NOTIZIE
ESTERI

Donald Trump indagato per spionaggio dall'Fbi, trovati documenti top secret. Cosa rischia l'ex presidente

L'ex presidente Usa Donald Trump è indagato per spionaggio, avrebbe preso documenti top secret. La replica: "Tutto declassificato, attacco politico"

Pubblicato:

Antonio Cardarelli

GIORNALISTA

Laurea in Scienze della Comunicazione alla Sapienza e master in Giornalismo Digitale alla Pul di Roma, è giornalista professionista dal 2007. Ha lavorato come redattore in diversi quotidiani locali e, successivamente, ha ricoperto lo stesso ruolo per siti di informazione nazionali, per i quali ha anche seguito i canali social.

Donald Trump è indagato dall’Fbi per spionaggio. La notizia, diffusa da Politico, è stata poi confermata dagli stessi avvocati di Trump dopo la perquisizione avvenuta nella residenza di Mar-a-Lago (Florida) dell’ex presidente. Sono tre i capi d’accusa mossi nei confronti di Donald Trump, tutti riconducibili alla violazione dell’Espionage Act.

Le accuse mosse a Donald Trump

Il primo capo d’accusa riguarda la “rimozione e distruzione di documenti ufficiali in violazione al President Record Act”. Il secondo è “ostruzione di un’indagine”, probabilmente con riferimento all’inchiesta avviata a gennaio. E il terzo reato di cui è accusato Donald Trump è, invece, quello di distruzione dei dati.

Tra le carte di Trump anche documenti su Emmanuel Macron

Lo scorso 8 agosto l’Fbi ha effettuato una perquisizione nella residenza di Donald Trump. Durante il blitz sono state portate via 20 scatole di documenti, alcuni dei quali “top secret”.

Tra le carte, a quanto pare, ci sarebbe anche un dossier sul presidente francese Emmanuel Macron. Secondo l’accusa mossa dal Dipartimento di giustizia il presidente Trump avrebbe portato via documenti accessibili solo al presidente in persona, privilegio che “the Donald” ha perso dopo l’elezione di Joe Biden.

La mossa per scoprire il bluff di Donald Trump

Il procuratore generale Merrick Garland ha dichiarato, in conferenza stampa, che il blitz dell’Fbi è servito ad evitare che i documenti finissero in mani sbagliate. “Autorizzare la perquisizione non è stata una decisione facile” ha detto Garland.

Lo stesso Garland ha poi ammesso di aver chiesto al giudice di rendere pubblico il documento, probabilmente, come ha scritto il New York Times, una mossa per scoprire il bluff di Trump che fin dall’inizio ha negato ogni accusa.

Il procuratore generale Merrick Garland

La replica di Trump alle accuse dell’Fbi

L’ex presidente Donald Trump è passato subito al contrattacco: “Ho subito un raid non necessario e anti-americano”, ha scritto su Truth social.

Donald Trump ha replicato che i documenti sequestrati erano “tutti declassificati”, sostenendo poi che avrebbero potuto ottenerli chiedendoli e senza una perquisizione.

“I documenti erano in un luogo sicuro, con un lucchetto in più messo dopo che me lo avevano chiesto loro”, ha aggiunto Trump. Ma a quanto pare, già lo scorso gennaio, il capo del controspionaggio Usa aveva chiesto a Trump se avesse restituito i documenti in suo possesso ricevendo rassicurazioni.

Fonte foto: ANSA

© Italiaonline S.p.A. 2024Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963