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Il video del rifugiato che prende a calci il Corano a Stoccolma: incendiata l'ambasciata svedese a Baghdad

Un rifugiato iracheno ha preso a calci, in Svezia, una copia del Corano (che aveva promesso di bruciare): tensione tra Baghdad e Stoccolma

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Simone Vazzana

GIORNALISTA

Giornalista professionista, è caporedattore di Virgilio Notizie. Ha lavorato per importanti testate e tv nazionali. Scrive di attualità, soprattutto di Politica, Esteri, Economia e Cronaca. Si occupa anche di data journalism e fact-checking.

Alta tensione. Dopo il Corano bruciato a fine giugno davanti alla moschea di Stoccolma, un iracheno rifugiato in Svezia aveva deciso di replicare davanti all’ambasciata irachena. La notizia è arrivata inevitabilmente a Baghdad, dove una manifestazione organizzata dai sostenitori del leader religioso Moqtada al-Sadr mercoledì 19 luglio è culminata con un incendio appiccato nell’ambasciata svedese. Lo stesso ambasciatore è stato espulso, l’Iraq ha persino sospeso la licenza di Ericsson dopo l’autorizzazione concessa dalla Svezia a bruciare il Corano. Che alla fine è stato ‘solamente’ calpestato.

L’annuncio, poi il dietrofront: Corano “solo” calpestato

Il manifestante, dopo aver annunciato che avrebbe dato fuoco al Corano a Stoccolma giovedì 20 luglio, alla fine ha deciso ‘solamente’ di calpestarlo.

La protesta si è svolta a poche decine di 30 metri dall’ambasciata dell’Iraq.

Saiwan Momika (a sinistra), il manifestante che ha preso a calci una copia del Corano

In un video pubblicato su Telegram, l’organizzatore aveva promesso di bruciare il testo sacro insieme a una foto del leader politico iracheno Moqtada al-Sadr e del defunto ayatollah iraniano Ruhollah Khomeini.

Nel video aveva anche incoraggiato molti altri a recarsi presso l’ambasciata irachena per assistere.

Al suo arrivo, davanti all’ambasciata, è stato accolto da fischi e urla dei contro-manifestanti: “Sei un cane!” ha gridato uno di loro.

Chi è il manifestante

L’uomo che ha annunciato di voler bruciare il Corano è Saiwan Momika, un iracheno rifugiato in Svezia, che ha regolarmente richiesto – e ottenuto – il permesso alla polizia svedese per dar vita alla manifestazione.

Il rifugiato aveva già bruciato una copia del Corano davanti alla moschea di Stoccolma il 29 giugno scorso.

Aveva chiesto e ottenuto anche in quel caso la possibilità di manifestare alla polizia locale.

Le reazioni in Iraq: incendiata l’ambasciata svedese a Baghdad, espulso il diplomatico

Prima della protesta, la notizia della volontà di bruciare nuovamente il Corano era ovviamente già arrivata in Iraq.

Per questo, l’ambasciata svedese a Baghdad era stata data alle fiamme prima dell’alba nel corso di una manifestazione organizzata dai sostenitori del leader religioso Moqtada al-Sadr.

Quello che è successo è totalmente inaccettabile e il Governo condanna questi attacchi con la massima fermezza possibile”, ha dichiarato il ministro degli Esteri svedese Tobias Billström.

L’Iraq ha poi convocato ed espulso l’ambasciatore svedese, minacciando di “rompere le relazioni” con la Svezia, in caso di episodi analoghi.

Iraq sospende licenza Ericsson

Dopodiché, l’Iraq ha reso noto di aver sospeso la licenza del gigante svedese delle telecomunicazioni Ericsson.

“Il presidente dell’Autorità per i media e le telecomunicazioni Ali Al-Mouayad ha sospeso la licenza di esercizio della società svedese Ericsson sul territorio iracheno”, afferma un comunicato pubblicato dall’agenzia di stampa statale Ina, che giustifica la decisione con “l’autorizzazione data dallo Stato svedese a bruciare il Corano e la bandiera irachena”.

Fonte foto: ANSA

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