzaria – episodio questo che ha portato alla condanna per 39 imputati a dicembre 2022.

Le intercettazioni: “Vado a sparare a viso aperto”

Dopo l’operazione, sono emerse anche alcune intercettazioni raccolte durante le indagini. In una conversazione, il cognato di  \"Io sono l'amante tuo...mi atteggio di brutto in mezzo alla via, sono un leone a causa tua... sono un personaggio, mi rispettano tutti, mi guardano tutti\". Essere parente del boss Salvatore Andretta, capo dell'omonimo clan di Acerra (Napoli), gli conferisce lustro e lui, il cognato del boss, lo sottolinea in una conversazione captata dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna che oggi, al termine di indagini coordinate dalla Procura di Napoli, hanno decapitato due famiglie malavitose di Acerra: il clan Andretta e Avventurato. Le due organizzazioni malavitose, sebbene distinte, sono legate da una sorta di alleanza. Salvatore Andretta - oggi detenuto, ma che nel 2022 pretese l'inchino durante una processione religiosa, come documentato dai carabinieri - ostenta il suo potere criminale in più occasioni durante le indagini coordinate dalla Dda, per esempio quando, parlando con il figlio, si definisce \"un camorrista\" pronto ad agire in prima persona qualora qualcuno denunciasse i suoi che stavano chiedendo il \"pizzo\" ai cantieri: \"io faccio il camorrista ad Acerra, ma se quelli vanno là (sui cantieri)... e li vanno a denunciare.. a denunciare i compagni miei...li vado a sparare a viso scoperto\". (ANSA). "}" data-sheets-userformat='{"2":513,"3":{"1":0},"12":0}'>Salvatore Andretta avrebbe detto: “Io sono l’amante tuo…mi atteggio di brutto in mezzo alla via, sono un leone a causa tua… sono un personaggio, mi rispettano tutti, mi guardano tutti”.

Lo stesso Andretta, in un altro stralcio riportato, si dimostra particolarmente sicuro del suo status di intoccabile nel comune di Acerra. Parlando con il figlio, si sarebbe definito un camorrista pronto ad agire in prima persona in caso di denunce ai suoi che chiedevano il pizzo ad alcuni cantieri.

I \"Io sono l'amante tuo...mi atteggio di brutto in mezzo alla via, sono un leone a causa tua... sono un personaggio, mi rispettano tutti, mi guardano tutti\". Essere parente del boss Salvatore Andretta, capo dell'omonimo clan di Acerra (Napoli), gli conferisce lustro e lui, il cognato del boss, lo sottolinea in una conversazione captata dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna che oggi, al termine di indagini coordinate dalla Procura di Napoli, hanno decapitato due famiglie malavitose di Acerra: il clan Andretta e Avventurato. Le due organizzazioni malavitose, sebbene distinte, sono legate da una sorta di alleanza. Salvatore Andretta - oggi detenuto, ma che nel 2022 pretese l'inchino durante una processione religiosa, come documentato dai carabinieri - ostenta il suo potere criminale in più occasioni durante le indagini coordinate dalla Dda, per esempio quando, parlando con il figlio, si definisce \"un camorrista\" pronto ad agire in prima persona qualora qualcuno denunciasse i suoi che stavano chiedendo il \"pizzo\" ai cantieri: \"io faccio il camorrista ad Acerra, ma se quelli vanno là (sui cantieri)... e li vanno a denunciare.. a denunciare i compagni miei...li vado a sparare a viso scoperto\". (ANSA). "}" data-sheets-userformat='{"2":513,"3":{"1":0},"12":0}'>o faccio il camorrista ad Acerra, ma se quelli vanno là e vanno a denunciare i compagni miei… Li vado a sparare a viso scoperto” avrebbe detto Andretta.

Fonte foto: iStock

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